
di Giorgio Cattaneo
«Dottore, ho un problema». «Lo so». «E come fa a saperlo? Nemmeno mi conosce. Le sto parlando al telefono». «Sì, appunto: dal telefono che sta sulla mensola accanto al divano giallo del suo soggiorno». No, non è un film della serie di Harry Potter: il dialogo non è tratto da una sceneggiatura fantasy. Situazioni simili fanno ormai parte della vita quotidiana di un ginecologo piemontese con alle spalle quarant’anni di esperienza ospedaliera. Un medico straordinario, che oggi sa curare i pazienti anche trattandoli a distanza: con la sola forza del pensiero. Veramente? Ebbene, sì. Ma questa storia necessita di spiegazioni: un bel po’ di spiegazioni. Tutte riassumibili, forse, in un aggettivo chiave: “quantistico”.
Nel 2022, come sappiamo, il Nobel per la Fisica è stato assegnato ad Alain Aspect, John Clauser e Anton Zeilinger. I loro esperimenti sui fotoni “correlati” hanno definitivamente confermato il fenomeno dell’entanglement: le particelle sub-atomiche restano sempre connesse tra loro, superando i limiti dello spazio-tempo. Per la Fondazione Nobel, i tre fisici hanno «fondato la scienza dell’informazione quantistica». In altre parole: una sorta di intelligenza invisibile risiede in ogni singola particella. Federico Faggin, l’inventore del microchip, preferisce chiamarla “coscienza”. Un’entità universale, distribuita in qualunque forma vivente. E dunque: un network, capace di veicolare informazioni ovunque e in modo istantaneo.
“Alla velocità della luce”, si sarebbe detto una volta. Ma già nel 1935 lo stesso Albert Einsten si era accorto che esisteva qualcosa di ancora più rapido. Insieme ai colleghi Boris Podolsky e Nathan Rosen dimostrò che proprio dalla meccanica quantistica deriva il fenomeno dell’entanglement, allora considerato “paradossale” perché ritenuto incompatibile con la relatività. Secondo la fisica classica, infatti, proprio la velocità della luce «è la massima alla quale può viaggiare qualunque tipo d’informazione». Errore: i recenti esperimenti sui fotoni hanno dimostrato che le particelle possono ricevere informazioni in modo istantaneo, anche se separate l’una dall’altra da una distanza di migliaia di chilometri.
RICONQUISTARE LA SALUTE, GRAZIE ALL’INVISIBILE
Siamo alla vigilia di una nuova era, destinata a trasformare ogni settore delle attività umane? Pare proprio di sì. E perché allora trascurare una disciplina fondamentale come la scienza medica? Se lo è domandato il terapeuta in questione, il dottor Emilio Terziano. Un medico silenzioso e prudente, fedele al Giuramento di Ippocrate. Un uomo schivo e quasi austero, originario della valle di Susa. Possiede lo spirito del montanaro: poche parole, solo quelle che servono. Non ama i riflettori: raramente tiene conferenze. Evita persino di scrivere libri: detesta l’idea di celebrare in qualche modo i suoi successi, testimoniati da centinaia di pazienti. Se ogni tanto si concede al pubblico, forse, è unicamente coltivando la speranza che qualche giovane collega possa un giorno studiare il suo metodo, in modo che si arrivi a impiegarlo su una platea più vasta di malati.
E come si approda, alla medicina quantistica? La strada è lunga: quanto una vita intera. «Mi sono iscritto a medicina nell’ormai lontano 1968, specializzandomi in ginecologia». Quattro decenni di ospedale: una carriera impeccabile. «Però sono sempre stato curioso, a 360 gradi. Mi spiego meglio: ero curioso di capire com’è che il rabdomante riusciva a trovare l’acqua. Invece di considerarlo lo scemo del villaggio, mi stupiva la sua capacità: avrei voluto scoprire in che modo rilevava le vene d’acqua». Qualcosa che può ricordare le geopatie, le perturbazioni energetiche di origine sotterranea: «Mi colpiva il mio sentirmi bene o male entrando in una chiesa o in un alloggio, o passeggiando in un bosco. Mi capitava di dire: “Com’è che sto così bene, qui?”. Oppure, al contrario: “Devo uscire, mi viene mal di testa”».
