
di Giovanni Bernardini
Ieri è terminata la maratona delle elezioni europee.
Molti, non del tutto a torto, tendono a minimizzare l’importanza di queste elezioni, Intanto non cambia nulla, dicono. Il parlamento europeo conta poco, aggiungono. Non hanno tutti i torti, eppure penso sia valsa la pena di andare a votare anche questa volta. E ne vale la pena non solo per le inevitabili ripercussioni che il voto europeo avrà sulla politica italiana, no, ne vale la pena anche, forse soprattutto, nella dimensione europea.
L’Europa è la culla della civiltà occidentale. Una civiltà non priva di colpe, ovviamente, storicamente lacerata da terrificanti conflitti interni, verissimo, civiltà in cui sono nate le ideologie forse più terrificanti di ogni tempo, ancora vero, ma è anche la civiltà di Platone ed Aristotele, Newton e Kant, Dante e Shakespeare, Mozart e Beethoven, Leonardo e Michelangelo, Goethe, Einstein, Cervantes… l’elenco potrebbe continuare per pagine.
In occidente c’è stato lo schiavismo, ma sempre e solo in occidente sono nati i movimenti abolizionisti, c’è stata, in una certa misura ancora c’è, l’oppressione della donna, ma anche i movimenti di emancipazione, ci sono stati i roghi, ma anche i teorici del libero pensiero. In Europa sono nate le terrificanti ideologie totalitarie che hanno provocato lutti immani, ma sempre in Europa e negli USA, propaggine dell’Europa, c’è stato chi contro quei mostruosi totalitarismi ha saputo combattere e vincere.
La domanda che dobbiamo porci è questa: vogliamo continuare a sentirci legati alla tradizione, meglio, alla miglior tradizione dell’Europa e dell’occidente? Vogliamo migliorare l’Europa continuando a sentirci orgogliosamente europei e occidentali oppure, in nome di una malintesa inclusività, vogliamo trasformare l’Europa in una sorta di scatola vuota, mero contenitore di tutto ciò che europeo ed occidentale non è? Vogliamo essere aperti al dialogo col diverso a partire dalla affermazione dei nostri valori o vogliamo rinunciare ai nostri valori fondamentali in nome di qualcosa che non è dialogo ma sottomissione? Vogliamo l’Europa delle persone libere, tolleranti, ma orgogliose della propria identità o l’Europa dei Dhimmi? Vogliamo che nelle scuole europee si continui a studiare Dante o preferiamo rinunciare ai grandi della nostra letteratura per non “offendere” altri?
Vogliamo una Europa che difenda l’ambiente in maniera seria e non ideologica o vogliamo una Europa dominata dai talebani di uno pseudo ambientalismo nichilista?
L’Europa governata da una certa sinistra miope e dimentica a volte dei suoi stessi valori è stata una Europa ideologica, spesso nichilista, pronta a favorire in tutto la Cina, impotente a governare i flussi migratori, priva di una autentica politica estera.
Se il voto riuscirà a far cambiare, anche di poco, questa pessima Europa, allora è valsa la pena di andare a votare.
Senza se e senza ma.





