di Giovanni Bernardini
Quale che alla fine sia la composizione del parlamento europeo una cosa è certa: da oggi le cose in Europa sono cambiate. I risultati in Francia e Germania dimostrano che fette sempre più consistenti di elettorato non ne possono letteralmente più della politica delle porte spalancate all’immigrazione clandestina, dei talebani di una ideologia pseudo ecologica che sembra fatta apposta per favorire la Cina, di politiche tese a ridurre drasticamente l’area delle libertà individuali.
Certo, non è che ora tutto sia chiaro: pericoli esistono. Per fare solo un esempio una eventuale vittoria il 30 Giugno della Le Pen in Francia creerebbe non pochi problemi all’Ucraina. In Europa Giorgia Meloni potrebbe diventare l’autentico ago della bilancia: appoggiare un fronte conservatore moderato ponendo pesanti condizioni in fatto di immigrazione e fondamentalismo pseudo ecologico. Staremo a vedere. In ogni caso, il vento è cambiato, e tanto…
In Italia il governo esce ampiamente rinforzato da queste elezioni. Non è un caso che il governo Meloni sia l’unico in Europa a non venir punito dal corpo elettorale.
Il PD ottiene un buon risultato, ma, è fin troppo chiaro, lo ottiene tutto ai danni dei 5S che escono a pezzi da questa consultazione.
Diciamolo pure: per ciò che riguarda l’Italia il crollo del M5S è la notizia migliore di tutte. Non c’è da stupirsi in fondo: si trattava di elezioni europee, non erano in gioco mance elettorali, redditi di cittadinanza e regalie varie: logico che i 5 Stelle prendessero una meritata batosta. Meglio così.
E ora… non ci resta che attendere, con un pizzico di fiducia in più.




