di Giovanni Bernardini
Rousseau, Seneca, Hume, Aristotele, Orwell, Pasolini, Platone, Fichte, Heiddegger, Gramsci, Ezra Pound. Nietzsche, Marx, Spengler, Dante… tanti altri ancora.
Basta dare un’occhiata a questi nomi per vedere che si tratta di pensatori lontani, a volte lontanissimi fra loro.
Cosa possono avere in comune, oltre al fatto si essere filosofi o comunque uomini di pensiero?
Semplice: il fatto che loro citazioni si trovano nella pagina facebook di un genio assoluto della filosofia che risponde al nome di professorino che non aggettivo.
Dare un’occhiata alla sua pagina è istruttivo per capire cosa vuol dire mistificare la filosofia, cercare di piegarla alla propria ideologia da quattro soldi.
Si trova un insieme di citazioni dei pensatori più disparati. Citazioni brevi, a volte brevissime, staccate da ogni contesto, senza un minimo di analisi che le collochi in qualche modo nello spazio e nel tempo, le colleghi ad un discorso minimamente generale. Leggendole sembra che Marx e Nietzsche la pensassero più o meno allo stesso modo, o che Aristotele non fosse poi troppo lontano da Fichte.
E, su tutte, dominano le citazioni del sommo fra i filosofi: il grande, l’inarrivabile professorino. Citazioni con tanto di nome stampigliato al termine, perché nessuno confonda il nostro eroe di con filosofi secondari come Aristotele. Citazioni che svelano una inarrivabile profondità di pensiero. Eccone una:
“Ciò che c’è è tutto. La realtà è abitata dalla possibilità della sua trasformazione: non è statica presenza ma divenire incessante. La prima rivoluzione a livello teorico sta nel concepire la realtà come storia e possibilità.”.
Un discorsetto per affermare la ovvia, banalissima verità che col tempo le cose cambiano. Bella scoperta! Ed ha anche il coraggio di firmarla una banalità di tali proporzioni!
Se questa è filosofia, meglio il campionato di calcio!




