di Massimiliano Bonavoglia*
Come produrre energia senza inquinare?
Siccome è sempre più semplice indicare le criticità di certe politiche, piuttosto che trovare soluzioni percorribili, osserviamo che Paesi come la Russia, hanno deciso di fronteggiare il problema dell’energia a basso impatto ambientale con Reattori Autofertilizzanti: Questi reattori, come i BN-600 e BN-800, sono progettati per utilizzare neutroni veloci e possono produrre più materiale fissile (come il plutonio) di quanto ne consumino. Sono in grado di riciclare parte del loro combustibile, riducendo la necessità di nuovo combustibile e producendo meno rifiuti a lunga vita. La Russia è leader mondiale nella tecnologia dei reattori autofertilizzanti. La centrale di Belojarsk ospita sia il BN-600 (in funzione dal 1980) che il BN-800 (in funzione dal 2016), e sono reattori veloci raffreddati a sodio.
La Russia sta sviluppando il reattore BN-1200, che mira a essere un passo avanti verso la commercializzazione su larga scala di questa tecnologia. Adottare reattori nucleari autofertilizzanti, come i reattori di Belojarsk, offre diversi vantaggi significativi rispetto ai reattori nucleari convenzionali. I reattori autofertilizzanti sono progettati per produrre più combustibile di quanto ne consumino, attraverso un processo in cui i neutroni in eccesso prodotti durante la reazione nucleare convertono il materiale fertile (come l’uranio-238 o il torio) in materiale fissile (come il plutonio-239). Questo significa che il combustibile può essere riciclato e riutilizzato, riducendo la necessità di estrarre nuovo uranio. Con il riciclo del combustibile e l’efficienza nel consumo di uranio, i reattori autofertilizzanti possono ridurre la domanda di uranio naturale, preservando le riserve esistenti e limitando l’impatto ambientale dell’estrazione mineraria. Non solo, ma i reattori veloci autofertilizzanti sono in grado di bruciare alcuni dei rifiuti radioattivi a lunga vita prodotti dai reattori convenzionali, come gli attinidi minori (americio, curio, nettunio). Questo aspetto non secondario riduce sia la quantità totale di rifiuti prodotti, sia la pericolosità e la durata della radioattività dei rifiuti stessi. Grazie alla capacità di riciclare il combustibile e utilizzare il plutonio generato in situ, i reattori autofertilizzanti possono estendere significativamente la durata delle riserve di uranio e torio, rendendo l’energia nucleare una risorsa più sostenibile a lungo termine. I reattori autofertilizzanti possono utilizzare plutonio proveniente da rifiuti nucleari esistenti o da arsenali militari smantellati, contribuendo alla riduzione del plutonio disponibile per la produzione di armi nucleari e aumentando la sicurezza globale. Cina e India sono interessate ad acquistare e adottare questa tecnologia. Ha senso tagliare i ponti con la Russia? Domande che dovrebbe porsi il legislatore europeo, se fosse libero nel momento decisionale, e soprattutto, non corrotto. Per fare un solo esempio sulla poca credibilità di equilibrio, disinteresse personale e fedeltà al perseguimento di interessi nazionali ed europei, che il legislatore merita, pensiamo alla assoluta sottomissione a politiche atlantiste del tutto dannose per l’economia, la fornitura di energia, la tutela della pace nel continente, durante la guerra in corso in Ucraina.
Le posizioni iperbelliciste assunte dall’Unione Europea, espongono gli Stati che la compongono a diverse ripercussioni riguardanti l’energia e l’economia, ma ciò non ha scalfito la politica estera nemmeno con le nuove elezioni, che per altro, hanno visto mantenere la stessa carica della presidente della Commissione. La medesima persona che per i quattro anni precedenti aveva sventolato i cambi al vertice imposti dalle elezioni democratiche, come la dimostrazione della superiorità rispetto alle autocrazie perenni del resto del mondo, nella sua chiamata ai sacrifici dei popoli per sostenere l’Ucraina contro la Russia. Il parlamento europeo si è allineato alla posizione del presidente della commissione ed ha votato non per la negoziazione della pace, bensì per il finanziamento della guerra, sino alla riconquista della Crimea da parte Ucraina, ancora nel 2024[26], quando oramai è evidente che pur con 200 miliardi di dollari ricevuti per lo più in armamenti, l’Ucraina non è in grado di riprendersi le quattro regioni perse nei due anni trascorsi, figuriamoci la Crimea diventata russa nel 2014.
