
di Nino Orlandi
Perché il PD è contrario alla elezione diretta sia del Presidente della Repubblica, sia del Presidente del Consiglio?
Perché una riforma costituzionale che preveda l’elezione diretta dell’uno, o dell’altro gli impedirebbe di confezionare, alla faccia degli elettori, dei governi ”in vitro”, frutto di manovre di palazzo, tipo Dini, D’Alema, Amato, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte, Draghi.
Per gli intellò della gauche caviar la proposta di riforma costituzionale è solo un modo per sviare l’attenzione dai problemi veri: quelli del lavoro, dell’immigrazione, del PNRR e via dicendo. Che loro dopo 11 anni passati inutilmente al governo, proprio ora (guarda a volte la sfiga!) erano in procinto di risolvere.
Ma non erano quelli che “il problema è a monte”? Non sono gli stessi della bicamerale Berlusconi – D’Alema finita in nulla? Non avevano con Renzi proposto la loro riforma bocciata al referendum dal fuoco amico?





