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Morto Khamenei, popolo in festa

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I Pasdaran chiudono lo stretto di Hormuz

L’ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha detto ai funzionari statunitensi che la guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, è stata uccisa nell’attacco israeliano al suo complesso. Lo riferisce una fonte a conoscenza dei fatti al sito web d’informazione “Axios”.

Dopo la diffusione della notizia, da parte di diversi media israeliani, dell’uccisione di Ali Khamenei durante l’attacco di Stati Uniti e Israele a Teheran la gente si è affacciata applaudendo alle finestre per celebrare l’evento

Khamenei è rimasto ucciso nell’attacco condotto oggi da Stati Uniti e Israele. Lo afferma il Times of Israel sulla base delle informazioni fornite da una fonte israeliana. I raid hanno colpito Teheran e in particolare la residenza dell’ayatollah, distrutta da 80 bombe.

Il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie e un’immagine è stata mostrata al premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo l’emittente israeliana Channel 12, e al presidente americano Donald Trump.

La chiusura dello Stretto di Hormuz, notizia prima diffusa dai media e poi confermata dai Pasdaran, imprime una ulteriore accelerazione all’escalation partita con l’attacco di questa mattina a Teheran da parte di Israele e Stati Uniti. Si tratta di una decisione senza precedenti che contribuisce a delineare uno scenario di crisi lunga, che può avere conseguenze gravi per l’economia mondiale. Non solo per la ripercussione diretta che riguarda le tensioni sul prezzo del petrolio, perché viene sbarrata una rotta che garantisce flussi di fornitura consistenti, ma anche perché lo stop al traffico delle navi nell’intera area mediorientale può assumere proporzioni ancora più gravi.

Il Dipartimento dei Trasporti americano ha già raccomandato alle navi commerciali di evitare il Golfo. Un’allerta che riguarda lo Stretto di Hormuz, il Golfo Persico, il Golfo di Oman e il Mar Arabico, ovvero tutte le aree soggette a “significativa attività militare”. A rappresentare bene il pericolo che si corre in quelle acque, un’ulteriore raccomandazione: le imbarcazioni con bandiera, proprietà o equipaggio statunitense devono mantenere una distanza di 30 miglia nautiche da qualsiasi unità militare Usa per evitare di essere scambiate per una minaccia. Come dire, si spara a vista.

Perché la chiusura dello Stretto di Hormuz è un fatto così rilevante? “È di gran lunga il più importante punto di strozzatura marittimo del mondo”, ha sintetizzato Edward Fishman, direttore del Center for Geoeconomic Studies presso il Council on Foreign Relations, in un articolo appena pubblicato dal Wall Street Journal. “Se lo Stretto di Hormuz venisse chiuso o interrotto per un periodo prolungato, farebbe salire in modo molto sostanziale il prezzo globale del petrolio”, ha aggiunto. Passano dallo stretto canale controllato dall’Iran, che collega il Golfo Persico ai mercati globali, circa il 20% dell’offerta mondiale giornaliera di petrolio e una quota altrettanto consistente di gas liquefatto (Gnl), in buona parte destinati ai mercati asiatici, principalmente Cina, India e Giappone.

Si tratta, evidentemente, di un gesto estremo che si lega con la resistenza a oltranza di un Regime che vede minacciata la sua stessa esistenza. Non è la prima volta che lo Stretto è usato come strumento di deterrenza, con azioni mirate e operazioni di parziale interruzione del traffico, ma è la prima volta nella storia che si arriva alla chiusura integrale del passaggio. Questo essenzialmente perché è una scelta che penalizza le stesse esportazioni iraniane. Ma se è vero che, a livello globale, una parte del danno può essere compensata dagli oleodotti controllati da Arabia Saudita e Emirati Arabi, è anche vero che una guerra del petrolio a oltranza può provocare danni difficilmente reversibili.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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