
Talvolta, nel marasma e nella decadenza etico morale che imperversa, emergono anche persone e soggetti che sembrano d’altri tempi. E’ quanto abbiamo rilevato in una area del Paese, ove alcuni valori sono ancora vivi e presento. Ci riferiamo all’Alcim, associazione laicale cuore immacolato di Maria, che appare legata indissolubilmente alla popolazione della provincia reatina, della quale ci piace ripercorrere ottanta anni di storia.
Fu all’indomani della conclusione del secondo conflitto mondiale che Elvira Franceschini decise di dedicare la propria vita e buona parte dei beni familiari ai più bisognosi, agli orfani, agli anziani, a chi di sovente non aveva più nulla. In questo lungo lasso di tempo, molte e molte vite hanno trovato accoglienza e sostegno nell’imponente struttura di Contigliano, che fu donata alla benemerita causa.
Nel corso dell’ultimo biennio l’impegno dei Franceschini nell’Alcim ha registrato un nuovo impulso e Giuliano, nipote di Elvira, ha assunto la carica di Presidente. Appunto con lui abbiamo voluto fare il punto sullo stato dell’Ente e sulle future prospettive.
Presidente Franceschini, vorrei iniziare dalle motivazioni personali che l’hanno spinta ad assumere la diretta responsabilità della conduzione dell’Alcim – Per noi Franceschini l’Alcim è da sempre al centro. Al centro della nostra famiglia e della nostra storia, al centro delle nostre vite. Eppure la mia decisione di assumere la presidenza non è connessa né a ragioni di cognome né di discendenza, ma di consapevolezza.
Ci dica di più – Appunto, di consapevolezza. Perché a me pare evidente che non basta più una specchiata ed illustre storia per assicurare che nel futuro gli enti di volontariato possano continuare a svolgere la loro essenziale funzione sociale. I tempi sono cambiati ed occorre un profondo rinnovamento, unito ad una più incisiva spinta propulsiva.
Le chiederei di approfondire – Guardi, oggi per far funzionare un ente di volontariato, la sola volontà non è più sufficiente. Si tratta di strutture estremamente complesse, e l’Alcim certamente lo è, che richiedono l’adozione di una valida organizzazione, di adeguate procedure sia di controllo che di pianificazione, che non possono prescindere da un approccio di tipo manageriale e da adeguate competenze.
Ci parli dunque di questo ultimo biennio caratterizzato dalla sua presidenza – Eviterei personalismi a me riferibili, perché in questi ultimi due anni va sottolineata l’azione coordinata dell’intero, rinnovato, organo direttivo. La situazione ereditata era pesante, caratterizzate da anni ed anni di disavanzi economici a cui è stato necessario porre un argine. Con una certa soddisfazione si può affermare che i bilanci sono tornati in equilibrio, e che ora sono rispettati i vincoli di “legge” introdotti dal Runts (ndr: Registro Unico del Terzo Settore).
Ecco, approfondisca la scelta di iscrivere l’Alcim al Runts – Veda, quale mera associazione laicale l’Alcim trovava una propria collocazione “giuridica” essenzialmente nel diritto canonico. Noi abbiamo invece, da subito, ravvisato l’esigenza di aderire ad un più articolato complesso normativo, di civile emanazione, ben rappresentato dal Runts, anche e soprattutto per ragioni di adeguata azione e di trasparenza amministrativa.
Una nuova condizione che complica le cose da un punto di vista burocratico – Forse, ma era comunque un passo necessario. L’aver aderito al Runts ha assoggettato l’Alcim ad un costante pubblico controllo dell’etica della sua missione, della adeguatezza degli organi direttivi, dell’assenza di interessi personali, della bontà dell’impianto contabile e finanziario e, appunto, della sostenibilità economica. Perché altrimenti, con i bilanci sistematicamente in “rosso”, ed affermo l’ovvio, non si sarebbe andati lontani.
Ci spieghi dunque quale è l’odierna relazione che lega l’Alcim al Cuore Immacolato di Maria – Il cuore di Nostra Signora è oggi dove è sempre stato e dove sempre sarà. Dolcemente collocato nel petto dell’Alcim, che non rifiuterà mai e poi mai l’amorevole accoglienza ai bisognosi, di certo non per ragioni economiche. Ma affinchè il cuore possa sopravvivere si è reso necessario irrobustire anche mente e braccia, come prima accennato, assumendo un corretto e moderno approccio manageriale.
Dunque cuore, mente e braccia, ci dica con quali prospettive future – Tra i problemi ereditati dal passato debbo purtroppo evidenziare talune rilevanti “non conformità” strutturali, anche segnalate dalla ASL. Circostanze che hanno reso necessario provvedere a significavi lavori di ripristino dello stabile e che hanno interessato le coperture, gli intonaci e gli impianti. Al termine di questi interventi, posso assicurare, l’Alcim si presenterà completamente rinnovato ed adeguato alle vigenti norme in materia igienico sanitaria e di sicurezza. Peraltro, queste opere consentiranno anche il recupero alla piena funzionalità del terzo piano, un considerevole incremento dei posti disponibili, e l’efficientamento energetico.
Il tutto potrà consentire all’Alcim di proiettare, con migliore certezza, la propria funzione sociale per molti anni a venire.
Approfondirei le nuove iniziative che avete in animo – Anche qui, guardiamo al passato pensando al futuro, c’è una tradizione di assistenza che può e deve essere rilanciata. Penso in particolare all’infanzia ed alle attività di accoglienza giornaliera che, per qualsiasi età, sono nel codice genetico dell’Alcim, un patrimonio di esperienza da recuperare e valorizzare.
Partiamo dall’infanzia – Siamo convinti che i giovani abbiano soprattutto bisogno di luoghi adatti ad agevolare il loro inserimento nella società e ad uscire dall’isolamento. Sperimentare il piacere del “vivere insieme”, insomma, a nostro parere è un tema essenziale. Per questo confidiamo di poter recuperare alla piena funzionalità il centro sportivo collocato dirimpetto all’Alcim, anche in questo caso si tratta di una importante opera di rispristino strutturale per la quale auspichiamo la collaborazione con le preposte pubbliche autorità. Siamo certi della bontà sociale di questa iniziativa, che metterà a disposizione dei giovani uno spazio tutto per loro, soprattutto completamente gratuito, perché vogliamo che ragazze e ragazzi possano sentirsi valorizzati come persone, e preservati da logiche speculative e di mercato.
Passiamo poi alle attività di accoglienza giornaliera – Le porte dell’Alcim saranno sempre aperte. Ci stiamo organizzando per poter dare ospitalità, anche solo per qualche ora, a persone di qualsiasi età, in questo caso soprattutto agli anziani, che vivono spesso drammatiche condizioni di solitudine. Per loro, ancor più essenziale sarà l’opera dei tanti volontari che ci sostengono, perché una carezza, un momento di svago, un gioco di società o semplicemente un po’ di fraterna compagnia, possono restituire il sorriso a vite altrimenti intristite dall’abbandono.
Veniamo ai ringraziamenti – Di certo rivolgo un doveroso ringraziamento ai nostri volontari, perché sono loro la migliore testimonianza del Cuore di Maria che batte nel petto dell’Alcim. Al tempo stesso, va sottolineata l’opera del personale specializzato: operatori socio sanitari, assistenti sociali, educatori, psicologi e paramedici. Professionisti essenziali, la cui opera è fondamentale per la funzione di “Casa di Comunità” svolta dall’Alcim.
Più in generale i miei ringraziamenti vanno a tutte le Istituzioni che, pur nel rispetto dei ruoli, si trovano a collaborare con noi.





