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L’ORGOGLIO DI ESSERE ITALIANI

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di Savino di Scanno
A voler leggere quanto scritto sul sito ufficiale marina.difesa.it circa il conferimento della M.O.V.M alla X Flottiglia Mas permette di introdurre spunti su elementi spesso ignoti o volutamente dimenticati.
Quanti crederebbero che nelle vene del Mossad scorre sangue della X Mas?
Molti, in particolare la élite radical chic, di quelli che offrirebbero la resa incondizionata se un semplice vigile urbano di San Marino per errore sconfinasse in territorio italiano a bordo di una bicicletta armato di sola paletta stradale, potrebbero rifiutare di leggere l articolo, ma trattasi purtroppo per loro di Storia.
Bene. Utilizzando come fonte un articolo della rivista “Altomare Blu” che fa seguito al libro di Franco Harrauer “I commandos del silenzio” apprendiamo che il 29 maggio 1948 il neo governo di Israele creò la IDF in sostituzione della precedente organizzazione denominata Haganah. Ed in seno all’ IDF fu costituita la “Forza Navale di Difesa” in cui erano confluiti i migliori elementi di una altra organizzazione paramilitare israeliana nota con il nome Palyam. Il Mossad, sotto l ala protettrice dellAlyah Bet inizio’ a preparare l’addestramento delle nuove leve, in particolare nella base segreta denominata “The Hill” nel promontorio di Gianola.
Grazie a contatti tra un agente del Mossad italiana Ada Sereni iniziarono i rapporti con i nostri servizi segreti, in particolare con quelli della nostra Marina Militare. Il risultato fu che uomini della X Mas iniziarono ad addestrare il personale del Mossad deputato alle operazioni marittime e navali che furono particolarmente attivi nelle prime guerre arabo israeliane.
Un nome per tutti Fabrizio Capriotti tra i più preparati istruttori inviati in Israele.
Ma non basta. A voler e saper leggere sempre il sito della Marina Militare si può apprendere che il G.O.I. erede della X Mas da oltre 20 anni partecipa al Personal Exchange Programm addestrativo con la US Navy in quanto, nel dopoguerra, quelli chiamati “demolitori di porti” divennero Navy Seals e, guarda caso, chiamarono proprio gli italiani per imparare il “mestiere”.
Siamo le conclusioni.
A breve festeggeremo il 4 Novembre, “Festa delle Forze Armate”.
In piazza, quando vedremo salire il Tricolore sul pennone, sugli “attenti”, ricordiamo i ragazzi della Folgore ad El Alamein, i giovani della Aqui a Cefalonia, Salvo D’acquisto, e con loro tutti quelli che sono morti per la Patria attraverso il sangue di Carabinieri, Poliziotti, Magistrati, Sindacalisti, che in questi decenni ci hanno permesso di giungere fino ad oggi.
Non dobbiamo imparare nulla da nessuno. Non siamo secondi a nessuno. Chi scrive non si rassegnera’ mai fino alla morte ed oltre di considerare questo come un popolo di traditori, vili e cerchiobottisti.

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  • Redazione

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