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L’IMMIGRAZIONE VA SEMPLICEMENTE REGOLATA SERIAMENTE

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di Vito Schepisi
Volere un Paese civile è cosa diversa da volere un ordine autoritario. Non porre limiti all’immigrazione ha la stessa valenza di chi non pone limiti alla stabilità d’un edificio o d’una strada, ovvero di chi non si pone problemi per la sicurezza d’un mezzo di trasporto: tutti comportamenti che giustamente si considerano criminosi.
Ma che “caccia all’uomo”, pertanto?
Semmai una valutazione di opportunità sull’operato di un funzionario dello Stato sarebbe una valida vigilanza civica affinché ciascuno adempia con responsabilità al proprio dovere.
Semmai sarebbe un opportuno richiamo ai principi della democrazia che demanda al Parlamento il compito di emanare le leggi per la sicurezza, per frenare il degrado, per l’opportuna decenza e senza che i capricci ideologici ricadano sulla qualità e sulla vita stessa dei cittadini.
La Giustizia è una delle colonne d’una società civile, non l’unica, ma in democrazia non ci sarebbe giustizia, senza che sia il sentimento e la sicurezza del popolo a prevalere.
Non si legge in alcun articolo della Costituzione l’obbligo per gli italiani d’essere idioti e di farsi prendere per i fondelli da chi ha scambiato l’Italia per il paradiso degli spacciatori, degli stupratori, della contraffazione, della manodopera criminale e dei terroristi.
L’integrazione non vuol dire fare ciò che si vuole, con la relativa pretesa che il bisogno d’adeguarsi alla nostra civiltà sia invertito con quello d’integrarsi alla loro.
Accogliere ed integrare non vuol dire farsi mettere i piedi in testa.
L’Art 10 della Costituzione stabilisce che “La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle nome e dei trattati internazionali”.
Nella nostra Legge Fondamentale non c’è affatto scritto che lo straniero debba venire in Italia, in modo pericoloso, con mezzi di fortuna, senza documenti, dichiarando dati anagrafici falsi, e spesso dichiarando un’età diversa da quella reale. E che venga a far ciò che gli pare, creando evidenti disagi, mettendo a rischio la vita e la serenità di donne e anziani, spesso fatti oggetto di violenza.

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