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MACRON, PERCHE’ ATTACCA L’ITALIA

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Perché Macron ci attacca: la vera ragione è che l’Italia ha superato la Francia

Dietro i titoli roboanti su dazi, armi, Medio Oriente e Africa, c’è una verità molto più scomoda: Emmanuel Macron non sopporta l’idea che l’Italia abbia scalzato la Francia in diversi dossier strategici. Non è solo geopolitica, è orgoglio ferito.

Roma oggi pesa più di Parigi. Basta guardare i numeri: nel 2023 l’Italia ha registrato un avanzo commerciale record di oltre 36 miliardi di euro, mentre la Francia ha chiuso con un deficit di quasi 100 miliardi. Nel settore energetico, ENI è tornata regina del Mediterraneo, dalle concessioni in Mozambico al gasdotto EastMed, mentre TotalEnergies arranca con margini ridotti e contratti sempre più complicati da difendere.

Sul piano industriale, la manifattura italiana vale ormai 20% del PIL, il doppio di quella francese, e nel lusso i grandi marchi “tricolore” (Ferrari, Moncler, Armani, Prada) hanno surclassato in Borsa molti colossi d’Oltralpe. Ma la sorpresa più bruciante per Parigi è arrivata dalla difesa: Leonardo ha superato Dassault per valore complessivo e ordini acquisiti, trainata dai programmi Eurofighter, elicotteri e sistemi spaziali. Un colpo al cuore per un Paese che si era sempre considerato leader incontrastato nel settore militare europeo.

E poi i mercati: mentre l’Italia, pur con un debito che sfiorerà 2.950 miliardi di euro entro fine anno (138% del PIL), mantiene lo spread stabile attorno ai 145 punti base, la Francia rischia di chiudere il 2025 con un debito vicino ai 3.300 miliardi di euro (oltre il 115% del PIL) e con lo spread schizzato oltre i 200 punti. Peggio ancora: le proiezioni per il 2026 parlano di un ulteriore deterioramento, con un deficit cronico che potrebbe far esplodere i conti pubblici e mettere Parigi nel mirino delle agenzie di rating. In altre parole, i mercati oggi temono più la Francia che l’Italia.

Il nervo scoperto di Macron? La leadership nel Mediterraneo e in Africa. La Francia, che per decenni ha giocato il ruolo dell’ex potenza coloniale, oggi vede l’Italia firmare accordi energetici, infrastrutturali e di difesa proprio nei Paesi che considerava il suo “giardino di casa”.

Dietro i sorrisi e i discorsi ufficiali, dunque, la realtà è chiara: Macron polemizza perché teme il sorpasso italiano. Un sorpasso che i numeri già certificano. E mentre a Parigi si cercano alibi, Roma si muove con pragmatismo. Per una volta, la vera notizia non è che la Francia ci detesta. È che, finalmente, ci teme.

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  • Redazione

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