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MATTARELLA AI GIOVANI MAGISTRATI

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di Gianvito Caldararo
 
Mentre il Governo Meloni, approvava in Consiglio dei ministri una prima parte della riforma della giustizia, riguardante l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, un maggior dettaglio del traffico delle influenze illecite, un maggior rigore nella tutela dei terzi nelle intercettazioni telefoniche e la doverosa riservatezza della comunicazione giudiziaria, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgeva il discorso ai Magistrati ordinari in tirocinio nominati con D.M. del 23 novembre 2022.
Ai giovani Magistrati, che si apprestano a svolgere la complessa e la delicata funzione come giudici o pubblici ministeri, ha ricordato che alla “Magistratura è affidata dalla Costituzione la tutela dei diritti, attraverso l’applicazione della legge”. Non poteva mancare il riferimento all’articolo 104 della Costituzione, che riconosce all’Ordine giudiziario l’autonomia e la indipendenza da ogni altro potere, per i quali il presidente Mattarella, ha detto che si “tratta di presidi irrinunziabili e indiscutibili attraverso i quali la giurisdizione può assicurare senza condizionamenti l’imparziale applicazione della legge, che va condotta lungo i binari dei principi e dei valori costituzionali”.
Ha sottolineato che nel quadro degli equilibri costituzionali, improntati alla divisione dei poteri, “i giudici sono soggetti soltanto alla legge, nel senso che la legge ne rappresenta il fondamento e al contempo il limite”. Ha fatto presente ai giovani magistrati che le scelte che opereranno incideranno “sulla vita delle persone, talvolta anche in maniera drammatica”. Ha raccomandato che le decisioni devono essere “governate dalla saggezza del diritto, senza nessun timore di possibili reazioni della pubblica opinione o di interessi coinvolti ma attenta considerazione delle questioni, rifuggendo da ricostruzioni normative arbitrarie, dettate da impropri desideri di originalità o, peggio, di individualismo giudiziario”.
E a tal proposito, ha detto:
“E’ questo lo stile morale e intellettuale delle grandi figure della magistratura, che sovente onoriamo e che vanno ricordate ispirandovi, nel rispetto dei principi costituzionali, facendo sempre attenzione all’attenta applicazione del diritto positivo”.
In conclusione dell’incontro, il presidente Mattarella, ha sottolineato, con serena determinazione, “che l’imparzialità della decisione va tutelata anche attraverso l’irreprensibilità e la riservatezza dei comportamenti individuali, così da evitare il pericolo di apparire condizionabili o di parte”. E’ un aspetto, ha continuato Mattarella, “importante per ogni istituzione della Repubblica, particolarmente in questa stagione nella quale la preziosa moltiplicazione dei canali infomativi presenta anche il rischio di trasmettere l’apparenza di realtà virtuali”.
Ha concluso il suo intervento invitando i giovani magistrati di svolgere “con l’elevata qualità la funzione giurisdizionale, quale dovere inderogabile e quale fondamento del rapporto di fiducia che i cittadini devono poter nutrire nei confronti dell’Ordine giudiziario”. Ha esortato, infine, i giovani magistrati “di conservare sempre lo slancio ideale e la motivazione che vi hanno consentito di superare le difficili prove concorsuali ; insieme al senso della misura e al coraggio, vi saranno utili per affrontare la fatica e la responsabilità del decidere perseguendo il solo fine dell’affermazione del diritto”.
Nel mentre Mattarella, incontrava i giovani magistrati, il disegno di legge della riforma della giustizia del ministro Carlo Nordio, inizia il suo difficile iter parlamentare. Speriamo che il confronto tra le forze politiche sia elevato nei contenuti e di responsabilità nei comportamenti. Come pure si auspica di non assistere alla minaccia di scioperi da parte dei magistrati associati, ma in una loro attenta attività di dialogo, confronto e valide proposte, ispirate non alla tutela corporativa ma alla maggiore efficienza dell’attività giudiziaria.

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  • Redazione

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