
di Vincenzo Olita*
“La Chiesa del passato non dice più nulla, è tempo di una Chiesa giovane”.
(Da un Formatore, Direttore di un Ufficio Catechistico Diocesano)
Il Tribunale di Roma sospende l’elezione di Antonio Seminario a Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. L’interessato commenta che si opporrà alla decisione del tribunale.
(Il ricorso alla magistratura nasce dal contrastato esito delle votazioni per il rinnovo del Gran Maestro dove la commissione elettorale annullando 139 schede al primo classificato, per 26 voti, ha reso possibile la proclamazione del secondo).
Una vicenda apparentemente banale, di fatto un ulteriore segnale del declino soprattutto di una Europa che si avvia sempre più verso un’irrilevante secondarietà planetaria.
Vi è comunanza sul disordine interiore che mostrano due istituzioni, che sono ancora una bussola ad ampio spettro, quali la Chiesa bimillenaria e l’altra, appunto la Massoneria, trecentenario Ordine che affonda le sue radici in storiche discendenze quali il Cristianesimo, le Corporazioni muratorie del Medio Evo, i Maestri Comacini, i Rosa-Croce ed altri ancora. Del resto, “contaminazioni” tra massoneria e religioni, comprese quelle misteriche dell’antichità, egizie, caldee ed orientali sono presenti, come la storia mostra e fa dedurre. Pensiamo anche ai riferimenti Biblici cristiani-ebraici da cui la tradizione massonica ha assorbito idealità e simboli. In effetti, un rapporto non dicotomico sussiste tra religione e massoneria, attesi taluni riferimenti anche di natura cristiana.
Nel 1717, quattro logge londinesi si costituiscono come Gran Loggia e un pastore protestante, James Anderson, redige le Costituzioni dei Liberi Muratori, pubblicate nel 1723, nelle quali si avverte una fondamentale flessibilità riferita a un generico deismo e l’indicazione che non sono da accettare gli atei stupidi e i libertini irreligiosi. Trascorso un quindicennio, nel 1738, il Pontefice Clemente XII con Bolla Pontificia condanna la Massoneria e ne scomunica gli aderenti. Al riguardo, non possiamo non ricordare la figura di Joseph de Maistre, intellettuale, tra i più autorevoli, della reazione legittimista alla rivoluzione dell’89. Fervido cattolico, nostante la bolla papale, autorevolmente inserito, verso il finire del XVIII secolo, nel mondo massonico, nello stesso tempo è fautore del tradizionalismo cattolico, sollecitando, peraltro, con modesto risultato, una ripresa d’interesse per il Vangelo e la sua comprensione.
Con l’espandersi del movimento in Europa e in America, si avverte l’esigenza di una scelta riguardante l’indirizzo da privilegiare, tra il perseguire ideali ritenuti universali per l’Umanità e operare nel tessuto sociale, al fine di contribuire a realizzare necessari mutamenti.
L’intreccio, poi, tra illuministi e illuminati, Ordine fondato nel 1776 da Adam Weishaupt, professore di diritto canonico, studi dai Gesuiti (soppressi nel 1773 da Clemente XIV), e determinato materialista, procurò la necessità di riassettare l’Ordine stesso. Gli illuminati, infatti, intendendo ridare e assicurare all’Uomo le sue libertà naturali, finirono per essere una congregazione rivoluzionaria e anticlericale che prevedeva arruolamento e attività segreti. Gli Illuminati vennero poi sciolti nel 1785.
Tornando all’oggi, si avverte nell’ambito massonico, in particolare italico, la netta distanza tra la sua tradizione e la contemporaneità, tra il senso del Sacro, che dovrebbe permeare la massoneria stessa, e la sua riduzione ad aspetti materiali, connotati sovente da logiche comuni a un consesso associativo qualsiasi.
Quindi, ci si contende fino all’ultima scheda l’elezione per il Gran Maestro, che percepisce un emolumento annuo di 150 mila euro e che gestisce un patrimonio immobiliare del valore di qualche centinaio di milioni di euro. Qualcuno è arrivato ha evocare addirittura problematiche giudiziarie di natura mafiosa riferite al corpo stesso dell’Obbedienza, durante la campagna per l’elezione del Gran Maestro. Oppure a invocare l’espulsione di fratelli, non compatibili, il che mostra una sostanziale identificazione con metodi e prassi adottati della politica.
Questa la condizione nella quale si trovano i circa 23.000 fratelli aderenti al GOI, dove non si è colto l’avvio di riflessioni autocritiche anche sul diffuso utilizzo dell Giustizia “laica” in un organismo che dovrebbe essere capace di autonomia, riconosciuto come santuario di buoni costumi e scuola di saggezza, oggi, forse, del tutto inaridita.
In un antico documento delle corporazioni dei costruttori si legge:
“Come la storia del mondo, la storia della Massoneria riposa sopra una tradizione”. Tradizione del tutta smarrita nella gran parte del mondo massonico italiano.
