
di Nino Orlandi
“Piercamillo Davigo si erge a paladino della giustizia per tutelare la legalità, ma l’unica legalità violata è stata commessa nel salotto di casa sua”. Non ci è andato giù per il sottile il pm di Brescia Donato Greco nella requisitoria finale del processo a carico di Davigo, imputato per rivelazione di segreto d’ufficio. Nei confronti dell’ex pm di Mani pulite l’accusa ha chiesto una condanna a un anno e quattro mesi, con pena sospesa (la sentenza è stata rinviata all’udienza del prossimo 20 giugno).
A suo tempo sentii con le mie orecchie il dott. Nordio affermare che il fatto poteva configurare il ben più grave reato di ricettazione, avendo il Davigo ricevuto delle cose di provenienza illecita. E la pena per il reato di ricettazione va da due ad otto anni.
Ma ai nostri tempi i Robespierre li trattiamo meglio. E poi, in fondo, è già una gran bella vittoria morale. Accontentiamoci.





