Home Politica MUSK-GIOVE PLUVIO FA L’ ELETTROSHOCK AD UN’EUROPA CATATONICA

MUSK-GIOVE PLUVIO FA L’ ELETTROSHOCK AD UN’EUROPA CATATONICA

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Non è la prima volta che Elon Musk ci sorprende con le sue uscite simili a fulmini lanciati su un’Europa catatonica che in sordina e a ranghi sparsi sta già andando a baciare la pantofola di Donald Trump, tremando per quanto potrebbe accadere dopo il 20 gennaio.

Ursula von der Leyen si è dileguata. In molti Stati dell’Unione si stanno evidenziando dinamiche politiche che volgono verso destra e, addirittura, che mettono in discussione le posizioni ufficiali di Commissione e Parlamento europeo nei confronti di Putin.

L’Unione Europea è tale solo di nome, ma non lo è di fatto, e i singoli Stati sempre più si fanno gli affari loro, mentre Bruxelles vive una catatonia preoccupante per i destini del Vecchio Continente, con posizioni irrigidite, fuori dalla realtà, mantenute nell’incapacità di cambiare di fronte agli eventi che incalzano.

La catatonia è un quadro psicopatico a base dissociativa, nel quale l’azione si svincola quasi interamente dalle motivazioni razionali e resta inceppata in contrasti automatici che l’irrigidiscono o la rendono saltuaria e stolida. I catatonici stanno fermi e ritti in atteggiamenti statuari, strani e incoerenti.

Li vedete? Green, green. Woke, woke. Clima, clima.

Per loro non cambia niente. Sono fissi e fissati. Già quasi morti.

La catatonia veniva curata con elettroshock.

E così Elon Musk, ormai fuori da ogni schema, lancia fulmini, forte, per ora, del suo status di privato cittadino. Status che verrà meno quando assumerà gli incarichi che Donald Trump gli ha assegnato.

Non v’è dubbio che Elon Musk stia provocando scientemente per tastare le reazioni del catatonico stato del Vecchio Continente.

C’è chi teme che sia lui il vero presidente degli Stati Uniti e chi risponde che non lo è e non lo potrà mai essere in quanto non è nato negli Usa. Così detta l’attuale Costituzione.

La novità, della quale ci informa il giornalista Daniele Moro (in una conversazione tenuta su Parabellum) è che Elon Musk potrebbe diventare lo speaker della Camera, anche se non eletto.

Fantapolitica? Per ora sicuramente. Ma mai dire mai.

Per capire chi è Elon Musk è interessante acquisire quanto scrive il Financial Times che ha rivelato l’esistenza di un’alleanza tra Palantir, Anduril Industries (specializzata in droni e sistemi autonomi) e SpaceX di Elon Musk, con l’obiettivo di creare un nuovo polo di potere e di contractor nel settore della difesa.

Se questa “triade tecnologica” dovesse prevalere, non solo lo scenario tecnologico, ma anche lo scenario geopolitico potrebbe cambiare radicalmente: da un lato, i colossi tradizionali come Lockheed Martin e Boeing, dall’altro, la “Silicon Valley della guerra” rappresentata da Palantir e i suoi alleati.

Qui, chi distribuisce le carte è il Pentagono.

Se Musk speaker della Camera è fantapolitica, non lo è invece l’intervento alla Giove pluvio di un Elon Musk armato di fulmini che sconquassano il già debole equilibrio europeo.

Nei giorni scorsi Musk ha definito il presidente della Germania, Frank-Walter Steinmeier “un tiranno antidemocratico” in un post pubblicato sulla piattaforma. Musk ha aggiunto che il presidente tedesco “si dovrebbe vergognare” e che il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) “andrà incontro a una vittoria epica” alle prossime elezioni del 23 febbraio.

Steinmeier aveva duramente criticato l’ingerenza nella politica tedesca di Musk, dopo che quest’ultimo aveva elogiato AfD e invitato i cittadini tedeschi a votare per la forza di estrema destra in un articolo pubblicato sull’edizione domenicale del quotidiano tedesco Welt.

“L’influenza esterna è un pericolo per la democrazia sia quando è nascosta, come nelle recenti elezioni in Romania, sia quando è palese, come sta accadendo attualmente in modo intenso sulla piattaforma X”, aveva dichiarato Steinmeier.

Dopo l’attentato a Magdeburgo, Musk aveva anche criticato il cancelliere Olaf Scholz definendolo “un cretino incompetente” che si sarebbe “dovuto dimettere subito”.

L’attacco al cuore di una Germania ex locomotiva d’Europa, consegnatasi alla Cina dopo aver garantito il proprio sviluppo con il gas russo a basso costo, è evidente, così come è evidente il messaggio tendente a mandare a casa socialisti e verdi.

Elon Musk ha lanciato strali anche su  Volodymyr Zelensky, definendolo “campione di furti di tutti i tempi”. Partecipando a una conversazione su X in cui una serie di utenti criticavano la decisione di Joe Biden di incviare ulteriori aiuti all’Ucraina, Musk ha commentato un post nel quale si sosteneva ironicamente l’abilità del leader ucraino di “rubar soldi”. “All-time champ”, “campione di tutti i tempi”, ha attaccato Musk, che è sempre stato critico nei confronti degli aiuti all’Ucraina.

Vedremo presto se le posizioni di Elon Musk e i suoi interventi a gamba tesa sono una tattica per sparigliare continuamente le carte e distogliere l’attenzione da quanto è possibile stia avvenendo in contatti riservati o se rappresentano una linea politica di prese di distanza dalle leadership europee ritenute inette e inaffidabili dall’amministrazione Usa entrante.

I fuochi d’artificio di fine anno sono stati questi. Il 2025 appena iniziato è l’anno dell’insediamento di Trump, dove botti a fuochi d’artificio servono a poco. Gennaio è già il mese all’insegna del detto: “Carta canta”.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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