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L’USO POLITICO DEL TERMINE FOBIA PER PSICHIATRIZZARE IL DISSENSO

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Nella deriva totalitaria dei neocon leninisti fabiani che hanno tentato di soffocare ogni dissenso tramite la censura e l’orwelliano pensiero unico politicamente corretto, per affermare il globalismo finanziario con il corollario di tutte le distorte ideologie connesse, una parola chiave è: fobia.

Se osi dire che non condividi le teorie propagandate dal mondo Lgbt (eccetera) sei un omofobo, un affetto da transfobia.

La definizione di omofobo o transofobo non riguarda il pregiudizio o la discriminazione nei confronti di chi è omosessuale o transgender, ma si allarga ad una serie di teorie e di pratiche che possono suscitare ilarità, come quella dei tampax nei gabinetti dei maschi o orrore, come la pratica dell’utero in affitto.

Mark Zuckerberg ha recentemente deciso di rimuovere i tamponi e gli assorbenti dai bagni degli uomini negli uffici di Meta. Questa decisione è parte di una serie di cambiamenti nelle politiche interne riguardanti diversità e inclusione. Secondo quanto riportato dal New York Times, questa mossa è in linea con un cambiamento più ampio nelle strategie di Meta anche per quanto riguarda la gestione dei contenuti sulla piattaforma. La rimozione degli assorbenti dai bagni maschili potrebbe riflettere una revisione delle politiche di Diversity e Inclusion dell’azienda, in un contesto che vede un ritorno a politiche meno inclusive.

Leccapiedismo in purezza? Con Franza o con Spagna, purché sé magna.

Si possono dire e fare idiozie da manicomio come il mettere i tamponi e gli assorbenti nei bagni degli uomini ed essere politicamente corretti e non si può dire che il mettere tamponi e assorbenti nei bagni degli uomini è frutto di sbandamento mentale ed essere classificati e condannati come omofobi?

Che fossimo approdati in una gabbia di matti che pretendevano di dare del matto a noi lo si era capito. Ora lo ha capito anche Mark Zuckerberg, che della gabbia di matti è stato complice e dalla quale si toglie.

Hanno dato dei delinquenti a chi denunciava la politica sanitaria connessa al Covid e ora Mark Zuckerberg ci viene a dire che Joe Biden aveva chiesto a Meta di censurare il dissenso, cosa puntualmente fatta sui vaccini e sulle informazioni pandemiche.

In Italia i leccapiedi della logica censoria hanno bloccato su Facebook qualsiasi frase non andasse bene al politicamente corretto. Leccapiedi, chiaro?

Accanto alla omofobia e alla transfobia va di moda l’islamofobia, che condanna chiunque osi dire che in Europa si sono create delle sacche che obbediscono alla legge islamica in Paesi democratici.

L’islamofobia è un termine che descrive il pregiudizio, la discriminazione o l’odio verso l’Islam o i musulmani ed è importante notare che la critica alla religione islamica o alle pratiche religiose non è di per sé islamofobia, ma diventa tale quando si trasforma in odio o discriminazione verso le persone che praticano tale fede.

Se protesti perché ci sono intere aree del Paese invase di orde di immigrati clandestini che rubano, spacciano, stuprano, se xenofobo e in quanto tale disturbato mentale.

Potremmo continuare con gli esempi, ma il concetto che regge tutta questa spregevole propaganda è che, se non sei d’accordo con quello che vuole l’ideologia neocon fabian leninista travestita da progressismo, sei fobico, psichiatrico, disturbato mentale.

Stalinismo in purezza. Nazismo in purezza.

Una fobia è una paura intensa e persistente di un oggetto, situazione, attività o persona specifica. Le fobie sono classificate come disturbi d’ansia e possono causare reazioni di evitamento o ansia estrema quando l’individuo si trova di fronte a ciò che teme.

La fobia irrazionale è la paura sproporzionata rispetto al reale pericolo rappresentato dall’oggetto o dalla situazione. Quella persistente dura nel tempo e quella che impatta sulla vita quotidiana può interferire significativamente con la routine quotidiana, il lavoro, la scuola o le relazioni personali.

Devi solo scegliere. Se eviti di stare davanti alla stazione di Milano perché è piena di extracomunitari che spacciano e violentano sei uno xenofobo, per di più ammalato di agorafobia e di fobia sociale.

L’elenco degli esempi potrebbe essere lungo.

Il trattamento delle fobie può includere terapia cognitivo-comportamentale (CBT), esposizione graduale alla fonte della paura, e in alcuni casi, farmaci per gestire l’ansia.

Non mancano anche cure più forti. I gulag e i campi di sterminio hanno fornito esempi, ma anche le commissioni anti odio, con la penalizzazione delle idee, accompagnate da pene pecuniarie o da restrizione della libertà, sono un valido esempio di psichiatrizzazione del dissenso.

In questi giorni nella fabiana Inghilterra è scattata la polizia orwelliana che tu piomba in casa sulla base di un’esternazione su un social.

Se, per esempio, scrivi che ti fa ribrezzo che i governi inglesi abbiano permesso migliaia di stupri di giovani ragazze bianche da parte di immigrati o di figli di immigrati, sei xenofobo, mentre andrebbe detto che chi continua a proteggere gli stupratori è un delinquente.

Ecco, allora, la conclusione. La parola chiave: fobia (greco φόβος, phóbos, “panico, paura”), non è una malattia, ma una strategia di psichiatrizzazione del dissenso da parte di chi partecipa al potere dei neocon fabian leninisti travestiti da progressisti: una schiera di leccapiedi

E a proposito di psicologia, cosa è il leccapiedismo?

Dicono i testi che uno dei principali motivi psicologici che stanno dietro ai leccapiedi è l’innato desiderio umano di approvazione e convalida. Molti individui si dedicano al leccapiedi come mezzo per ottenere il favore di coloro che occupano posizioni di potere o autorità.

I leccapiedi ingraziandosi chi detiene il controllo, sperano di ricevere riconoscimento, lode e, in definitiva, un senso di convalida.

Un altro motivo psicologico dietro il leccapiedi è la paura di conseguenze negative o ritorsioni.

Il leccapiedi può anche essere guidato dalla percezione dei vantaggi e dei benefici che derivano dall’allinearsi con chi detiene il potere. 

Che dire del pissi pissi tra Obama e Trump ai funerali di Jimmy Carter?

Il presidente degli Usa insignito a priori del Nobel per la pace, che dice a Trump: “Congratulazioni. Sapevo che avresti vinto”. Poi di Biden, che nel frattempo recita gli elogi di Carter: “Lui non voleva andarsene, tu farai meglio”.

Poi arriva Kamala Harris, accompagnata dal marito, la quale si siede davanti ai due. Obama dice a Trump che la Kamala non era adatta a svolgere il ruolo.

Che dire. Una leccata di piedi di questa natura con bava colante sotto i banchi della chiesa è pari ai tamponi e agli assorbenti tolti da Meta nei cessi degli uomini.

Vuoi vedere che dopo quanto scritto sono accusabile di kólakasfobia, ossia da fobia per i leccapiedi?

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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