
L’Occidente che si proclama difensore della democrazia e della libertà e che ha inteso, e intende, a parole, farsene propugnatore nel mondo, sta dando prova, ancora una volta, del fatto che le innumerevoli prove della storia attraverso le quali è passato, gli hanno insegnato poco o niente.
Così, ben poco o niente ha da insegnare agli altri.
Solo una narrazione stucchevole, propagandistica, tesa a rendere le masse inconsapevoli di ciò che è stato e di ciò che è, può presentare l’Occidente incipriato di democrazia e di libertà nello stesso momento nel quale ancora una volta queste sono negate.
Rino Formica, socialista, più volte ministro, con una frase lapidaria disse che “la politica è merda e sangue”.
La frase fu poi articolata nell’affermazione: “La politica è per gli uomini il terreno di scontro più duro e più spietato”.
La politica, è chiaro, non è gioco di società di salotti incipriati.
Che cosa sono stati il feudalesimo, la Guerra dei Cent’anni, la Guerra dei Trent’anni, due guerre mondiali con epicentro in Europa? Tanto per fare alcuni esempi?
Sotto il profilo ideologico cosa sono stati la Santa Inquisizione, i roghi attuati dai protestanti, la persecuzione dei Catari, il nazismo, il comunismo?
Tutti prodotti dell’Occidente. Meglio: della vecchia Europa.
Veniamo alle rivoluzioni: quella bolscevica, in mome dell’emancipazione del proletariato o quella francese dove il trinomio Liberté, Égalité, Fraternité è stato affermato con la ghigliottina in Place de la Concorde. La concordia affermata con la ghigliottina. Potenza dei simboli.
Sangue e merda, dunque, non cipria sparsa nei salotti sedicenti intelligenti che producono borotalco snob e pseudo narrazioni melliflue implorando legittimazione.
Se veniamo ai nostri giorni la guerra in Ucraina, vista nelle sue dimensioni decennali, è solo l’aspetto cruento di un ennesimo tentativo di negare la democrazia e la libertà.
L’aspetto non cruento è quello che vede due nazioni, che dovrebbero essere le patrie della democrazia e della libertà, contorcersi nelle loro bugie.
L’America dello schiavismo, di una guerra civile, del genocidio dei nativi, delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki teorizza che tutti coloro che non sono dalla parte del Partito democratico non sono democratici e rappresentano un pericolo per la democrazia e per la libertà.
Va così che per evitare che Donald Trump possa fare il presidente si mantiene a capo della (attualmente) più grande potenza del mondo un uomo ormai non più compus sui.
Il concetto è: la democrazia è il Partito democratico e la libertà è stare dalla sua parte.
Bella lezione di democrazia che, ovviamente, fa sì che il resto del mondo rida, perché una simile tesi è sintomo di debolezza intrinseca.
L’aspetto drammatico di questa deriva totalitaria americana è che dopo aver tentato di eliminare Donald Trump per via giudiziaria si sia tentato di eliminarlo fisicamente.
Nessuno è tanto fesso, sia chiaro, da pensare che l’attentatore sia un isolato esaltato. Lee Osvald, l’assassino di John F. Kennedy, non era un esaltato isolato. John Hinckley Jr, l’attentatore di Reagan, non era un isolato esaltato. Sirhan Sirhan, l’assassino di Bob Kennedy era forse un isolato esaltato?
La fortuna ha voluto che l’assassinio progettato si sia ridotto in un ferimento.
Se Trump fosse stato assassinato l’America sarebbe piombata in una guerra civile?
Paperopoli e Tecnopoli sono disposte alla guerra civile pur di non perdere il potere?
L’attentato mostra in modo evidente che c’è molto marcio nel deep state americano e nei servizi fuori controllo.
Il confronto “sangue e merda” che oppone la democrazia alla tecnocrazia finanziaria è uscito allo scoperto.
L’America è molto ammalata.
Riuscirà l’America a rientrare nei binari della normalità democratica? La questione è aperta.
Se passiamo alla politica francese, dal binomio “sangue e merda” è sparito il sangue.
Con le ultime elezioni legislative l’Exagon ha messo a nudo la ferocia totalitaria delle élite prodotte dalla tecno-finanza, ossia la schiera dei bravi di Don Rodrigo.
La protervia di Macron fa la pari con quella dei Dem americani, ma la supera aggiungendo la logica del tradimento come metodo.
Già le logiche dell’arco costituzionale o della conventio ad excludendum hanno poco a che fare con la democrazia. Chi può stare in un parlamento di un Paese che ha una costituzione democratica non è, di per sé, escludibile dal poter governare.
E’, invece, del tutto legittimo che si creino schieramenti politici contrari a che un partito o un altro schieramento politico possano accedere al governo.
A deciderlo, ovviamente, devono poi essere i cittadini. L’importante è la trasparenza.
Del tutto legittimo, quindi, che Macron abbia messo in piedi lo schieramento anti Le Pen, invitando i francesi a non votarla e a votare i partiti della linea Maginot antilepenista.
Dovrebbe essere del tutto evidente che i componenti la linea Maginot siano, per Macron, democratici e difensori della libertà.
E invece no.
E’, infatti, orribilmente osceno che dopo un secondo dalla vittoria della linea Maginot e dopo che all’interno di questa lo sconfitto sia stato Macron e il vincitore Mélenchon, l’ormai non più giovane pupillo della finanza, dopo aver elevato lo Scudo Rosso di Mélenchon contro la Le Pen si sia ricordato dell’altro scudo rosso, quello che in tedesco fa Roth Schild, e abbia stabilito che Mélenchon non può governare.
Il risultato poteva essere lo stesso, ma non orribilmente osceno, se si fossero avviati consultazioni e confronti e, alla fine, si fossero decisi gli schieramenti sulla base di programmi condivisi. No. Come il marchese del Grillo, Macron fa sapere: “Io sò io e voi non siate un …..”.
Insomma, un tradimento bello e buono, con tanto di immediato licenziamento in tronco dell’utile cameriere del momento.
Non contenti, i macronisti hanno invitato i socialisti a tradire Mélenchon con il quale avevano stipulato lo storico patto chiamato Nuovo Fronte Popolare.
Può essere che la trahison sia diventata la regola della democrazia e della libertà, ma c’è da chiedersi quanta iniezione di sfiducia ha innescato e sta innescando la furbizia tattica di Macron nel corpo di un elettorato chiamato a difendere libertà e democrazia per essere rigettato, immediatamente, oltre il confine di chi è abilitato a governare.
Il messaggio terribile è che gli alleati sono utili idioti da scaricare quando non servono più.
Anche nella République la partita è aperta, così come nell’Unione Europea.
La tecno-finanza pur di non mollare la sua dittatura nascosta è disposta a tutto.
In Occidente è in corso un confronto che va ben oltre il vecchio schema destra sinistra.
Il confronto, che è davvero sangue e merda, ha come posta la democrazia e la libertà. Quelle vere, quelle conquistate a fatica nei secoli, quelle che non piacciono a chi si ritiene padrone del mondo e dei destini dell’umanità.





