Mentre gli attacchi destrutturano la forza bellica iraniana
L’ayatollah Alireza Arafi, 67 anni, è la nuova Guida provvisoria dell’Iran dopo la morte di Khamenei.
L’Iran ha formato un consiglio direttivo composto da tre persone: Arafi, il presidente Pezeshkian e il presidente della Corte Suprema Mohseni-Eje’i (quello che ha mandato a morte migliaia di persone).

Questi tre componenti del nuovo vertice si stanno dividendo i poteri che erano di Khamenei fin quando l’Assemblea degli Esperti non sceglierà un Leader Supremo permanente.
Arafi è nato nel 1959 nella piccola città di Meybod. Suo padre, a quanto si dice, era molto vicino a Khomeini, la Guida Suprema. All’età di 11 anni fu mandato a Qom per ricevere una formazione religiosa. A 33 anni, Khamenei lo nominò personalmente leader della preghiera del venerdì.
Questo non accade se non si gode della fiducia dei più alti livelli. Ha ricoperto contemporaneamente tre delle cariche più potenti del Paese: direttore dell’intero sistema seminariale iraniano; membro del Consiglio dei Guardiani (l’organismo che esamina ogni legge e ogni candidato); membro dell’Assemblea degli Esperti (l’organismo che letteralmente elegge il Leader Supremo).
Parla fluentemente inglese e arabo. Ha incontrato Papa Francesco in Vaticano nel 2022. E ha apertamente spinto l’Iran ad adottare l’intelligenza artificiale per diffondere il suo messaggio a livello globale. Reuters lo descrive come un “lealista di assoluta fiducia” del regime. L’IRGC lo considera un uomo di fiducia.
Nel frattempo, nella giornata di ieri gli attacchi Usa e israeliani all’Iran sono continuati in modalità rigorosamente chirurgiche.
L’Arabia Saudita ha dichiarato di essere pronta per una risposta militare di ritorsione se gli attacchi della Repubblica Islamica dovessero continuare.
L’esercito israeliano ha annunciato la distruzione del quartier generale della polizia e del quartier generale del campo di Sarallah, alcuni dei 300 centri nevralgici della repressione, in prima linea nel brutale massacro perpetrato nelle strade iraniane tra l’8 e il 9 gennaio.
Netanyahu, in un messaggio in persiano rivolto al popolo iraniano, ha affermato: “Al momento giusto, scendete in piazza a milioni per finire il lavoro”.
Tra gli alti funzionari governativi uccisi il 28 febbraio figurano Abdolrahim Mousavi, capo di stato maggiore delle forze armate, Mohammad Pakpour, comandante in capo delle Guardie rivoluzionarie, Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di difesa, e Aziz Nasirzadeh, ministro della difesa. Ucciso anche l’ex presidente Ahmadinejad.
Quattro bombardieri B-2 hanno bombardato le basi missilistiche sotterranee della Repubblica Islamica.
Tre soldati americani sono stati uccisi ieri durante l’operazione “Epic Fury”.
“Sono appena stato informato che abbiamo distrutto e affondato 9 navi iraniane, alcune delle quali grandi e importanti”, ha annunciato Donald Trump sul suo social Truth e ha aggiunto: “In un altro attacco differente, abbiamo distrutto il loro quartier generale navale”.
Trump ha poi dichiarato che “la nuova leadership iraniana vuole parlare e ho accettato di farlo, quindi parlerò con loro”.
“Avrebbero dovuto farlo prima – ha aggiunto a The Atlantic -, era pratico e facile da fare. Hanno aspettato troppo a lungo”.
Trump ha infine fornito anche un bilancio del blitz militare scattato sabato mattina: sono 48 i leader iraniani uccisi nell’operazione Epic Fury, tra cui la Guida Suprema, Ali Khamenei.



