
Intorno alle 12:00 dell’8 giugno corrente l’IDF ha comunicato che i 3 israeliani ritrovati nell’area di Nuseirar (Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv) erano nella casa della famiglia di Jamal Abdullah un giornalista di Al Jazeera.
Passano 6 ore e arriva la secca smentita di Omar al-Walid, responsabile del giornale di lingua araba piú diffuso al mondo: “Non lo conosciamo e tutte le voci che sono state diffuse sono vuote di contenuto e non sono affatto vere, Jamal Abdullah non ha mai lavorato per la nostra testata”.
Esiste peró un problema di fondo: la rete non dimentica, e il portavoce di Al Jazeera non si é nemmeno sbattuto per cancellare le tracce delle collaborazioni di Jamal Abdullah. Trovate in calce due pezzi firmati dall’operoso giornalista, portavoce del ministero del lavoro di Hamas, che ha ospitato i 3 ostaggi per 242 giorni.
Poi ci si chiede come mai quei cattivoni degli israeliani hanno bandito Al Jazeera da Israele, la testata che fa le pentole, ma si dimentica i coperchi.





