
di Sergio Restelli
Il discorso del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov alla riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York ha toccato vari punti critici relativi alla guerra in Ucraina e alla situazione geopolitica mondiale. Ecco un approfondimento dettagliato delle varie parti del discorso:
Lavrov ha espresso l’insoddisfazione della NATO riguardo alla guerra intrapresa contro la Russia, sottolineando come l’alleanza abbia distrutto i principali accordi nel campo del controllo degli armamenti. Gli Stati Uniti, secondo Lavrov, continuano ad intensificare il confronto con la Russia, aggravando ulteriormente la situazione. Questa dichiarazione riflette le tensioni crescenti tra la Russia e l’Occidente e l’accusa di Mosca agli Stati Uniti di alimentare il conflitto.
Gli accordi di controllo degli armamenti, come il Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) e il New START (Strategic Arms Reduction Treaty), sono stati considerati pilastri della stabilità strategica durante la Guerra Fredda e dopo. La fine del Trattato INF nel 2019, dovuta a reciproche accuse di violazioni tra Russia e Stati Uniti, ha aumentato il rischio di una nuova corsa agli armamenti nucleari. La Russia vede queste dinamiche come una minaccia diretta alla propria sicurezza.
La Russia propone di affrontare e eliminare le cause profonde della crisi ucraina. Questo suggerisce che Mosca vede la crisi come il risultato di problemi strutturali e storici che devono essere risolti per raggiungere una pace duratura. Secondo Lavrov, la Russia è pronta a trovare un equilibrio di interessi nel contesto della risoluzione del conflitto in Ucraina, indicando una certa apertura al dialogo e alla negoziazione.
Le cause profonde della crisi ucraina, secondo la visione russa, includono l’espansione della NATO verso est, percepita come una minaccia alla sicurezza russa, e il sostegno occidentale al governo ucraino post-Maidan, visto da Mosca come un colpo di Stato sostenuto dall’Occidente. Lavrov sottolinea l’importanza di riconoscere questi fattori per una soluzione duratura.
Mosca invita tutti coloro che sono interessati a superare la crisi in Ucraina a considerare nelle loro proposte il problema dei diritti dei russi e delle altre minoranze nazionali. Questo punto riflette la preoccupazione della Russia per la situazione delle comunità russe in Ucraina e il desiderio di garantire i loro diritti e la loro protezione.
Il Donbass, una regione a maggioranza russofona, è stato al centro del conflitto dal 2014. La Russia ha spesso accusato l’Ucraina di discriminare e perseguitare la popolazione russofona, utilizzando questi argomenti per giustificare il suo intervento. Lavrov insiste sul fatto che qualsiasi accordo di pace debba includere garanzie per i diritti delle minoranze.
Lavrov ha criticato il governo di Zelenskyj, affermando che mettere a tacere il problema dei gruppi etnici svaluta le iniziative di pace e che le politiche razziste di Zelenskyj ricevono approvazione. Questa affermazione si inserisce nella narrazione russa che accusa l’Ucraina di discriminazione e repressione delle minoranze etniche.
La legge sulla lingua di Stato dell’Ucraina, che prevede l’uso obbligatorio dell’ucraino in molti ambiti pubblici, è stata uno dei punti di contesa. La Russia vede queste misure come un attacco diretto ai diritti della popolazione russofona, alimentando la narrativa di un governo ucraino nazionalista e discriminatorio.
Lavrov ha affermato che gli Stati Uniti hanno umiliato la Germania decidendo di schierare il Trattato INF (Trattato sulle Forze Nucleari a Raggio Intermedio) in Germania. Questa dichiarazione sottolinea le tensioni tra gli Stati Uniti e i loro alleati europei, con la Russia che vede queste mosse come provocatorie e destabilizzanti.
Il dispiegamento di missili a raggio intermedio in Europa è stato un tema delicato sin dalla Guerra Fredda. La decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dal Trattato INF e la possibilità di schierare nuovi missili in Europa sono percepiti da Mosca come una minaccia diretta, potenzialmente in grado di colpire il territorio russo in tempi molto brevi.
