di Bruno Chiavazzo
Da qualche giorno il quotidiano, che non appare neanche nella classifica dei giornali più venduti in Italia, il “Domani” di proprietà di Carlo De Benedetti, sta attaccando Giorgia Meloni con un’inchiesta, che appare a quanto sembra senza capo né coda sulla famiglia della Premier.
Si tirano in ballo la madre, il padre, le sorelle, le sorellastre, amici, commercialisti, amanti, cognati, insomma il peggio del peggio, ma senza uno straccio di prova, di ipotesi di reato, di qualsivoglia appropriazione indebita, commessa da Giorgia Meloni.
Dove non riesce la politica, intesa come competizione elettorale, in questo triste Paese, si passa alla diffamazione a mezzo stampa. Ed è, questa, una costante dell’opposizione politica, non riescono da decenni a vincere le elezioni e allora giù mazzate e sputtanamenti a gogò.
L’hanno fatto per vent’anni con Berlusconi, ma il vecchio “puttaniere”, come lo chiama uno specialista in disinformazione, sta sempre lì, in ospedale malconcio, ma ancora dice la sua, anche se con dei video imbarazzanti.
Altra costante di Carlo De Benedetti è che non si rassegna a starsene in Svizzera a rimirare il lago di Ginevra, ma vuole, a tutti i costi, dire la sua. Utilizzando, come ha sempre fatto, i giornali di sua proprietà per distruggere i suoi nemici.
Lo ha fatto con Craxi, Berlusconi e, adesso con la Meloni, definita in Tv da una conduttrice sua amica, addirittura “demente”. Credo che sia un fatto psicologico, De Benedetti che si è arricchito con molte operazioni finanziarie ovviamente a suo vantaggio, non accetta di non essere il beniamino della maggioranza degli italiani.
Vorrebbe essere amato ma, a differenza dei suoi nemici, non si è mai presentato ad una qualsiasi competizione elettorale, neanche a quelle dei resort che frequenta. Lui come Jep Gambardella, della Grande Bellezza, vuole partecipare alle feste, ma per farle fallire.
Intanto la Meloni fa sentire i suoi “tacchi” nei saloni del potere, occupando tutte le stanze senza colpo ferire, vedi Rai, aziende a partecipazione statale, economia, ecc.
Veleggia nei sondaggi intorno al 30%, ha ridotto i suoi alleati Salvini e Berlusconi a ruolo di comprimari. Dice la sua all’estero, incontra Zelensky, il Papa, Biden, mentre i suoi oppositori si leccano le ferite e si consolano con “l’aglietto”, come si dice a Roma, per aver vinto le comunali a Brescia, ove peraltro erano già al potere.




