
di Frvmentarivs
Ebbene sì, è il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ancora una volta assistiamo allo spettacolo grottesco delle dichiarazioni di Zelenskyy che, da parte filorussa, diventano un’ammissione di sconfitta, mentre gli attivisti atlantisti si contorcono pur di negare l’evidenza delle sue parole. Accusano la stampa italiana di putinismo e di travisamento dell’inglese, nonostante perfino fonti come Sky News britannica abbiano riportato fedelmente ciò che il presidente ucraino ha detto. Ma andiamo con ordine, perché questa storia è vecchia quanto la guerra stessa e, purtroppo, è anche prevedibile.
Zelenskyy ha dichiarato che l’Ucraina non ha la forza militare per cacciare i russi dalle aree occupate, Crimea inclusa. Per ora, certo, cosa deve dire? Ha ammesso che, in queste circostanze, non rimane che contare sulla pressione internazionale per forzare Putin a sedersi al tavolo dei negoziati. Al netto delle sue parole, è evidente che Zelenskyy si trova in una posizione durissima, tirato per la giacchetta da ogni lato: da una parte una minoranza di estremisti che devono essere continuamente contenuti, dall’altra un cospicuo gruppo di oppositori interni che preferirebbero Valery Zaluzhny al suo posto. Zaluzhny, l’ex comandante delle forze armate, è stato ineccepibile nel suo lavoro e si era opposto a “controffensive miracolose” progettate per soddisfare la narrativa occidentale dei democratici americani, preferendo concentrare gli sforzi sulla difesa.
La scena è un’esatta replica di ciò che accadde due anni fa, quando il Generale Mark Milley, allora Capo di Stato Maggiore della Difesa degli Stati Uniti, disse chiaramente che l’Ucraina difficilmente avrebbe potuto ottenere una vittoria militare decisiva e che avrebbe dovuto considerare negoziati da una posizione di forza. Lo disse. In inglese. Senza mezzi termini. Eppure, cosa accadde in Italia? La solita Pantomina.
Negazione totale: gli estremisti atlantisti sostenevano che Milley non avesse mai detto quello che, invece, aveva detto.
Attacchi personali: Chiunque osasse riportare fedelmente quelle parole, come il sottoscritto o analisti stimati come Mirko Campochiari o Samantha De Bendern (analista NATO, per intenderci), veniva accusato di filoputinismo.
Manipolazione linguistica: si insinuava che i traduttori fossero incapaci, che l’inglese fosse frainteso, che il contesto fosse mal interpretato.
Tutto pur di sostenere una narrativa che, col senno di poi, si è rivelata sbagliata. Milley aveva ragione, lo sapeva lui, lo sapevano gli analisti competenti e lo sapevo IO e lo scrissi pure.
Ma non è finita. La reazione violenta di certi media ucraini portò persino l’amministrazione Biden a cercare di costringere Milley a ritrattare parzialmente le sue parole. Una mossa che, lungi dal risolvere qualcosa, non fece altro che alimentare la confusione e le accuse.
Oggi ci risiamo. Le parole di Zelenskyy non sono altro che un’ulteriore conferma di ciò che era già evidente: Milley aveva ragione. Lo disse lui, lo disse la Bendern, lo disse Campochiari, e lo dissi anch’io. L’Ucraina non ha la capacità di liberare militarmente tutti i territori occupati e deve affidarsi a una combinazione di diplomaziaA e supporto internazionale per ottenere risultati. Sarebbe d’uopo un sano realismo: dire le cose come stanno non accomuna le persone di buon senso a quella pletora di filorussi, definiti spesso “fagiani” o “pacifinti”, che purtroppo effettivamente esistono. E va notato che, ora che la Russia sta ottenendo lentamente dei RISULTATI, non si vedono più tanto spesso invocare la cessazione delle ostilità, dimostrando una certa malafede. Non sono diversi, in fondo, dagli atlantopicheti falchi, tifosi da stadio di un fronte o dell’altro.*
Tuttavia, questo non toglie il fatto che la situazione doveva essere gestita dalla diplomazia, parallelamente al rinforzo e alla fornitura di armi e aiuti all’Ucraina, proprio per scoraggiare i russi. Aver lasciato la platea a un personaggio nefasto, narcisista e cricaturale come Boris Johnson ha contribuito a trasformare una crisi gestibile in una vergognosa tragedia intraeuropea. E ricordiamocelo, questo e’ potuto accadere per la divisione degli Europei, per la debolezza dell’Unione Europea, per la mancanza di un leader Europeo di spessore. Con tutto quello che si vuole, alla fine, questo schifo e’ avvenuto solo dopo che Frau Merkel e’ andata a cucire i calzini.
E allora basta. Basta con questo circo ridicolo in cui chi cerca di riportare fatti oggettivi viene ridicolizzato o accusato di essere un filorusso. Questo atteggiamento non solo è intellettualmente disonesto, ma rischia di dare spazio ai veri sostenitori della propaganda russa.
La verità è semplice e sotto gli occhi di tutti. Continuare a negarla è un insulto alla nostra intelligenza e alla nostra dignità come osservatori della realtà. Direi che è ora di finirla con questa farsa. Basta, davvero.





