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Memoria corta, menzogna lunga

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Memoria corta

I sacerdoti della Liberazione frignano quando vengono liberati gli altri

I commenti dei progressisti (chiamarli sinistra mi fa venire lo scorbuto) nei confronti di Israele e degli USA che hanno aperto la via ad un possibile cambio di regime in Iran, la qual cosa significa la liberazione di un popolo, sono davvero il combinato disposto di una memoria corta e di una menzogna lunga.

Impossibilitati a dire che gli ayatollah erano dei bravi ragazzi, se la prendono con USA e Israele perché hanno violato il diritto internazionale e, udite udite, hanno sbagliato mira bombardando una scuola.

Non importa se gli iraniani festeggiano in Iran e nelle piazze di mezzo mondo per la morte di Khamenei e se sono scesi in piazza a gennaio lasciando sul terreno trenta mila vittime a causa di una repressione feroce.

Non importa, anzi, c’è qualche demente che ci ricorda che in Iran c’è anche chi esprime dolore per la morte del dittatore. Sicuramente gli assassini al seguito dell’ayatollah saranno in lutto. Che sia in lutto qualche idiota occidentale è davvero uno sfregio all’intelligenza.

Rinfreschiamo la memoria.

Durante la liberazione dell’Italia tra il 1943 e il 1945, i soldati americani furono accolti dalle popolazioni locali con un giubilo straordinario, celebrati come veri e propri liberatori dal nazifascismo.

Le scene di festeggiamenti includevano abbracci, lancio di fiori, musica, lacrime di commozione e grida di “Viva gli Americani!” al loro passaggio nelle città liberate, come Roma nel giugno 1944 e Milano nell’aprile 1945.

Assieme alle truppe americane sfilavano le brigate partigiane, che per mesi avevano collaborato con gli Alleati per liberare l’Europa dal nazifascismo. Collaborare significa prendere le armi, fare sabotaggi, ma anche intelligence, illuminando obiettivi da bombardare (fabbriche, strade, ferrovie, stazioni, caserme e via discorrendo).

Gli Alleati hanno bombardato l’Italia fascista e la Germania nazista, facendo, ad esempio, di Colonia un insieme di macerie. Salvata solo la cattedrale.

Sicuramente durante i bombardamenti gli Alleati avranno colpito solo obiettivi militari o utili ai belligeranti, ma non avranno colpito nemmeno un civile. Non sia mai. La celebrazione della Liberazione è fatta di brutalità nazifasciste e di interventi chirurgici degli Alleati.

Colonia, ad esempio, era una sola immensa caserma, ad eccezione della Cattedrale. Hiroshima e Nagasaki, annientate da due bombe atomiche, erano popolate solo da soldati nipponici in assetto di guerra.

Eppure, sono decenni che celebriamo con somma gioia la liberazione, passando sopra a tutte le azioni terribili che una guerra comporta.

Pippo (l’aereo che mitragliava chiunque fosse visibile), ad esempio, distribuiva caramelle o terrorizzava le persone?

La guerra è questa brutta cosa, non altro e il diritto internazionale è una delle cose che funzionano fintanto che non c’è la guerra e non esiste più quando alla politica e alla diplomazia subentrano le armi.

È così da sempre, ma la memoria di qualcuno è assai labile.

Si afferma, da parte di alcuni, che i popoli non dovrebbero essere liberati, ma dovrebbero liberarsi da soli.

Come principio non è male, ma la liberazione dell’Italia e dell’Europa dal nazifascismo sarebbe stata possibile con l’intervento dei soli partigiani?

Non raccontiamoci favole. Se non fossero arrivati gli Alleati, prima invocati e poi accolti, gli italiani e gli europei sarebbero rimasti dove erano. Aggiungo che se non fossero arrivati gli americani, gli Italiani, stando alle teorie inglesi, sarebbero ora sudditi della monarchia dei Savoia.

A gennaio, ultima puntata di una resistenza che dura da anni, trentamila persone sono state massacrate da una banda di assassini al comando della Guida Suprema Khamenei.

