
di Alberto Frau
A partire dagli anni Settanta, con la fine dell’era industriale e l’avvento di una nuova epoca postmoderna, tutti i paesi dell’Occidente europeo vivono una lunga fase di trasformazioni profonde. Un complesso di fattori stravolgono società, relazioni, certezze culturali e materiali e, dunque, la vita di ogni individuo. Una rivoluzione di tale portata mette a dura prova il nostro Paese caratterizzato da una forte instabilità politica.
Febbraio 1980. Al Congresso della DC passa la «linea del preambolo»: una dichiarazione di intenti, anteposta al documento finale del Congresso, che esclude ogni alleanza col PCI e apre all’alleanza col PSI di Bettino Craxi.
Il resto è storia.
Nel corso degli anni ’80 si alterneranno ben 3 legislature (VIII-IX e X) e 11 governi:
Cossiga-II (4 aprile 1980 – 17 ottobre 1980)
Forlani-I (18 ottobre 1980 – 27 giugno 1981)
Spadolini-I (28 giugno 1981 – 22 agosto 1982)
Spadolini-II (23 agosto 1982 – 30 novembre 1982)
Fanfani-V (1 dicembre 1982 – 3 agosto 1983)
Craxi-I (4 agosto 1983 – 31 luglio 1986)
Craxi-II (1 agosto 1986 – 16 aprile 1987)
Fanfani-VI (17 aprile 1987 – 27 luglio 1987)
Goria-I (28 luglio 1987 – 12 aprile 1988)
De Mita-I (13 aprile 1988 – 21 luglio 1989)
Andreotti-VI (22 luglio 1989 – 11 aprile 1991)
Occorrerà attendere la formazione del «pentapartito» – l’alleanza che vedrà assieme oltre alla DC e al PSI i partiti repubblicano (PRI), liberale (PLI) e socialdemocratico (PSDI) – per vedere durare, per più di 1 anno, un esecutivo! Dall’agosto del 1983 all’aprile del 1987 il Governo Craxi (1 e 2) costituirà, infatti, il Governo più longevo della «Prima Repubblica» interrotto solo dallo scontro DC-PSI. E sarà proprio tale duello – con il cambio di maggioranza interna della DC (Andreotti si alleerà a Forlani e Gava, «facendo fuori» Ciriaco De Mita ed erigendo a segretario Arnaldo Forlani) – a consolidare il famigerato «CAF» (l’alleanza Craxi-Andreotti-Forlani) che reggerà fino alle elezioni del 1992, travolto dagli scandali di «Tangentopoli».
In particolare, il «CAF» si affermerà per l’inadeguatezza e la debolezza del pentapartito e si presenterà come una sorta di «sindacato di controllo sul Governo» che sancirà il tramonto della «Prima Repubblica». Si acuirà così il processo di decomposizione del sistema di potere, imperniato sulla convergenza tra DC e PSI e scemeranno consenso e interesse verso i partiti.
L’indebolimento della capacità di aggregazione di questi ultimi darà così vita alla «personalizzazione della vita politica»: alla politica dei partiti si sovrapporrà e sostituirà la politica personale dei leaders. Prenderanno vita, così, nuovi soggetti politici, come la «Lega» di Umberto Bossi e «Forza Italia» di Silvio Berlusconi, e la polemica contro le disfunzioni del sistema!
Forlani-I (18 ottobre 1980 – 27 giugno 1981)
Spadolini-I (28 giugno 1981 – 22 agosto 1982)
Spadolini-II (23 agosto 1982 – 30 novembre 1982)
Fanfani-V (1 dicembre 1982 – 3 agosto 1983)
Craxi-I (4 agosto 1983 – 31 luglio 1986)
Craxi-II (1 agosto 1986 – 16 aprile 1987)
Fanfani-VI (17 aprile 1987 – 27 luglio 1987)
Goria-I (28 luglio 1987 – 12 aprile 1988)
De Mita-I (13 aprile 1988 – 21 luglio 1989)
Andreotti-VI (22 luglio 1989 – 11 aprile 1991)