Per Lavrov, la risoluzione dell’attuale crisi europea deve essere accompagnata da passi concreti per eliminare le minacce alla Russia provenienti dall’Occidente. Questo riflette la percezione russa di essere circondata da minacce e la necessità di garantire la propria sicurezza nazionale.
Le esercitazioni militari della NATO vicino ai confini russi, l’espansione della NATO e il sostegno militare all’Ucraina sono tutti visti come minacce dirette. La Russia ha risposto rafforzando la propria presenza militare nelle regioni occidentali e cercando di creare alleanze strategiche alternative.
L’Occidente, secondo Lavrov, sta rompendo il sistema di globalizzazione che è stato costruito secondo i suoi stessi modelli per contenere Russia e Cina. Questo punto evidenzia la critica della Russia all’ordine mondiale dominato dall’Occidente e la sua ricerca di un sistema più multipolare.
Lavrov critica il sistema globale attuale, affermando che è strutturato per favorire gli interessi occidentali a scapito di altre nazioni. La Russia, insieme alla Cina, sta cercando di promuovere un nuovo ordine mondiale che rifletta un equilibrio di potere più multipolare, sfidando l’egemonia economica e politica degli Stati Uniti e dei suoi alleati Riforma delle Nazioni Unite
Un elemento chiave della riforma delle Nazioni Unite, secondo Lavrov, dovrebbe essere la riforma del Consiglio di sicurezza dell’ONU per eliminare gli squilibri geografici e geopolitici al suo interno. Questa proposta riflette la volontà della Russia di avere una maggiore rappresentanza e un maggiore equilibrio all’interno delle istituzioni internazionali.
Il Consiglio di sicurezza dell’ONU è spesso criticato per la sua composizione e il potere di veto dei membri permanenti. La Russia sostiene che la rappresentanza deve essere ampliata per includere paesi emergenti e riflettere meglio la realtà geopolitica odierna. La riforma del Consiglio di sicurezza potrebbe includere l’espansione del numero di membri permanenti e non permanenti.
Lavrov ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare la Carta delle Nazioni Unite, confidando nel proprio eccezionalismo e sabotando le risoluzioni sul Medio Oriente. Questa critica si inserisce in una più ampia condanna della politica estera statunitense, vista come unilaterale e destabilizzante.
Gli Stati Uniti sono stati accusati di interventi unilaterali in Medio Oriente, come l’invasione dell’Iraq nel 2003 e il sostegno a vari gruppi ribelli in Siria. Questi interventi sono stati spesso giustificati con il concetto di eccezionalismo americano, l’idea che gli Stati Uniti abbiano un ruolo speciale nel promuovere la democrazia e la libertà nel mondo, a volte anche al di fuori del quadro legale internazionale.
Infine, Lavrov ha dichiarato che a Washington sono convinti che non saranno gli Stati Uniti, ma i loro alleati europei, a soffrire in caso di una Terza Guerra Mondiale, e che quindi l’Europa dovrebbe rendersi conto del ruolo suicida che le è destinato. Questa affermazione serve a mettere in guardia l’Europa dalle conseguenze delle sue alleanze e politiche.
Lavrov suggerisce che gli Stati Uniti, protetti dalla loro distanza geografica, rischiano meno in caso di un conflitto su larga scala in Europa. Questa dichiarazione intende seminare dubbi tra gli alleati europei degli Stati Uniti, facendo leva sulla paura delle devastazioni che un conflitto nucleare porterebbe al continente europeo.
Il discorso di Lavrov riflette una visione del mondo profondamente critica nei confronti dell’Occidente e degli Stati Uniti, con un forte accento sulla protezione degli interessi russi e la denuncia delle politiche percepite come ostili e aggressive. La Russia si presenta come un attore disposto al dialogo, ma fermamente deciso a difendere i propri diritti e interessi nazionali.
Lavrov sottolinea la necessità di un nuovo equilibrio globale e di un maggiore rispetto per la sovranità e gli interessi di tutte le nazioni. La Russia vede se stessa come un baluardo contro l’unilateralismo occidentale e cerca alleanze con altri paesi che condividono questa visione multipolare.