Questi esseri, non privi di ipocrisia, impongono svolte epocali, senza porsi troppe domande. Ma il cittadino consapevole, mentre acceleriamo verso una transizione energetica verde, dovrebbe chiedersi: a quale costo? La velocità con cui stiamo cercando di trasformare il mondo occidentale, potrebbe portare a conseguenze infauste, che sono in netto contrasto con gli obiettivi di sostenibilità ed equità. Possiamo permettere che la corsa verso un futuro più verde si traduca in devastazione ambientale, sfruttamento umano, impoverimento delle risorse alimentari tradizionali e rischi per la salute pubblica? È essenziale che la transizione sia bilanciata, considerando non solo i benefici ambientali a breve termine, ma anche le conseguenze ambientali, sociali etiche e morali a lungo termine.
Urgono riflessioni critiche
La soluzione potrebbe non consistere nel tuffarsi nella transizione verde, ma riflettere su come possiamo realizzare un qualsiasi progetto in modo responsabile, tale che il piano europeo Fit for 55, ovvero la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra in Europa del 55% per il 2030, non si trasformi in una maledizione sia per i Paesi che ne devono pagare le spese produttive in termini ambientali, sia per le economie e il tessuto sociale dei popoli europei che le devono adottare. È possibile investire in tecnologie di riciclo avanzate, promuovere pratiche di estrazione mineraria etica e sostenibile, e garantire che i diritti umani siano rispettati in tutta la catena di approvvigionamento? Sembra che nessuno se lo sia ancora chiesto tra i fanatici del green. Allo stesso tempo, è possibile proteggere la nostra agricoltura tradizionale, i nostri allevamenti e la nostra sicurezza alimentare, evitando soluzioni rapide potenzialmente pericolose come il consumo di insetti? Solo adottando un approccio olistico e responsabile, possiamo costruire un futuro veramente sostenibile, che protegga il pianeta garantendo dignità e giustizia per tutte le persone coinvolte. Forse, in questo modo si può fare della sostenibilità non solo un obiettivo tecnologico, ma un imperativo etico e di responsabilità, che guidi ogni nostra decisione. Questo approccio, come abbiamo cercato di mostrare, manca totalmente ai vertici dell’UE. Nonostante le rumorose proteste di alcune categorie quali gli agricoltori, i pescatori, i balneari, i tassisti nel continente, e le popolazioni del cosiddetto terzo mondo, non risulta adottata alcuna modifica alla direzione delle politiche sull’energia e quella della politica estera, che genererà un quadriennio in cui i nodi verranno al pettine e i popoli europei dovranno affrontarne le conseguenze. Forse perché ancora oggi, troppi cittadini credono che il nemico sia al di fuori dei confini europei…
*docente di Geopolitica e Diritto
[1] https://kr-asia.com/the-hidden-environmental-costs-of-indonesias-clean-battery-production
[2] Cfr.: “(…) 40/90 tonnellate di CO2 per tonnellata di Nickel” https://blog.ui.torino.it/2021/08/04/nickel-un-protagonista-della-transizione-elettrica/
[3] https://www.salviamolaforesta.org/petizione/1182/le-auto-elettriche-sacrificano-le-foreste
[4] “A settembre 2023 l’area delle operazioni del nichel in Indonesia ha raggiunto quasi un milione di ettari – dice Arie Rompas, di Greenpeace Indonesia -, con ben 362 licenze. Per le riserve di nichel ancora da esplorare. Abbiamo scoperto che verranno disboscati altri 600mila ettari di foresta vergine, una cifra spaventosa. Significa che la lavorazione del nichel, oltre a produrre emissioni molto elevate, distruggerà anche la biodiversità della regione” cfr.: https://www.startmag.it/energia/estrazione-nichel-economia-indonesia/
[5] Cfr.: https://news.mongabay.com/2024/02/indonesian-nickel-project-harms-environment-and-human-rights-report-says/
[6] https://www.euronews.com/green/2022/02/01/south-america-s-lithium-fields-reveal-the-dark-side-of-our-electric-future
[7] https://www.wired.it/article/litio-miniere-argentina-manifestanti/; si veda anche https://www.nationalgeographic.it/batterie-al-litio-quanto-ne-sappiamo-davvero; e https://www.geopop.it/laltro-lato-dei-veicoli-elettrici-le-conseguenze-ambientali-dellestrazione-del-litio/ e https://lavialibera.it/it-schede-334-batterie_al_litio_i_danni_ambientali_dietro_al_simbolo_green
[8] https://www.ansa.it/canale_scienza/notizie/terra_poli/2024/04/04/dal-litio-al-rame-le-miniere-in-africa-minacciano-lambiente_a577a70a-4359-4075-94fe-4ea7ba7b0005.html
[9] https://ilmanifesto.it/la-febbre-del-litio-corrompe-lafrica; si veda anche sul lavoro minorile nelle miniere di cobalto: https://www.mondoemissione.it/aprile-2021/la-maledizione-del-cobalto/
[10] Ibidem.
