di Ugo Busatti
La Germania ha fatto quello che da noi é impossibile neppure pensare: ha tagliato gli incentivi per l’auto elettrica. Finalmente una misura che va contro questa abbuffata che le imprese si apprestano a fare con i soldi che vengono dirottati dai servizi ai cittadini alla pancia degli industriali, in nome della transizione energetica, sempre piú aggressivi e minacciosi. Vedi Stellantis e quello che sta combinando in Italia dove eliminano produzioni (Maserati Levante e 500) e abusano della cassa integrazione.
Ma la notizia non é solo che vengono eliminati gli incentivi. Bensí che le case automobilistiche, cominciando da Tesla, seguita da Volkswagen e da BYD (la cinese leader nelle auto elettriche) hanno tagliato i listini. Cioé, quello che SEI (Stato Etico Italiano) sostiene in modo incrollabile, ovvero che é il mercato che si deve adeguare ai consumatori, e non lo Stato alla voracitá delle imprese, si sta verificando.
Ora, per il consumatore tedesco poco cambierá nel prezzo finale che dovrá sostenere se vuole un’auto elettrica. La sola differenza é che in Italia a contribuire al pagamento dei 64 mila euro al giorno di stipendio di Tavares, amministratore delegato di Stellantis, che chiede la cassa integrazione, contribuiscono i cittadini, mentre in Germania no. Sono gli imprenditori che guadagneranno di meno. Perché badate bene, di guadagnare si tratta. Elon Musk insegna.
Nessuno nega la necessitá di un Pianeta piú pulito, ma si nega che per ottenerlo i cittadini debbano finanziare, con i propri soldi, le nuove linee di produzione che poi ingrasseranno dirigenti e azionisti. La politica deve mettere i paletti. Gli industriali ed il sistema bancario devono lavorare per adeguarsi. E come dimostra la Germania, possono farlo.