Altro capitolo, l’omeopatia. «Il 70% dei medici italiani la ritiene ancora inutile, inaffidabile, perché non ha sostanza: nel rimedio omeopatico, in effetti, il Numero di Avogadro (la materia) è zero. Però, se e apriamo gli occhi, vediamo i risultati che l’omeopatia dà». In altre parole: funziona. Ma in base a quale meccanismo? E poi: «Come fa a funzionare la pranoterapia? Come fanno a funzionare l’agopuntura e la radioestesia, che tra l’altro in Germania è ormai utilizzata negli ospedali, in collaborazione con la cosiddetta medicina ufficiale, per diagnosticare e curare le malattie?». Persino le preghiere “funzionano”: lo hanno dimostrato studi americani. «I gruppi di preghiera agiscono a distanza: possono ridurre l’ospedalizzazione dei pazienti». Già: ma qual è il trucco?
MEDICINA COMPLEMENTARE VIBRAZIONALE
Di fronte a tante domande, all’allora giovane ginecologo non restava che rimettersi a studiare. «Cercavo risposte, volevo capire. Ecco perché mi sono avvicinato alle cosiddette medicine che ieri si chiamavano “alternative” e oggi “complementari”. Mi piacerebbe vederle un giorno riunite tutte sotto un unico termine: Medicina». Senza mai smettere di assistere pazienti ospedalieri, Emilio Terziano ha imparato tutto sull’agopuntura, l’omeopatia, l’orgonoterapia di Wilhelm Reich. «Mi sono occupato di radioestesia e di radionica. Ho studiato l’ipnosi, che utilizzo ancora nel mio lavoro quotidiano. Ma tutte queste esperienze non mi davano una spiegazione profonda, una comprensione dei fenomeni che ho citato».
La svolta? L’approdo alla fisica quantistica, che all’epoca non era ancora di moda. «La materia è energia: questa scoperta mi ha aperto la mente verso orizzonti prima impensabili. Certo, mi ci è voluto tempo: non per capire l’E=mc2 di Einstein, ma per far mia quella formula. Ci sono voluti anni di sperimentazione, di studi, di ricerche. Pian piano, sono riuscito a entrare nella “parte energetica della materia” (anche se questa potrebbe risultare una dizione blasfema). Comunque, il riuscire a entrare in relazione con la “parte energetica della materia” ha fatto sì che io potessi imparare a captarla, trasformarla e diffonderla». Oggi si registrano progressi: «Il fatto che la biofisica cominci lentamente a sostituire la biochimica è ormai un evento accettato».
Attualmente esistono macchine basate sulla biorisonanza, che registrano le frequenze emesse da ogni singolo organo umano. «A livello diagnostico, è vero, siamo ancora fermi all’elettrocardiogramma, all’elettroencefalogramma: anche quelle, comunque, sono frequenze del nostro corpo. Però ci sono altre frequenze: e visto che è assodato che tutti gli atomi sono entità che si muovono, è facilmente comprensibile che ci possa essere una qualche forma di energia che si sviluppa dal movimento degli elettroni. Quindi anche il nostro corpo vibra, come tutto il resto della materia. E vibrando, l’organismo emana un’energia: ci vuole soltanto la possibilità di riuscire a coglierla, questa energia, per poterla utilizzare». E magari “correggere”, come fa il medico piemontese, in modo che la disarmonia si trasformi in armonia.
EMISSIONI D’ONDA: LEGGERE IL CORPO UMANO
“Leggere” il corpo umano tramite le onde che emette? Esatto. Infatti, proprio le macchine a biorisonanza si stanno ormai facendo strada. «Ce ne sono di stupende, che riescono a recuperare le frequenze d’organo e a trasformarle, a dare degli input di guarigione. Sono degli strumenti ottimi, che danno buoni risultati. Ma vi dirò: facendo riferimento al primo fenomeno che mi incuriosiva, quello del rabdomante, mi sono chiesto tante volte: come fa quell’uomo a recuperare le frequenze dell’acqua sotterranea?». Ecco finalmente la risposta: «Il rabdomante usa la sua mente. E allora mi sono detto: perché non posso anch’io usare la mente per recuperare altre frequenze? E da qui si è aperto un altro mondo, prima sperimentale e poi professionale».
