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MASSACRI IN TEMPO DI PACE

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di Giovanni Bernardini
 
Tra il 1932 e il 1933 una carestia provocata in Ucraina dalla criminale politica agraria di Stalin causò fra i 4 e i 7 milioni di morti per fame. A questi vanno aggiunti gli altri morti per fame nei restanti stati dell’URSS.
Nel 1968 Mao tze Tung lancia in Cina la politica del “gran balzo in avanti”. La Cina deve “modernizzarsi” a spese delle campagne. La piccola proprietà contadina va distrutta perché incompatibile col collettivismo comunista. I contadini sono costretti ad entrare nelle comuni popolari dove lavorano come schiavi. Il risultato? Una carestia in cui muoiono milioni di esseri umani. Di certo non meno di 20 MILIONI. Probabilmente molti di più.
Dal 1975 al 1979 la Cambogia è devastata dal regime criminale di Pol Pot. Le città vengono svuotate, milioni di esseri umani mandati a lavorare privi di qualsiasi attrezzatura nelle campagne, nutriti con pochi cucchiai di brodaglia. Gli “intellettuali” (cioè chi sa leggere e scrivere) vengono, se scoperti, fucilati, stessa fine fa chi prega o chi manifesta amore per i propri figli o genitori. Muoiono da due a tre milioni di esseri umani, da un sesto ad un quarto della popolazione cambogiana dell’epoca (12 milioni circa di abitanti) Applicate all’Italia di oggi simili cifre si tradurrebbero in una cifra variabile fra i 10 e i 15 milioni di morti.
In tutte e tre queste esperienze ricompare su larga scala il cannibalismo.
Tutte e tre queste mostruose esperienze avvengono in tempo di PACE, nel silenzio assordante del mondo.
Non ci sono proteste, né aiuti umanitari, né “cooperanti”.
La società delle nazioni prima e L’ONU dopo non approvano risoluzioni di condanna, nessuna corte internazionale inizia processi, nessun intellettuale firma appelli. Anzi, ci sono “intellettuali” che a proposito della Cambogia e dello svuotamento delle sue città affermano sapientemente che in fondo a Phnom Penh c’era tanta prostituzione… insomma, se Tizio fa sesso a pagamento ammazziamo tre milioni di persone…
Basta questo per giustificare il fatto che quando sento i TG parlare di “situazione catastrofica a Gaza” sia assalito da un leggero senso di nausea?
 

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  • Redazione

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