La Nuova Yalta, la Svolta di Salerno di Togliatti e il terrorismo degli alienati
Donald Trump atterra oggi a Pechino con ben 17 capitani delle principali aziende tech e finanziarie degli Stati Uniti. La lista non comprende esperti di politica estera, think tanker o sherpa, ma finanzieri e uomini della tecnologia avanzata.
La Nuova Yalta è questa ed è in costruzione, come appare sempre più evidente, per definire aree di influenza, linee rosse, confini, possibili intrecci. La logica non è quella della guerra, ma quella dell’economia e della tecnologia.
La guerra a cosa serve? Lo spiega, come al solito sapientemente, Elena Tempestini su questo stesso numero del giornale. Serve come laboratorio, per testare nuove tecnologie e nuovi approdi della finanza. Approdi che portano con sé conseguenze geopolitiche, di dominio delle terre e dei mari, di disponibilità energetiche, di materie prime, di cibo (da non dimenticare).
Le guerre costano? Si, ma diciamolo brutalmente: costano come investimenti in Ricerca & Sviluppo.
Cosa stia facendo Zelensky con Palantir lo scrive nel suo fondamentale articolo Elena Tempestini, ma per dare un’idea di che cosa stiamo scrivendo, prendiamo atto che allo stato attuale dei fatti la guerra contro l’Iran è costata 29 miliardi di dollari.
Nel Golfo non c’è solo il petrolio, ma lo studio e la sperimentazione di guerra elettronica, di droni, di nuove tecniche belliche con tutto quanto sta dietro ad esse.
Se torniamo all’Ucraina, è di questi giorni la notizia che dall’Austria sono transitati verso Kiev quasi 20 miliardi tra euro, dollari e oro fisico: oltre 11,8 miliardi di euro, circa 7,7 miliardi di dollari e lingotti per quasi 88 milioni di euro, camion blindati diretti verso una zona di guerra e una banca statale ucraina.
La guerra in Ucraina è già costata all’Occidente, tra aiuti militari, finanziari e umanitari, oltre 700 miliardi di euro. L’Unione Europea e i suoi Stati membri guidano il sostegno con circa 195 miliardi di euro, mentre il costo stimato per la ricostruzione futura supera i 400 miliardi di euro.
Il sostegno occidentale a Kiev si attesterebbe intorno ai 17 miliardi di dollari al mese.
Soldi buttati al vento? No di certo. L’Ucraina, dopo essere stata per gli USA sede di laboratori gain of function (oggi sotto la lente della Direttrice dell’Intelligence Nazionale Tulsi Gabbard) per la guerra batteriologica, è stata letteralmente venduta nel suolo e nel sottosuolo alle multinazionali e funziona come laboratorio tecnologico.
Dalle guerre in atto, soprattutto da quella ucraina, usciranno nuove definizioni delle dottrine belliche, delle strategie, delle tattiche, ma anche enormi ricadute sul civile.
Il tema è: chi ne trarrà vantaggio?
Non certo i Paesi europei, i quali sono disuniti su tutto, salvo che nel non mandare a casa la ormai esiziale signora Von der Leyen e la sua stonata alta, si fa per dire, rappresentante per la politica estera.
Donal Trump va a Pechino per definire le nuove aree di influenza e tratta con la Cina, ben sapendo che ha già trattato con la Russia in Alaska.
Nel prossimo futuro ci troveremo di fronte ad una Nuova Yalta che definirà un nuovo assetto del mondo e l’Europa, inglesi compresi, sarà costretta a decidere, finalmente, che il cosiddetto Occidente deve stare unito e che oggi chi guida la corazzata è l’America.
Non possiamo, noi europei, continuare a farci rappresentare da quattro barboni baltici alla corte del re inglese.
Quando dopo verso la fine della seconda guerra mondiale Gran Bretagna, Unione Sovietica e Stati Uniti d’America decisero a Yalta le aree di influenza, l’Italia, tanto per fare un esempio, fu assegnata all’Occidente e Palmiro Togliatti arrivò da Mosca nell’Italia già nelle mani degli anglo americani e fece la famosa “Svolta di Salerno”, dopo di che, da ministro di Grazie e Giustizia, decretò l’amnistia, avviando un processo di riconciliazione nazionale al quale si opposero coloro che, negli anni successivi, da partigiani e da emuli dei partigiani si trasformarono in terroristi (i seguaci di Bordiga, la Volante Rossa, eccidi nel modenese, Giangiacomo Feltrinelli, le Brigate Rosse e via discorrendo).
Palmiro Togliatti era ben conscio di dove stava e di quali erano i suoi confini.
Nella nuova situazione che si va creando, gli europei si comportano come i partigiani diventati terroristi, ossia come degli alienati senza prospettiva che sanno solo agitarsi scompostamente abbaiando come cagnolini isterici.
Torniamo alla questione della Ricerca & Sviluppo.
Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo (R&S o R&D) rappresentano un driver fondamentale per l’innovazione, la competitività economica e la crescita a lungo termine.
La spesa mondiale in R&S supera i 2.600 miliardi di dollari all’anno.
Gli Stati Uniti investono circa 784-806 miliardi dollari, la Cina circa 667-723 miliardi. Poi si scende di scala, con il Giappone (184 miliardi), la Germania (132 miliardi), la Corea del Sud, ecc.
Se guardiamo agli investimenti in rapporto al PIL, in testa abbiamo
Israele e Corea del Sud (>4 – 5%), seguiti dagli Stati Uniti (~3,4 – 3,5%.) e l’Europa intorno al 2,2 – 2,7%.
Se torniamo con la mente alle guerre, con particolare attenzione a quella in Ucraina, è chiaro che in questi quattro anni gli investimenti nella guerra sono serviti a cambiare radicalmente gli scenari bellici, rottamando dottrina, strategia, tattica e mezzi militari e facendo emergere droni, guerra elettronica, cyber warfare, comunicazioni, satelliti.
Non è un caso che Kiev sia diventata produttrice di droni e di tecnologia conseguente che va vendendo in giro per il Golfo persico.
Torniamo all’articolo di Elena Tempetini. Se Zelensky fa accordi con Palantir, se la guerra in Ucraina è stata garantita dai satelliti di Musk, se i terreni sono stati venduti da Zelensky alle multinazionali e alla Cina, se il sottosuolo è stato assegnato agli Usa, cosa ha a che fare l’Europa con tutto questo?
Perché i Paesi europei consentono a quattro barboni baltici alla corte del re d’Inghilterra di tenere in essere una guerra ormai chiaramente di logoramento e senza prospettive quando anche i possibili vantaggi del laboratorio ucraino a cielo aperto (con centinaia di miglia di morti come cavie dell’esperimento) riguarderanno altri e non sicuramente gli europei?
Non ci sono solo i barboni baltici. Anche i barboni francesi sono andati alla corte del re d’Inghilterra e si sono inventati, con Keir Starmer e il genio di Emmanuel Macron, i Volonterosi e una spedizione militare (subito rientrata per non prendere il raffreddore) in Groenlandia per difendere il Regno di Danimarca dalle pretese di Trump che, secondo loro, avrebbe conquistato l’Isola Verde come fece Erik il Rosso.
Non sono arrivate le armate Usa, ma un’azienda, la Critical Metals Corp, la quale a inizio maggio 2026 ha ottenuto l’approvazione formale dal governo della Groenlandia per acquisire il 70% di 60° North ApS, una società locale di logistica e costruzione che supporta lo sviluppo del sito.
Questo consolida il controllo operativo completo, ossia al 100% dell’azienda Usa. Il giacimento vale circa 4,7 miliardi di tonnellate di materiale con un alto contenuto di terre rare (circa il 27% terre rare pesanti) e riduce la dipendenza dagli USA dalla Cina.
L’operazione di acquisizione e sviluppo del giacimento Tanbreez da parte di Critical Metals Corp (CRML) è stata finanziata principalmente attraverso una combinazione di equity (azioni) e debito pubblico statunitense
Vladimir Putin non ha fatto una piega, così come non ha fatto una piega reale riguardo al conflitto degli Usa con un suo alleato, ossia con l’Iran. Segno che i patti di Alaska, che non conosciamo nel dettaglio, ma che vediamo negli effetti, funzionano.
Putin, con un tempismo esemplare, mentre Trump scaldava i motori per andare a Pechino, ha lanciato l’idea di chiudere la guerra in Ucraina e di aprire un dialogo con l’Europa.
L’Europa ha delegato la risposta all’isteria baltica che, tramite Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell’UE per la Politica Estera, ha respinto nettamente la proposta di Vladimir Putin di usare l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come mediatore nei colloqui su Ucraina e Russia con toni che sono da sputo in faccia.
In un’Europa che vede l’Inghilterra (riferimento dei baltici) politicamente disastrata, la Francia decotta ed esclusa dall’Africa (anche per veto russo nei Paesi dove i russi contano), la Germania sul limite del collasso, il mettersi di traverso alla possibilità di una conclusione della guerra in Ucraina è semplicemente fare un gioco di contrasto a Trump, che vorrebbe presentarsi alle elezioni di medio termine senza guerre al seguito.
Un gioco per conto dei Dem USA che ormai capiscono anche i bambini dell’asilo Mariuccia. Un gioco da terroristi alienati, in quanto se l’Europa può avere qualche possibilità di non finire male se le deve giocare nell’ambito della Nuova Yalta.
Far capire ai terroristi alienati quello che aveva capito Palmiro Togliatti è davvero impresa improba, ma dovranno capire, perché non c’è soluzione alternativa.
L’Unione Europea è un baraccone burocratico, un fallimento epocale, una nullità militare e geopolitica.
Il resto è cipria.