Abbiamo sentito i manifestanti, all’interno dell’Iran e all’esterno del Paese, invocare l’aiuto degli USA. In queste settimane nelle quali Trump ha tentato un accordo si è vista la delusione di chi si aspettava un intervento che sembrava non esserci.

Il popolo iraniano doveva liberarsi da solo. Come? Con una banda di terroristi (tali dichiarati dell’Unione Europea) che massacrava nelle strade e negli ospedali? Ci vogliamo credere?

A raccontar favole sono sempre gli stessi.

Il socialista Pedro Sanchez, che in Patria è coperto dagli scandali afferma: “Rifiutiamo l’azione militare unilaterale di Stati Uniti e Israele, che comporta una escalation e contribuisce a un ordine internazionale più incerto e ostile.

Allo stesso modo rifiutiamo le azioni del regime iraniano e della Guardia rivoluzionaria. Esigiamo la de-escalation immediata e il pieno rispetto del diritto internazionale. È ora di riprendere il dialogo e raggiungere una soluzione politica duratura per la regione”.

Lo segue un altro socialista, in questo caso portoghese, il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, il quale ha condannato l’escalation in Medio Oriente affermando che “l’uso della forza da parte degli Stati Uniti e di Israele e la successiva rappresaglia iraniana nella regione mettono a rischio la pace e la sicurezza internazionale”.

Inoltre, “tutti gli Stati membri devono rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite. La Carta proibisce chiaramente «la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualsiasi altro modo incompatibile con i fini delle Nazioni Unite»”.

Gutierrez ha chiesto “un’immediata cessazione delle ostilità e una de-escalation”. In caso contrario, “si rischia un conflitto regionale più ampio, con gravi conseguenze per i civili e per la stabilità della regione. Esorto con forza tutte le parti a tornare immediatamente al tavolo dei negoziati” ha aggiunto il capo dell’Onu, ribadendo che “non esiste alcuna alternativa praticabile alla soluzione pacifica delle controversie internazionali, in piena conformità con il diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite”.

Perfetto, per i trentamila massacrati? Preghiere. A chi chiede aiuto per liberarsi. Fate voi, liberatevi da soli. Noi abbiamo il diritto internazionale, voi la forca.

Proviamo a pensare se gli americani avessero detto che gli europei dovevano arrangiarsi e che se gli ebrei finivano nei forni era un problema loro.

L’ultima favola riguarda il fatto che l’Italia non conta niente perché Crosetto è bloccato a Dubai.

L’immaginifico Movimento Cinque Stelle, ormai scollegato dalla realtà e dalla ragione politica, dice che la dimostrazione che l’Italia non conta niente è che Crosetto è andato a Dubai mentre avrebbe dovuto sapere dell’attacco. L’Italia non è stata avvisata e, quindi non conta nulla.

Poveretti, e sì che sono anche stati al governo del Paese.

Gli USA hanno continuato a trattare a Ginevra e si sono dati appuntamento a Vienna per oggi.

Sabato mattina, assieme agli israeliani, hanno sferrato l’attacco all’Iran.

Sicuramente, così come hanno avvisato la Germania, lo avranno fatto anche con l’Italia, ma poco prima dell’attacco, perché se non si è fessi, si capisce bene che un attacco come quello in atto non può che svolgersi nella massima segretezza.

Avvisare le cancellerie occidentali qualche ora prima significava mettere a repentaglio l’operazione. Crosetto, evidentemente, quando a Palazzo Chigi sarà arrivata l’informativa dell’attacco, era già in volo o addirittura a Dubai.

Dire che Crosetto a Dubai significa che l’Italia non conta nulla è pura propaganda di bassissimo livello, ma, del resto, questo è il livello del progressismo che oggi occupa i banchi dell’opposizione.

Non mancano quelli che stanno dalla parte degli ayatollah. Libera scelta. Ognuno sceglie di stare con chi vuole. Ecco la prima pagina de Il Fatto Quotidiano. Non mi vengano a dire che in Italia c’è la censura fassssssssista.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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