La proposta di Cottarelli di un ddl sulla trasparenza e le coperture nei programmi elettorali
Da anni, se non da decenni, tutte le parti politiche propongono linee programmatiche che vengono spesso ‘dimenticate’ dai proponenti o addirittura ribaltate sempre dagli stessi, in quanto irrealizzabili, segnatamente molto spesso per evidenti ragioni di bilancio.
Vorreste avere come amministratore del vostro condominio qualcuno che vi dice che vuole installare un nuovo ascensore, ma non vi dice dove prenderà i soldi?
Probabilmente no, ma per il “Condominio Italia” è proprio questo che accade: i programmi elettorali non ci dicono da dove arriveranno i soldi per realizzare le promesse dei partiti.
Nelle elezioni del 2018 e del 2022, alcuni programmi includevano misure che arrivavano anche a 140-150 miliardi all’anno, senza chiare indicazioni di come queste misure sarebbero state finanziate.
Inevitabilmente, dopo le elezioni, chi arriva al governo “scopre” che non ci sono i soldi. Ma non dovevano accertarsi se i soldi c’erano prima di fare promesse?
A questo punto, di fronte a questa situazione che nei fatti offende il cittadino elettore, come non apprezzare l’azione promossa, al fine di contribuire a rendere il confronto politico più trasparente, dalla Fondazione Luigi Einaudi, la quale chiede il rilancio il del Disegno di Legge (S. 550, XIX Legislatura) depositato a inizio legislatura dal prof. Carlo Cottarelli, che introduce un principio molto semplice: i programmi elettorali dovranno indicare non solo cosa i partiti politici ci promettono, ma anche da dove arriveranno i soldi per finanziare le misure promesse, incluso l’indebitamento.
Per quanto ovvio, appare evidente che una proposta del genere, non vuole limitare la libertà politica dei partiti, né impedire proposte ambiziose. Si tratta di rendere il confronto politico più responsabile e più rispettoso dei cittadini.
Ogni partito deve poter proporre la propria visione del Paese, ma deve farlo assumendosi la responsabilità delle conseguenze economiche delle proprie scelte.
Conoscere i costi e le fonti di finanziamento delle promesse elettorali significa dare ai cittadini gli strumenti per valutare programmi credibili e compiere una scelta davvero consapevole.
Da inguaribili ottimisti non si può che auspicare l’approvazione del disegno di legge proposto da Cottarelli sulla trasparenza dei programmi elettorali dei partiti, che prevede l’obbligo di indicare non solo le misure espansive proposte, ma anche da dove verranno le risorse per sostenerne il costo, compreso l’eventuale ricorso al deficit.
Peraltro, per il povero cittadino elettore apprezzare iniziative del genere, può essere l’occasione di dare un segnale, finalizzato a riacquisire la sovranità che gli compete, anche palesando il proprio consenso nelle opportune sedi.





