
di Guglielmo Brighi
LA TRATTATISTICA D’ARTE NELL’ITALIA DEL CINQUECENTO Generi, pratiche, modelli
A cura di Johannes Bartuschat, Marco Nava e Jonathan Schiesaro
Biblioteca di testi e studi / 1673
Carocci editore
L’arte è un bene imperituro e fecondo.
Ha attraversato l’uomo, ne ha plasmato pensiero e destino.
L’estro poi lo ha incoronato principe e genio di se stesso.
Il Cinquecento è il secolo dell’uomo che “osa”, pronto ad entrare in dimensioni lunghe ed inaspettate.
Una rivoluzione intellettuale, propaggine della tecnica e del pensiero umanista.
Una soglia moderna che sovverte ed agita. E se l’arte sta cambiando, stanno cambiando le espressioni e le tensioni ad essa collegata.
Con l’avvento della stampa a caratteri mobili, la cultura scritta investe quella percettiva e visiva.
La letteratura artistica, così bene ricordata nella efficace introduzione al libro di Carocci edito proprio in questi giorni, costituirà per gli studi, un nuovo approccio, oggi diremmo, una nuova ermeneutica della storia dell’arte rinascimentale.
E’ la nascita di una consapevolezza nuova: la luce delle tele delle botteghe incontra il testo e la parola.
La nuova scienza pittorica e simbolica diventa presto il topos artistico che caratterizzerà le future generazioni.