Già, la Tradizione, da non confondere con tradizionale aggettivo qualificativo, da tradere cioè trans-dare, rimettere a qualcuno, che cosa? Il passato? No! Riflessioni e accostamenti su di esso, riti e liturgie? Per certi aspetti , essenzialmente, è il rapporto dell’umano con la Trascendenza.
La ricerca e il mantenimento di questa particolare osmosi, in effetti è anche il nocciolo della speculazione teologica e il substrato delle religioni e di una convinta e consapevole spiritualità.
E la Chiesa di Roma? Specialmente quella attiva sul versante occidentale in particolare europeo, per sedici secoli fulcro del Cristianesimo, è adagiata su una partecipazione folcloristica legata ad una devozione da convenzione sociale più che a una religiosità sacrale, tanto invisa a Bergoglio che la considera una sorta di culto esteriore.
Certo, se siamo innanzi ad una pars destruens di questo pontificato,non c’è più vita per la Tradizione che, evidentemente a parere del clero bergogliano,non ha più nulla da trasmettere, visto che è giunto il tempo per un’altra Chiesa.
Non è nostro compito, non è nostra capacità, né nostra volontà trattare degli aspetti teologici ma, considerato che tanto si esalta il nuovo corso, soffermiamoci a guardarlo da vicino.
Il pontificato, esprimendo irrilevanze, partorite da un confuso nuovismo,non avverte, o non gli importa, l’impoverimento della cristianità in occidente. Bergoglio afferma che:“La Chiesa è donna. Se noi non sappiamo capire cos’è una donna, cos’è la teologia di una donna, mai capiremo cosa è la Chiesa”. Uno dei grandi peccati che abbiamo è maschilizzare la Chiesa, il compito è smaschilizzarla. In molti vorremmo comprenderein cosa consiste la teologia delle donne, possiamo anche non farcene un cruccio, su questo cammino, il suo successore potrebbe insegnarci, in sintonia con il modernismo, che la Chiesa è Trans, e così nell’avvenire dei secoli.
Forse anche i suoi confratelli gesuiti hanno qualche difficoltà con il nuovo corso considerando che, come altri Ordini, subiscono un costante assottigliamento delle risorse, nel gennaio 2021 i gesuiti erano 14.818, ridotti nel ’22 a 14.439.
La situazione della cristianità in Europa è andata assumendo criticità impensabili solo alcuni decenni or sono, pensiamo alla Germania, con il suo clero capofila del modernismo più avanzato, e le sue 600 chiese chiuse nell’ultimo ventennio, con una perdita media di 28 edifici all’anno, Un tedesco su due dichiara di non appartenere a nessun credo cristiano. Nell’arcidiocesi di Amburgo, tra le più interessate al problema, ad Essen, in vista della chiusura, si è organizzato perfino un pigiama party per giovani e bambini.
In Gran Bretagna, dove solo il 6% è praticante, con 2000 chiese dismesse in un decennio, mentre si moltiplicano luoghi di culto per immigrati.
In Francia, nel primo biennio del decennio, il ministro della cultura propose di dismettere e abbattere le chiese del 18° secolo, di proprietà pubblica, a dimostrazione della considerazione e del rispetto per la religiosità. InBelgio, nell’ultimo ventennio, nella regione di Bruxelles sono state dismesse una ventina di chiese su 110. In Spagna, dove il primo ministro Zapatero definì la Chiesa una reliquia ideologica, qualche anno addietro, il Centro d’investigazione Sociologica riportò che in Spagna ci sono più atei che cattolici praticanti. Un Paese, nei secoli riferimento del Cristianesimo, in pochi decenni completamente scristianizzato, ove la metà dei bambini non viene battezzata e sono di moda i battesimi laici, l’80% dei matrimoni sono celebrati con rito civile e il 50% dei giovani si dichiara non cattolico, con i seminaristi ridotti del 30%.
El Pais ha riportato un sondaggio nel quale la Spagna è al sedicesimo posto tra le nazioni meno religiose del mondo, terzo in Europa dopo Norvegia e Belgio.
InCanada si vendono chiese da qualche decennio, trasformate in cento usi. Ultimamente le vendite avvengono verso altre religioni, in particolare quella islamica.
È superfluo continuare, nell’occidente cristiano la secolarizzazione è massiccia, sostanzialmente, siamo ad un post cristianesimo in cui Roma, occupata nella sociologia della fede e a livelli inferiori da uno spinto carrierismo clericale, non avverte di non avere neppure troppi contrasti perché le scelte sono l’abbandono e altri cammini.
Roma non avverte la similitudine con la fine dell’impero romano e del paganesimo, ma oggi siamo al tramonto parallelo della cristianità e dell’Europeismo.
Ne è passata di acqua da quel Medioevo in cui i monasteri cristiani elargivano sapienza ed istruzione, cultura e buon senso, rispetto alla confusione della modernità.
Ci sarebbe, allora, da chiedersi se l’avvento del post cristianesimosia frutto di quella Chiesa o di questa Giovane, sarà il prossimo futuro ad indicarcelo.
Una certezza c’è, la Chiesa di Roma e la Massoneria, ambedue sofferenti, in comune hanno la storia della civiltà europea.





