Entro l’estate la Commissione Europea potrebbe presentare una proposta di legge per proteggere i minori online
Il tempo dei social media come “terra di nessuno” per i giovanissimi potrebbe avere i mesi contati.
Da Copenaghen, durante una conferenza dedicata alla tutela dei minori nell’era dell’intelligenza artificiale, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha lanciato un messaggio inequivocabile: l’Unione Europea sta valutando seriamente di alzare il limite di età per l’accesso alle piattaforme digitali.
Non si tratta di una remota possibilità, ma di un progetto concreto che potrebbe tradursi in una proposta di legge già entro la fine della prossima estate.
Il cuore del ragionamento della Presidente risiede nella fragilità degli anni formativi. L’infanzia e la prima adolescenza sono stagioni cruciali in cui si costruisce la personalità, e l’esposizione precoce ai meccanismi dei social rischia di compromettere quella “resilienza” necessaria per affrontare il mondo adulto.
“Dovremmo dare ai nostri figli più tempo per svilupparsi in questa fase vulnerabile”, ha spiegato Von der Leyen, lasciando intendere che un intervento normativo non sia più rinviabile.
L’Europa non si muove nel vuoto. Il modello di riferimento è l’Australia, definita una “pioniera” per aver già fissato a 16 anni la soglia minima di ingresso nel mondo social. Anche all’interno dell’UE, Paesi come la Francia hanno già iniziato a spingere per un limite a 15 anni, alimentando un dibattito che ora punta a una soluzione armonizzata a livello comunitario.
Tuttavia, porre un divieto sulla carta è solo metà della sfida; la vera battaglia si combatte sul campo della tecnologia. Per rendere efficaci questi limiti serve una “verifica affidabile dell’età”.
Su questo punto, Von der Leyen ha difeso con determinazione la nuova app di verifica lanciata dall’UE: nonostante le critiche degli esperti di sicurezza, che hanno evidenziato falle preoccupanti nel sistema, la Presidente ha ribadito che il software rispetta tutti gli standard necessari per proteggere i dati e l’identità degli utenti.
Ma, attenzione: alzare l’asticella dell’età non sarà una “carta d’uscita gratuita” per le Big Tech.
La responsabilità delle aziende resta centrale. Von der Leyen ha esortato i colossi della Silicon Valley a rendere le loro piattaforme sicure “fin dalla progettazione”, rispettando i rigidi paletti del Digital Services Act (DSA).
In altre parole, il limite di età è uno scudo per i più piccoli, ma le aziende devono comunque garantire che l’ambiente digitale non sia tossico per chi, alla fine, avrà il permesso di entrarci.





