di Mauro Del Bue
Carlo Calenda non aderisce al comitato pro referendum sulle autonomie, mentre Renzi, che ha inviato la Boschi alla prima fotografia del gruppo, invece sì. Calenda polemizza ancora col leader di Italia viva e ritiene questa scelta un primo passo per aderire al campo largo attraverso una Margherita numero due. Un anno fa era stato Calenda ad aderire, anzi a firmare, anche con Conte e Fratoianni, la proposta di legge sul salario minimo, mentre Renzi si era defilato formulando al suo contendente le stesse critiche a lui rivolte.
Due esponenti, uno di Italia viva e uno di Azione, Marattin e Costa, hanno scritto una nobile lettera per l’unità del terzo polo. Illusi? Finché a dirigere le danze di questa area sono i responsabili (chi più e chi meno,.per la verità) della divisione non c’é scampo. Qualcuno pensa anche in Italia di rilanciare il fronte popolare in salsa francese. Nulla a che vedere, sia ben chiaro, con la nefasta (soprattutto per i socialisti) esperienza del 1948. Mi ha però sorpreso che Renzi lo abbia rifiutato in quanto degasperiano.
Un conto era infatti il dossettismo (Giuseppe Dossetti, punto di riferimento della sinistra Dc, Cronache sociali, ritiratosi dalla politica attiva per l’attività spirituale nel 1952), un altro conto il degasperismo (De Gasperi fu il padre dei governi centristi contrapposti seccamente alle sinistre). Penso anch’io che nel 1948 De Gasperi avesse ragione e che molte ragioni le avesse Giuseppe Saragat, a cui va il merito di avere anticipato tutti i socialisti nella condanna al totalitarismo sovietico. Chi invece sostiene l’unità delle sinistre, dopo essere passato da Fratoianni a Renzi,.ma sempre all’unanimità nel suo partito, é il segretario del Psi. Lo dice in un’intervista pubblicata su l’Unità.
Dal canto suo Orban si incontra con Zelensky e con Putin. Chiede un cessate il fuoco e ottiene un niet di entrambi. Anzi il fuoco, dopo la visita di Orban, si è fatto più intenso. Li saluta, entrambi, e li ringrazia. Ma non gliel’aveva mandato nessuno. Vox tradisce la Meloni e al Parlamento europeo non starà coi suoi conservatori, ma con la Le Pen e Salvini. Forza Italia, invece, che é al governo con la Meloni e Salvini, voterà per la Von der Leyen e la maggioranza tra popolari, liberali e socialisti. Conte e i Cinque stelle invece non entreranno nel gruppo socialista (meno male) ma in quello della sinistra più a sinistra, con Fratoianni che in Italia é unito coi Verdi ma in Europa i verdi mettono su casa per conto loro.
La Schlein sarà, col Pd, nel gruppo socialista e democratico, anche se in Italia la tessera 2024 raffigura il volto di Berlinguer, mentre Macron che voleva battere la destra è stato incredibilmente battuto dalla sinistra al secondo turno in Francia. Da non crederci. I soli punti fermi sono che Calenda continua a litigare con Renzi e i radicali tra loro. La confusione é all’apice? La situazione é eccellente, diceva un tale.





