
di Maria Grazia Monaco
Lo spirito è considerato un ponte tra la dimensione materiale (corpo) e quella divina (anima).
Attraverso lo spirito, le qualità più elevate dell’anima possono influenzare e trasformare il corpo.
Lo Spirito come principio volatile, nella simbologia alchemica, è spesso associato a sostanze volatili come il mercurio, mentre lo zolfo rappresenta l’anima e il sale rappresenta il corpo.
Lo spirito il principio che ascende, che si sublima, ma che deve anche essere fissato per ottenere la “Grande Opera”.
Durante il processo alchemico, l’anima deve purificare il corpo, ma questo è possibile solo attraverso il lavoro dello spirito. Senza lo spirito, il corpo rimane inerte e l’anima non può agire sulla materia.
Nell’alchimia spirituale, il lavoro sullo spirito corrisponde alla raffinazione delle emozioni, della mente e delle percezioni.
Un’anima elevata può manifestarsi pienamente solo quando lo spirito è stato purificato e reso trasparente.Lo spirito in alchimia è il principio dinamico e mediatore che permette la trasformazione e l’elevazione, sia nel processo materiale sia nel percorso interiore dell’alchimista.
ll compimento della Grande Opera, attraverso le varie tappe di un processo di purificazione e cambiamento interiore, consente all’uomo di sanare la scissione seguita alla caduta del peccato originale e di ritornare alla sua dignità originaria. Secondo l’orientamento junghiano, l’immagine del laboratorio alchemico, appare come metafora della personalità, attraverso cui ottenere la trasmutazione [principio d’individuazione] del metallo[Io], nell’oro[Sé]. Mentre trasmuta i metalli nel suo athanor, l’alchimista realizza la coniuctio oppositorum, la ricerca di una perfetta armonia tra materia e spirito, tra uomo e cosmo, secondo il principio ermetico della tavola di smeraldo di Ermete Trismegisto, per cui: “Ciò che è in basso è come ciò che è in alto… per fare il miracolo di una cosa sola”. Questa famosa citazione, rappresenta ancora oggi la chiave della filosofia ermetica in più campi del pensiero contemporaneo. Si tratta, in verità, della legge di analogia, che spiega a sua volta la teoria micro-macrocosmica, ovvero l’antica teoria che unifica le regole che governano il corpo umano e la sua psiche, con quelle che governano la Terra, insieme a quelle che governano l’intero universo, per fare il miracolo di una cosa sola. Fu questa legge che indusse il medico e alchimista svizzero Paracelso ad affermare che l’uomo è un microcosmo completo che contiene in sé tutto l’universo e che non vi è nulla in cielo né sulla Terra che non esista anche nell’uomo, e Dio, che è in cielo, esiste anche nell’uomo, e i due sono Uno. L’uomo era, dunque, considerato immagine del divino e custode del mondo; era un microcosmo costituito da spirito, anima e corpo. Lo studio della sintesi di questi tre elementi, era rivolto ad unire le energie del corpo, con quelle della terra e del cosmo per raggiungere un perfetto equilibrio. Nelle tradizioni orientali del buddismo e induismo, Brahman rappresenta l’energia creatrice dell’intero Universo presente come Atman in tutte le creature; nel Taoismo si parla di Cielo, Terra e Uomo che sta in mezzo, fra la Fonte creatrice, il Cielo e la Terra che è il ricettacolo delle energie. Nel cristianesimo la concezione teologica confermata dal Concilio di Nicea nel 325d.C., stabiliva che il Padre e il Figlio sono homooùsion, della stessa essenza, e sono co-eterni. Secondo M.L.Von Franz, nell’alchimia i tre principi prima descritti, lo Spirito, l’Anima e il Corpo, erano designati come Zolfo, Mercurio e Sale e dalla loro combinazione nasceva tutto il mondo fenomenico; lo Zolfo è riferito allo spirito, il Sale al corpo, e il Mercurio all’anima : il sale è propriamente quel “mediatore” che mette d’accordo in se stesso le due nature opposte di Zolfo e Mercurio, che trovano l’unione perfetta e diventano una cosa sola. Il Sale era considerato la sostanza delle cose e corrispondeva al principio fìsso paragonabile all’elemento della terra e del corpo. Esso, alimentava lo Zolfo e il Mercurio che agivano su di lui fino a renderlo volatile, portandolo a perfezione. Il sale, che corrisponde al corpo li tratteneva e li coagulava, dando loro la natura fìssa. “Sul piano psichico il mercurio stava a indicare l’evoluzione della coscienza che passava dal piano materiale dell’Io a quello spirituale dell’intuizione e queste tre sostanze, sale, mercurio e zolfo corrispondevano nella filosofia greca al soma (corpo), alla psychéi (anima) e al nous (intelletto o principio divino), che nella concezione gnostica diventavano hyle (materia), psyché (anima) e pneuma (spirito o scintilla divina) “. Il Sale dei Filosofi è un fuoco senza fiamme, un fuoco “salino” che attira, unisce e cuoce in se stesso le due nature contrarie di Zolfo e Mercurio; è quel Vaso segreto, quell’uovo filosofico, nel quale l’alchimista solve et coagula per condurre alla massima perfezione il suo Rebis, la sua Pietra.
Immagine dal trattato Clavis Artis. Allegoria della totalità del mondo: un drago con tre teste che simbolizzano i tre simboli alchemici di mercurio, sale e zolfo.





