l governo Renzi, con una serie di leggi, aveva approvato incentivi fiscali per permettere il rientro di capitali e “cervelli” dall’estero. Ma é stato un flop. Come peraltro la maggior parte delle misure di quel governo. Ora il governo attuale cerca di mettere una pezza, elevando i requisiti per accedere alle agevolazioni fiscali, ed escludendo giustamente gli sportivi che “cervelli” non sono.
Non scordiamoci che ogni agevolazione fiscale pesa su tutti gli italiani che pagano le tasse. Quindi ci si dovrebbe andare con i piedi di piombo prima di continuare a regalare soldi a destra e manca, soprattutto in carenza di servizi per i cittadini.
Il problema dei cervelli, cari politici, non sta nelle agevolazioni fiscali. Sta nella mancanza di prospettiva del Paese. I migliori cervelli non ci pensano nemmeno di tornare, perché altrove si fa una vera ricerca e si guadagnano bei soldi.
Come riporta Milano Finanza: “Molti paesi hanno un bilancio nettamente positivo, a partire dagli Usa in cui la percentuale di ricercatori in entrata è largamente superiore a quella in uscita, mentre in Australia, Svizzera e Canada è circa il doppio. Altrove c’è una situazione di sostanziale equilibrio come in Francia o nel Regno Unito. Laddove si evidenzia un deficit, come in Germania, in Spagna o in Belgio, la differenza risulta, comunque, contenuta, mentre solo in Italia si assiste ormai da molti anni a un esodo. Esodo che gli incentivi per il ritorno dei cervelli adottati da diversi governi non sono riusciti ad arrestare.”
Si chiama Sistema Paese. Quello che in Italia proprio non esiste.
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