[11] https://ilmanifesto.it/la-luce-sinistra-delle-miche-sui-bambini-minatori
[12] “Per estrarre una tonnellata di litio, ad esempio, sono necessari circa 500.000 litri d’acqua e una serie di passaggi che determinano un grande consumo di CO2: si stima che, per ogni chilo di idrossido di litio, vengano emessi dai 5 ai 16 chili di anidride carbonica. C’è poi la fase dello smaltimento: alla fine del loro ciclo di vita, le batterie al litio devono seguire una procedura precisa per evitare danni all’uomo e all’ambiente.” https://www.alternativasostenibile.it/articolo/auto-elettriche-perch%C3%A8-le-batterie-restano-un-serio-problema-ambientale
[13]https://www.carteinregola.it/index.php/pnrr-via-libera-agli-espropri-per-gli-impianti-su-aree-agricole-per-impianti-di-produzione-energetica/; si veda anche: https://alleanzacattolica.org/esproprio-green/; e: https://www.carteinregola.it/index.php/pnrr-via-libera-agli-espropri-per-gli-impianti-su-aree-agricole-per-impianti-di-produzione-energetica/
[14] https://www.thesocialpost.it/2024/08/16/pale-eoliche-causano-riscaldamento-lo-studio/
[15] https://ledicoladelsud.it/news/taranto-un-impianto-fotovoltaico-offshore-i-mitilicoltori-giu-le-mani-dal-mar-piccolo/
[16] https://www.affaritaliani.it/cronache/farine-di-insetti-non-sicure-dal-punto-di-vista-nutrizionale-ecco-i-rischi-840393.html
[17]https://www.repubblica.it/il-gusto/2023/03/25/news/farine_di_insetti_allergie_e_disturbi_ecco_chi_non_puo_mangiarle-393616550/ , “ (…) tra questi vi sono ad esempio alcuni scarafaggi che contengono testosterone, e il cui consumo prolungato nel tempo può provocare, tra gli altri, problemi di fertilità e cancro al fegato”, https://www.focus.it/scienza/salute/insetti-nel-piatto-ci-sono-rischi-per-la-salute
[18] https://insideevs.it/news/707510/auto-plug-in-cina-previsioni/
[19] https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-post-mortem-per-il-superbonus-extra-deficit-extra-debito-e-rallentamento-in-atto
[20] https://ance.it/wp-content/uploads/allegati/20230725_Il_futuro_del_superbonus.pdf
[21] https://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/sindrome-del-salto-di-quirra
[22] https://ilgiornaledellambiente.it/veleni-di-quirra-le-fasi-finali-del-processo-contro-la-base-militare/
[23] https://opinione.it/economia/2020/09/15/ruggiero-capone_oms-fmi-onu-lockdown-autora-bizza-francia-italia-germania-nigeria-brasile-marx-l-opinione-bielorussia-operazione-corona/
[24] Ibidem.
[25] https://www.youtube.com/watch?v=B-48pRqwmBw.
[26] https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/02/29/il-parlamento-ue-non-vota-per-i-negoziati-ma-per-riconquistare-anche-la-crimea-allucraina-missili-a-lungo-raggio-e-caccia-fino-alla-vittoria/7463634/#:~:text=Zonaeuro-,Il%20Parlamento%20Ue%20non%20vota%20per%20i%20negoziati%2C%20ma%20per,e%20caccia%20fino%20alla%20vittoria%E2%80%9D&text=Il%20Parlamento%20europeo%20sposa%20la,territori%20occupati%2C%20compresa%20la%20Crimea.




