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L’ITALIA LA CAPITALE DELLE FAKE NEWS

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L’Italia risulta essere il Paese europeo con il più elevato numero di fake news. Non è un primato che ci fa onore. La disinformazione in Italia ha assunto livelli impensabili. Siamo in presenza di un fenomeno divenuto ormai incontrollabile e con una falsa comunicazione a getto continuo.
Nel report consegnata alla Commissione, META, la società statunitense proprietaria delle piattaforme Facebook e Instagram, che controlla i relativi servizi di entrambe, ha evidenziato che su 140 mila informazioni false o fuorvianti, erano provenienti come segue: 45 mila da Italia, seguita dalla Germania con oltre 22 mila, dalla Spagna con 16 mila e dai Paesi Bassi  con 13 mila. Mentre si Instagram su 6.900 pubblicazioni rimosse, 1.900 erano state postate in Italia, 1.200 in Spagna e 1.100 in Germania.
L’argomento , divenuto ormai urgente da affrontare, è stato analizzato in un recente convegno svoltosi in Senato, nella sala “Caduti di Nassirya”, dal titolo: “Infowar: guerra ibrida e minacce alla sicurezza internazionale”. Convegno organizzato dal Gruppo al Senato di Azione-Italia Viva – Renew Europe, che ha visto la partecipazione di numerosi qualificati esperti. I lavori sono stati coordinati dal senatore Enrico Borghi, membro del Copasir, il quale ha dichiarato: “E’ in atto un attacco delle autocrazie contro la democrazia, anche attraverso l’infowar (guerra della informazione) e la disinformazione, dobbiamo aggiornare gli strumenti di tutela della libertà dei cittadini, che devono essere correttamente informati, senza l’intervento di centrali di indirizzo finalizzate al plagio e alla deformazione della realtà”.
A tal proposito, il senatore Enrico Borghi, esponente del Gruppo di Italia Viva, ha annunciato la presentazione di una proposta di legge per la creazione di una specifica agenzia contro la disinformazione, sulla falsariga di quanto già realizzato in Svezia e in Francia . Analoga iniziativa è stata avviata alla Camera dei Deputati da parte dell’on. Naike Gruppioni, di Italia Viva e imprenditrice del settore metalmeccanico, la quale ha affermato: “E’ indispensabile attrezzarsi contro il fenomeno delle fake news perchè è dovere delle istituzioni tutelare il diritto di ciascuno a una informazione libera e corretta”.
Il Convegno ha visto la partecipazione del prof. Ciro Sbailò, preside di Scienze politiche dell’Unint di Roma (Università degli Studi Internazionali), il quale nell’intervento ha sottolineato “il grande Gap da colmare sul piano della codificazione: siamo chiamati ad assimilare in velocità informazioni complesse. E più il quadro si complica, più finiamo per ricorrere involontariamente alle semplificazioni populiste, agli abbagli di una informazione che si polarizza fino a radicalizzarsi “.
Vi è stato il contributo di Sergio Germani, direttore dell’Istituto “Gino Germani”, l’Istituto di alta formazione di Scienze Sociali e Studi Strategici , il quale ha analizzato il tema a partire da un focus sul conflitto Ucraina – Russia, facendo presente che sin dall’inizio siamo stati succubi della propaganda russa, su tutti i media. Con vere e proprie fake news”. Secondo Sergio Germani, “l’asse Russia-Iran-Qatar è dietro a molte operazioni di disinformatja di cui parliamo”. Mentre Mario Caligiuri, presidente della Società Italiana di Intelligence, ha fatto riferimento a Sun-Tzu, il noto generale e filosofo cinese, autore di uno dei più importati trattati di strategia militare, affermando: “Bisogna metterci in condizione di vincere la guerra senza combatterla”. A questo, ha chiosato Caligiuri, “serve una intelligence che funziona: anche a lavorare a quella verità che qualcuno mistifica o corrompe”. Dal Convegno è emersa la urgente esigenza di combattere la disinformazione, proprio mediante uno strumento istituzionale come l’Agenzia Nazionale contro la disinformazione, in grado di rendere operativo il principio dell’informazione corretta. 

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  • Redazione

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