
di Nino ORLANDI
La sinistra, o meglio la pseudo sinistra, si meraviglia che il suo trentennale monopolio sulla RAI si sia dissolto in pochi giorni. E si guarda attorno tra lo stupito e il furibonda, accusando il centro destra di “occupazione” della RAI. Tutti, tranne loro, hanno invece la sensazione che si tratti di una liberazione.
Liberazione da una sinistra post comunista, che magari non legge più Marx, ma continua a nutrirsi della cultura leninista, puntando alla presa del potere – non solo politico, ma nell’informazione, nella scuola, desiderando anche quello nella Magistratura – senza avere il consenso popolare. Magari con l’appoggio di qualche “cattolico democratico”, impegnato a rimanere a galla, tra una predica alla Savonarola e una battaglia per far eleggere anche la moglie in Parlamento, perché due stipendi “is meglio che one” (non manca anche qualche altro esmpio sempre a sinistra o giù di lì).
Sinistra che ha governato per undici degli ultimi dodici anni ed è la responsabile prima, magari non dei problemi che stiamo vivendo, o non di tutti, ma della loro mancata soluzione, o del loro mancato avvio a soluzione. Parlo, per esempio, di creazione delle premesse, cioè della rimozione degli ostacoli da parte dello Stato, perché si creino posti di lavoro. Parlo di livello dei salari, fra i più bassi in Europa, e di rapporto tra quello di un operaio e quello di un dirigente. Parlo di codice degli appalti, che è un freno per gli investimenti pubblici. Parlo di tempi burocratici, che invece di diminuire, si allungano ogni giorno per soddisfare – solo formalmente – le ansie di ambientalisti e simili. Parlo di proletarizzazione dei ceti medi, schiacciati dalle multinazionali e dalla finanza globale, di cui il PD è il rappresentante in Italia, quale terminale degli ambienti democratici USA. Parlo di livello dell’insegnamento, schiacciato verso il basso da un finto egualitarismo. Parlo di diritto allo studio per i capaci e meritevoli, previsto dalla Costituzione e ritenuto anche da Gramsci uno strumento di crescita sociale e politica. Parlo di riforma della giustizia, a partire dal CSM. Parlo di tutela dei diritti di coloro i cui padri e nonni hanno pagato le tasse per costruire le case popolari, che si vedono scavalcati dai nuovi arrivati con tre, cinque, o otto figli. Parlo di sistemazione idrogeologica, e non dico altro, se non che è stata liquidata l’Agenzia voluta da Renzi. Parlo di tutto ciò che bisognava fare e che la sinistra, in tutt’altre faccende affaccendata, chiusa in se stessa, vittima della incessante propaganda di minoranze che pretendono di trasformare in diritto ciò che non lo è, occupata in cene ai Parioli e il giorno dopo in qualche parata a Lampedusa, si è “dimenticata” di fare.
Non è un caso che il mondo del lavoro – tranne i dirigenti – gli abbia da tempo voltato le spalle. E adesso si “incazzano”. Si “incazzano” sapete perché? Perché Fazio e la Annunziata, avendo ben chiaro che il loro tempo, come quello dei loro protettori, è scaduto, se ne vanno altrove a guadagnare altrettanto, se non di più. Per Fazio e la Annunziata! Continuano a guardare il dito e non vedono la luna.





