Home Economia e finanza LA RUSSIA NEL 2024 CRESCERA’ IL TRIPLO DEI PAESI EUROPEI.

LA RUSSIA NEL 2024 CRESCERA’ IL TRIPLO DEI PAESI EUROPEI.

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di Alberto Frau

A circa due anni dall’inizio del conflitto Russo-Ucraino, Mosca è tutt’altro che sull’orlo del baratro economico che analisti e tecnocrati europei (in scadenza di mandato) profetizzavano.

A ben vedere, nel 2024 la federazione guidata da Vladimir Putin crescerà ben più dei Paesi europei e degli stessi Stati Uniti. A fotografare il «cambio di marcia» (previsto) dell’economia russa è il World Economic Outlook sulla base dei dati del Fondo monetario internazionale. Secondo gli economisti dell’istituto di Washington, il Pil russo non crescerà quest’anno dell’1,1%, come anticipato appena pochi mesi fa, bensì più del doppio: del 2,6%. Un po’ meno del 3% che ha «messo in saccoccia» Mosca nel 2023, sempre secondo l’Fmi (e di cui nessuno parla). Ma, di certo, quasi il triplo di quanto crescerà la «bisognosa e indigente» Euro-zona (0,9%, ancor meno di quanto previsto a ottobre, con l’Italia sotto la media ed uno 0,7%). E più anche degli Usa di «nonno Biden», che «pur si muove» con un vigoroso 2,1%.

Credibile? Come si spiega tutto ciò? E, soprattutto, durerà?

Le previsioni di crescita sono ancora «preliminari», ha precisato al Financial Times il capo economista dell’Fmi (Pierre-Olivier Gourinchas), ma in effetti, ha proseguito «sembra proprio che l’economia russa stia andando meglio di quello che sia noi che tanti altri s’aspettavano». Secondo Gourinchas, tutto ciò dipende da due motivi: il forte intervento pubblico (di stimolo nel quadro di quella che è ormai un’economia di guerra) e la tenuta costante dei prezzi delle materie prime sul cui export si fonda l’economia russa (carburanti fossili, ma anche metalli) che ha continuato a rifornire i Paesi orientali.

Meglio non cullarsi troppo sugli allori però, affermano taluni osservatori. Perché dietro le apparenze congiunturali potrebbe nascondersi un’economia strutturalmente più debole. «Se provi a guidare una macchina più veloce di quanto il suo design consenta, e pigi sull’acceleratore più forte che puoi, il motore preso o tardi si surriscalderà e non andrai lontano», aveva mandato a dire (al Cremlino) a dicembre l’economista Elvira Nabiullina, governatrice della Banca centrale della Federazione Russa, che nel marzo 2022, aveva tentato di dimettersi dal suo ruolo. E lo stesso capo economista dell’Fmi osserva oggi come, nel lungo periodo, la crescita dell’economia russa dovrebbe comunque rivelarsi minore di quanto fosse prima dell’inizio della guerra d’Ucraina. Scenario appeso comunque, come evidente, a molte, imprevedibili variabili.

«Nel lungo periodo siamo tutti morti»; così rispondeva ironicamente John Maynard Keynes a chi criticava l’applicabilità dei suoi modelli al lungo periodo. E mai come in questo distopico presente il valore del messaggio che si nasconde dietro tale lapidaria dichiarazione appare di una attualità sconcertante!

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  • Redazione

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