Alla fine, il dottor Terziano è arrivato a una conclusione decisiva: «La nostra mente è anch’essa un’entità vibrazionale. Del resto, la tradizione – l’antica sapienza – l’aveva sempre insegnato». Una scoperta che ha trasformato la quotidianità del terapeuta: «Entrare in relazione con la “parte energetica della materia”, quindi la componente energetica dell’essere umano, è diventato il mio modo di interagire. E questo mi ha permesso di fare quello scatto, a livello medico, per interpretare in tanti modi il disagio, il malessere del paziente». Confessa il dottore: «Per me, entrare in relazione con l’entità “energetica” dell’essere umano è diventato molto facile: i miei studi di “medicina quantistica vibrazionale”, a cui sono arrivato in questi ultimi anni, mi hanno portato a interpretare le onde elettromagnetiche a bassa frequenza emanate dall’essere umano che ho di fronte, permettendomi di leggerle».
Beninteso, Emilio Terziano non è un chiaroveggente: «Non so esattamente che cosa pensa la persona seduta di fronte a me. Però, ricevendo gli stimoli energetici che emette, pian piano riesco a condurre il paziente verso i suoi conflitti spirituali, che come sappiamo sono co-fattori di malattia». Dopodiché c’è ancora un passaggio: la guarigione. «Ma la guarigione non è “merito” del terapeuta: è il paziente, che deve risolvere i suoi problemi. Deve aver voglia di guarire, innanzitutto. Non ci riesce? Non è colpa sua. Tocca al medico cercare di aiutarlo». Come? Rafforzando la sua forza di volontà. «E qui arriviamo a quella che è una formula fondamentale, per ottenere qualcosa nella vita: l’intenzione. Ci ho messo tanto, ma ci sono arrivato: l’intenzione è semplicemente un comando mente-cervello».
MENTE E CERVELLO, ENERGIA UNIVERSALE
La mente e il cervello, spiega il dottore, ampliano lo stato di coscienza. «Non vorrei scivolare nel magico, ma queste sono cose che io vivo nella realtà di tutti i giorni: mente e cervello entrano in quella che è la vibrazione universale, captano dei segnali e li inviano. È una radio ricetrasmittente, la nostra mente: bisogna solo imparare ad usarla». Secondo Terziano, a differenza di quello che dicono i grandi maestri, che spesso propongono di “far tacere la mente”, il vuoto mentale è difficilmente raggiungibile. «È più facile insegnare a metterci qualcos’altro, nella mente: proprio la nostra forza di volontà ci permette di far fare alla mente un altro lavoro, emettendo pensieri diversi e azioni positive». Ed ecco che può iniziare la guarigione profonda: e in questo caso, il medico può agire anche a distanza.
«Sì, è vero: molti interventi si possono effettuare a distanza. Questa è la “medicina vibrazionale”. Tramite la radioestesia e la radionica sono approdato all’interpretazione delle frequenze che l’essere umano emana. Così sono arrivato alla cosiddetta medicina quantica, la terapia non-locale». Funziona? Certo: lo confermano anche i successi dei “moduli di preghiera” introdotti negli Stati Uniti. L’azione di un gruppo di preghiera può ridurre anche del 40% l’ospedalizzazione dei pazienti. «Ulteriori conferme le ho ottenute relazionandomi con dei Master Reiki. Dopodiché, sempre studiando, si arriva a interpretare bene tutto quello che i maestri della filosofia orientale ci hanno insegnato, negli anni. Ma la nostra fisica quantistica ce l’ha insegnato altrettanto bene».
Interagire a distanza con l’essere umano? Niente di così strano: «È una cosa che avviene sempre, solo che è difficile da codificare. Si tratta di studiare alcune facoltà umane, assolutamente naturali, che però la maggioranza delle persone non si sogna neanche di possedere. Prendiamo la telepatia: adesso con lo smartphone si risolve tutto, ma la telepatia fa parte dell’antico sapere dell’uomo, da sempre. Io ho imparato a utilizzarla per lavoro: avevo la necessità di interagire a distanza con i miei pazienti. Vogliamo semplificare? Parliamo pure di entanglement quantistico, in modo che nessuno abbia niente da ridire».
ELIMINARE IL DOLORE, SENZA FARMACI
Fisica contemporanea e sapienza antica, ecco tutto. «Mettendo insieme proprio queste due filosofie, queste due scienze, ho fatto uno scatto mentale. E può farlo chiunque: basta comprendere che la tua mente fa parte di una vibrazione universale, che è una realtà scientifica. La meditazione? Sembra un un parolone. Ma cosa si ottiene, con la meditazione? Semplice: si prende la mente e la si manda da qualche altra parte, distogliendola dai pensieri che la assillano». La cura vera e propria, sottolinea Terziano, richiede pazienza e una forte interazione con il paziente. «Se il medico ha una mentalità aperta verso l’olistico, dovrebbe occuparsi del corpo, dell’anima e dello spirito dell’essere umano che ha di fronte. E da una decina d’anni, per fortuna, questa visione comincia ad essere adottata da molti colleghi».
