
Ungheria e Polonia pongono il veto alla rielezione alla Presidenza UE di Ursula von der Leyen.
Ovviamente la divulgazione di queste posizioni non trova spazio nel mainstream.
La motivazione riguarda il processo a Liegi per lo scandalo Pfizer che vede la von der Leyen accusata di aver speso in maniera illegale 35 miliardi di euro.
Polonia e Ungheria ritengono “impossibile” ricandidarla per un II° mandato.
Ora spunta anche Ruini. E’ solo la conferma che negli anni del dopo-trapasso della Prima Repubblica e del mancato decollo della seconda – con la “gioiosa macchina da guerra”, che era stata sconfitta alle urne, come deterrente – le manovre compiute ai più alti livelli dello Stato sono state al limite del golpe. Dopo tre decenni affiora una verità che in molti sospettavamo e sulla quale mancava ancora la cosiddetta “pistola fumante”.
Rispondendo ad un’intervista sul ‘Corriere della Sera’ sulla richiesta che nel 1994 gli fece l’allora capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, di aiutarlo a far cadere il governo Berlusconi, Ruini ricorda che la Chiesa decise per il non partecipare a quello che appariva come una “manovra”, «al di là della indubbia buona fede di Scalfaro. E pensare che Scalfaro era stato per me un grande amico».
Mi permetterò di dubitare della buona fede di Scalfaro. In tutto il suo mandato, nato quasi per caso come risposta emergenziale all’assassinio di Falcone, il Presidente della Repubblica è sempre stato un attore politico, schierato senza indecisioni. E Scalfaro ha aperto una stagione di interventismo della Presidenza della Repubblica, che è poi continuata. Usciranno, vedrete, un giorno o l’altro, anche le “pistole fumanti” su Napolitano, sebbene io credo che la sua azione “politica” sia stata svolta più per costrizione che non per scelta autonoma. Lo spauracchio è sempre lo stesso: c’è il “pericolo neo-fascista”, come si dice oggi, in alternativa del vecchio ritornello del “progetto eversivo” di qualsiasi Governo non veda la “sinistra” al potere. (qui le virgolettature sono obbligate: ognuno si autonomina come vuole. Ma deve dimostrarlo e non lo fa). Ruini afferma : “Penso che Berlusconi abbia mostrato i suoi pregi e i suoi limiti, come tutti gli altri politici, ma che non abbia avuto in alcun modo fini eversivi. I pericoli per la Repubblica semmai erano altri”. Ecco, è quel “altri” che mi interessa. E che nella mia mente sono chiarissimi. E che documenti, da me più volte citati, convalidano.
Forse è a questo che deve attribuirsi la preoccupazione dell’opposizione, per me del tutto fuori tema, al “vulnus” ai poteri del Presidente della Repubblica costituito dall’elezione diretta del premier. Progetto che a me non sta bene: ma ora qualche riflessione in più la farò. Per esempio: e se il centro-destra, forte della sua maggioranza, eleggesse un Presidente della Repubblica anch’egli schierato, ma in modo opposto ai precedenti?
A proposito, leggetevi il libro di Occhetto: “La gioiosa macchina da guerra”. Qualcuno si convincerà che Pellegrino ha solo alzato un pezzetto di velo. Ovviamente tacitato. Già sparito da ogni mezzo di informazione. Perché, come si sa, l’informazione italiana è libera……





