

https://www.youtube.com/watch?v=dVxyMEXm7AU
Premesso che il diritto internazionale è materia liquida, sfuggente (ne scrivo in coda a questo articolo), c’è un motivo serio per il quale l’Italia dovrebbe abbandonare la Corte penale dell’Aja al suo destino ed è che agisce secondo logiche politiche, aprendo gli occhi su quel che conviene ad una parte, chiudendoli quando non conviene a quella parte.
Putin e Netanyahu sono due esempi di parte di incriminazione per crimini contro l’umanità da parte della Corte, mentre la non incriminazione di Erdogan è l’esempio di come la Corte non veda e non senta quando fa comodo.
Prendo spunto da un’inchiesta di un giornalista di guerra coraggioso, Claudio Locatelli, il quale, su Parabellum, il canale gestito da Mirko Campochiari (live n° 409) ha testimoniato degli attacchi di droni a civili che tentano, come scudi umani, di impedire la distruzione della diga sull’Eufrate (in zona curda) presso Tishrin.

Il luogo dove c’è la diga sotto attacco.
Erdogan, il cui Paese, la Turchia, è membro della Nato, usa droni per bombardare i civili che difendono la diga dalla possibilità che venga distrutta, mettendo in ginocchio una vasta area controllata dai curdi.
I curdi salgono sulla diga e si radunano in modo pacifico per evitare che la Turchia la distrugga, ma Erdogan, membro della Nato, attacca questi civili inermi e li bombarda, uccidendoli.

Il fermo immagine del video dove si vede il momento dell’esplosione. Il video è stato fermato da Parabellum per non mostrare le immagini tragiche di morte.
Non è questo un crimine contro l’umanità?
Le prove ci sono. Sono documentate. Eppure la Corte non vede e non sente, perché attaccare Erdogan non conviene. Dare fastidio a chi controlla gli immigrati verso la Germania è politicamente deplorevole? Dare fastidio a chi si erge a leader dei Fratelli Musulmani non è conveniente?
Sarebbe interessante sapere cosa ne pensa il segretario generale della Nato Rutte.
Che dire poi di Xi Jinping, che schiavizza gli Uiguri, utilizzati da importanti multinazionali per produrre a costo infimo. Perché la Corte non emette un mandato di cattura nei confronti di Xi Jinping e dei Ceo delle multinazionali implicate per crimini contro l’umanità?
Anche qui la Corte non vede e non sente.
Che ci sta a fare l’Italia nel consesso di chi legittima la presenza di un organismo internazionale che è chiaramente di parte e che agisce, come è stato per il caso Almasri, contro il nostro Paese?
Andarsene è fare chiarezza; è rendere un servizio alla trasparenza.
Un appunto sul diritto internazionale, invocato come fosse un complesso di leggi universalmente riconosciuto.
Il diritto internazionale si basa spesso sulla cooperazione volontaria degli Stati, poiché non esiste una vera e propria autorità globale che possa imporre la legge in modo uniforme. Tuttavia, meccanismi di imposizione, come sanzioni, pressioni diplomatiche o interventi militari autorizzati possono essere utilizzati per far rispettare le norme internazionali.
Imposizione, pressione, intervento militare sono concetti che con il diritto hanno ben poco a che fare.
Il diritto internazionale, pertanto, è l’insieme delle norme e dei principi che regolano le relazioni tra Stati, organizzazioni internazionali, e, in alcuni casi, individui.
Il tutto è, chiaramente aleatorio, in quanto se c’è chi non riconosce “quel” diritto, “quel” diritto non esiste.
Il tutto è sottoposto a trattati e disponibilità degli Stati a riconoscere regole.
Il problema è che si sono scambiate per diritto internazionale le regole di una parte del mondo, peraltro nemmeno condivise da tutta quella parte del mondo.
Meglio, finalmente, fare chiarezza e chiudere una vicenda che fa ormai capire che alcune organizzazioni internazionali vanno rapidamente chiuse.
In attesa della chiusura è opportuno che l’Italia si smarchi.
Per chi volesse approfondire:
https://www.youtube.com/watch?v=dVxyMEXm7AU
https://www.youtube.com/@FrontStory_Claudio_Locatelli/videos





