
La Consulta si esprime con un “NO” al terzo mandato per i presidenti di regione in modo roboante assurti a governatori . Ci si dovrebbe soffermare anche su quest’ultimo termine che poco si addice a uno stato unitario ma che stampa e politica hanno adottato con una forzatura quasi assimilando la funzione di un Presidente di Regione al ruolo che il Governatore ha invece negli States.
La decisione della Consulta provoca quindi delusione per le aspettative di De Luca per la regione Campania e di Zaia per il Veneto.
Senza voler entrare nel merito della gestione dei mandati in regione di questi anni il verdetto della Consulta, peraltro scontato, è giusto: il terzo mandato non s’ha da fare poiché è incostituzionale!
E del resto avrebbe significato legittimare quegli accentramenti di enorme potere nelle mani di una stessa persona quasi che una regione diventi un piccolo “regno” e un presidente di regione governi per decenni se non quasi a vita.
Se De Luca esce sconfitto, ne esce sconfitto anche Zaia che sono più di 15 anni che, in un modo o nell’altro, governa il Veneto come Presidente dal 7 aprile 2010 a oggi e come Vicepresidente dal 2005 al 2008.
Una delle caratteristiche della democrazia, a differenza proprio delle autarchie, e’ l’alternanza continua al potere e il ricambio dei politici.
Il no al terzo mandato mette finalmente in posizione paritaria tutte le regioni ordinarie italiane ed è questione di giustizia, di diritto , di democrazia e tutela dell’unita’ nazionale
Adesso però si apre un bel rompicapo e per Meloni e per Schlein su cosa fare dei due presidenti di regione uscenti. Per Zaia c’è ventilerebbe un prolungamento del mandato al 2026 per permettergli di presenziare alle Olimpiadi Milano-Cortina così fortemente volute e per le quali si è impegnato quotidianamente. Una decisione che lascerebbe comunque perplessi quasi che il desiderio di essere protagonista e partecipare a un evento sportivo, per quanto comprensibile, abbia il potere di piegare i principi di democraticità , nel nome di interessi particolari o personali fosse anche di soddisfazione personale.
Resta ad oggi aperta la questione terzo mandato per le Regioni a Statuto Speciale (Trentino) pur tuttavia osservando che allo stato delle cose non è reale necessità un diverso trattamento tra regioni e questo sempre nel nome della tutela dei principi democratici e di unità nazionale e giustizia .
Poiché la legge è uguale per tutti, vero è che per il rilancio nazionale serve maggior coerenza di sistema.