Certo, per i medici è più facile limitarsi a curare il sintomo, grazie all’efficacia dei potenti farmaci oggi a disposizione. Nei casi più gravi si può ricorrere alla morfina. Ne sa qualcosa lo stesso Emilio Terziano, che ha approfondito un’ulteriore materia, la tanatologia: infatti si occupa anche di “accompagnamento alla morte”, assistendo malati terminali. «Il loro grande problema a livello fisico è proprio il dolore, il sintomo. E il loro primo diritto è quello di soffrire il meno possibile: anche assumendo la morfina, che resta un farmaco di eccezionale efficacia. Però a un certo punto mi sono domandato: e se esistesse una valida alternativa agli analgesici?». La risposta è arrivata: si chiama Pentater (sito ufficiale: pentater.com). Una piccola azienda, che Emilio Terziano ha creato insieme al figlio, Andrea. Un talento fuori dal comune: giovane ingegnere ambientale, ha studiato a fondo la fisica dei quanti.
La missione del figlio: rendere facilmente disponibili, per tutti, i risultati della ricerca medica del padre. I dispositivi Pentater agiscono a distanza: proteggono il corpo dalle frequenze elettromagnetiche, neutralizzano le fonti geopatiche, impediscono all’acqua di casa di produrre incrostazioni di calcare. In campo medico, spiccano i patch antidolorifici: semplici dischetti di silicone, applicabili sul corpo nei punti dolenti. Quei dischetti contengono micro-cristalli di quarzo: minerale “informato” in modo quantistico. «“Informare” significa “formare dentro”, immettere qualcosa nella materia che si tratta». In pratica? «Quelle inserite nel quarzo sono specifiche frequenze: i nostri patch antidolorifici “confondono” i nocicettori, cioè i corpuscoli nervosi che trasportano il dolore dalla periferia al centro, al midollo allungato e al cervello». Risultato: «La sensazione dolorosa cambia nell’arco di pochi minuti e spesso riesce a ridursi notevolmente». Tutto questo, senza ricorrere alla chimica farmaceutica.
LA LEZIONE “QUANTICA” DEGLI ANTICHI MAESTRI
Ascoltare il dottor Terziano, il medico che cura anche a distanza, può portare lontanissimo: tanto sapere, accumulato attraverso decenni di studi ininterrotti, suggerisce una straordinaria possibilità di contatto tra il passato remoto e il futuro che ci sta venendo incontro. Di cosa siamo fatti? Di materia, cioè di energia temporaneamente addensata. In altre parole: di elettroni, in ogni caso. «Possiamo studiare il Libro Tibetano dei Morti, oppure la Blavatsky o Steiner, il grande che ha stabilito tutta la sezione dei corpi energetici della persona. Sono cose belle. Io però tendo essenzialmente a rimanere tra il corpo fisico, la materia densa, e il corpo – diciamo così – energetico esterno: è il primo corpo che si può valutare (anche se non è esattamente come l’aura), ma si può sentire e vedere».
Il medico piemontese che “legge” le forme d’onda emesse dal paziente, anche a distanza, sa benissimo che varie dottrine contemplano l’esistenza di ulteriori dimensioni, come quelle del “corpo eterico” e del “corpo astrale”. «Più in su non vado – dice – perché per me il divino esiste, ma è un concetto strettamente personale. È qualcosa di intimo, che tutti gli esseri umani hanno, ma che raggiungono in modo diverso. Possono farlo pregando Padre Pio o compiendo sacrifici al fuoco, come avviene in Centrafrica. Poi si può sempre cercare di fare comunità, diffondendo liberamente certe idee. Purché non le si imponga: perché imporre l’idea del divino significa creare una religione, e quindi distruggerlo». Intanto – ora lo sappiamo – è possibile codificarlo, l’invisibile: e proprio le frequenze giuste possono guarire le persone, restituendo loro la gioia di vivere.
Nelle foto il dottor Terzanio e il dottor Terzianio con il figlio Andrea
(Emilio Terziano con il figlio Andrea su YouTube:
https://www.youtube.com/watch?v=wGRe0rkYDx4&t=4s).





