Home Politica estera LA VIA DEL COTONE, LE IMPLICAZIONI, COMPRESO QUANTO RIGUARDA ISRAELE

LA VIA DEL COTONE, LE IMPLICAZIONI, COMPRESO QUANTO RIGUARDA ISRAELE

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di Savino Di Scanno

Millenni di Storia e circa 8 mila km di percorso, questa è la “Via della Seta” nata per collegare città, imperi, continenti. Partiva e parte tuttora dalla Cina ed arriva a Roma, perché a Roma, la Città-Impero più importante e bella del Mondo veniva portata la pregiatissima Seta che avrebbe avvolto i corpi sensuali delle matrone romane.

Il cammino della “Via della Seta” si dirama ancor oggi principalmente attraverso l’Asia Centrale, come ebbe modo di conoscere Marco Polo.
Lo scrittore Britannico Peter Hopkirk dedica il suo capolavoro “Il Grande Gioco” alle storie delle guerre fra i servizi segreti di Sua Maestà Britannica ed I servizi segreti dello Zar che si scontrarono tra le pianure e montagne in quelle aree nell’ 800.

Nel capitolo del libro citato intitolato “Spie sulla Via della Seta” a pagina 371 si scrive del capitano Thomas Montgomerie dei Royal Engineers in forza al Survey of India che creò unità autoctone di Spie denominate “Pandit”. Erano montanari, contrabbandieri, religiosi, addestrati alla topografia con la finalità di redigere “note” su percorsi, fiumi, promontori e quanto di più utile per definire le strategie più idonee per acquisire mercati e materie prime.

Bene. Oggi abbiamo una novità che stravolgera’ l’economia per i prossimi decenni, ed è l'”India – Middle East- Europe Economic Corridor” definita “Via del Cotone” a cui la Partnership For Global Infrasturctur and Investment delle nazioni occidentali ha dotato di ben 600 Mld di dollari per lavori relativi ad impianti di energia, ferrovie, strade e tanto altro con terminale di arrivo sul Mediterraneo, a cominciare da  Israele e arrivare sull’altra sponda, l ‘Italia.

È una opera imponente, ma basta ritornare ai Romani per comprendere, a partire dalla Via Appia, quanto vitale fosse ed è la realizzazione di tali opere. E si torna al tema letterario dell’articolo. Vi è da comprendere che interessi possano muovere tali iniziative e sottolineare, ad esempio, la chiara ostilità dell’Iran che si vedrebbe tagliata fuori dallo sviluppo dell’area. In tal senso si rinnova la assoluta solidarietà al Popolo di Israele per il vile attacco del 7 c.m. nei territori fuori la Striscia di Gaza, e si è certi che Tel Aviv riprenderà il controllo degli eventi e saprà colpire i gentiluomini di Hamas.

Ed a proposito di Hamas e del Mossad sorprendono le dichiarazioni di un importante è noto dirigente delle nostre Agenzie (le spie, quelle vere, non vanno mai in pensione), personaggio molto capace, esperto, abile, anche elegante ed amante di biscotti e primi piatti in brodo tipici della sua regione di nascita, proveniente dalla Radiomobile di Milano come giovane vicebrigadiere e divenuto in finale Capo Reparto, affermare in una nota trasmissione televisiva radical chic che “….Hamas avrebbe infiltrato il Mossad….”.

Su un punto solo in ogni caso si è d’ accordo, e lo si scrive solo come appassionato di letteratura non conoscendo l’ Ambiente, che il “Fattore Umano” deve tornare al centro di tali attività.

Si immagina, quindi, un prossimo massiccio reclutamento in quelle zone di cammellieri, pecorai, falconieri e qualche signora da costumi non molto nobili come ci ricorda il Capitano Montgomerie. Saranno scritte nuove storie, ci saranno battaglie e molte verità sulla “Via del Cotone” ricordando che le spie le loro verità se le scrivono da sole, come Hopkirk insegna.

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  • Redazione

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