Home Politica LA PROPAGANDA MAINSTREAM E LA FINESTRA DI OVERTON

LA PROPAGANDA MAINSTREAM E LA FINESTRA DI OVERTON

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In questi giorni si assiste ad un bombardamento mediatico teso a veicolare un’immagine della realtà frutto di pura fantasia propagandistica.

L’Ansa, ogni giorno, ci propina l’idea che Kamala Harris abbia surclassato Trump, il quale sarebbe irritato, arrabbiato, perdente, ormai alle corde.

Premesso che di quel che scrive l’Ansa ai cittadini americani non importa assolutamente nulla, in quanto non sanno nemmeno della sua esistenza, è del tutto chiaro che tanta profusione di energia è rivolta agli italiani per convincerli che Giorgia Meloni, assimilabile a Donald Trump, è perdente, isolata e, pertanto, sostituibile, tramite tradimento di Forza Italia, con Elly Schlein, l’alias italiano di Kamala Harris.

Fare un minimo di riferimento storico alle origini dell’Ansa serve a capire.

All’inizio del 1945 l’Italia era divisa in due: al Nord la fascista Repubblica Sociale Italiana, mentre al Sud l’Italia sotto il controllo degli Alleati.

Gli Alleati gestivano tutta l’informazione dell’Italia tramite l’Agenzia «Notizie Nazioni Unite» (NNU). Al Nord la Repubblica Sociale aveva statalizzato l’Agenzia Stefani.

In gennaio tre esponenti delle maggiori forze politiche della Resistenza, Giuseppe Liverani, direttore amministrativo del Popolo, (quotidiano della DC), Primo Parrini, direttore amministrativo dell’Avanti (Psi) e Amerigo Terenzi, de l’Unità (Pci), avanzarono l’ipotesi di organizzare un’agenzia di stampa che sostituisse l’operato dell’Agenzia Stefani.

L’idea era di fondare una cooperativa di testate giornalistiche.

La proposta riscosse l’assenso dalle autorità militari alleate, che favorirono la fondazione della nuova agenzia italiana.

All’iniziativa aderirono subito altre tre testate: L’Italia libera (partito d’Azione), la Voce Repubblicana (Partito repubblicano) e Risorgimento Liberale (Partito Liberale),stabilendo una sede provvisoria in via del Moretto.

Il 15 gennaio 1945 uscì il primo notiziario dell’ANSA, stampato e distribuito nella sola città di Roma. Un mese dopo direzione e redazione si insediarono nei locali dell’agenzia Stefani, in via di Propaganda Fide (un nome un destino).

Ai sei quotidiani già citati se ne aggiunsero presto altri, tra cui Il Tempo, il Corriere dello Sport.

Pochi mesi dopo gli alleati chiusero la l’Agenzia «Notizie Nazioni Unite» (NNU – 3 marzo 1945).

Ad aprile Edoardo Longoni, condirettore del quotidiano romano «Ricostruzione», iniziò a svolgere l’incarico di direttore generale. In quel mese si associarono i quotidiani di altre regioni del Centro-Sud e, da maggio, anche le testate dell’Italia Settentrionale.

Oggi l’Ansa ha nella compagine azionaria 29 editori delle 43 principali testate italiane:

Avvenire Nuova Editoriale Italiana S.p.A. e in forma abbreviata Avvenire S.p.A. – Avvenire

Corriere dello Sport S.r.l. – Corriere dello Sport

Domenico Sanfilippo Editore S.p.A. – La Sicilia

Editoriale Bresciana S.p.A. – Giornale di Brescia

Editoriale Libertà S.p.A. – Libertà

Editoriale Nazionale S.r.l. – Il Resto del Carlino – La Nazione – Il Giorno

Editrice del Mezzogiorno S.r.l. – EDIME – Gazzetta del Mezzogiorno

Enova S.r.L. – La Provincia di Lecco e Sondrio – Gazzetta di Mantova S.r.L. – Gazzetta di Mantova

Gazzetta di Parma S.r.l. – Gazzetta di Parma

GEDI News Network S.p.A – La Repubblica – La Provincia Pavese – La Stampa – Il Secolo XIX

GEDI Periodici e Servizi S.p.A. – National Geographic

Giornale di Sicilia Editoriale Poligrafica S.p.A. – Giornale di Sicilia

Il Centro S.p.A. – Il Centro

Il Gazzettino S.p.A. – Il Gazzettino

Il Mattino S.p.A. – Il Mattino

Il Messaggero S.p.A. – Il Messaggero

Il Nuovo Manifesto Soc. Coop. Editrice – Il Manifesto

Il Sole 24 Ore S.p.A. – Il Sole 24 Ore

La Prealpina S.r.l. – La Prealpina

La Provincia di Como Società per azioni editoriale abbreviato La Provincia S.p.A. Editoriale – La Provincia di Como

Nord Est Multimedia S.p.A. – Il Mattino di Padova – La Tribuna di Treviso – La Nuova Venezia e Mestre – Il Corriere delle Alpi – Il Piccolo di Trieste – Il Messaggero Veneto.

Rizzoli Corriere della Sera Mediagroup S.p.A. o in forma abbreviata RCS Mediagroup S.p.A. o RCS S.p.A. – Corriere della Sera – La Gazzetta dello Sport

S.E.S. – Società Editrice Sud S.p.A. – Gazzetta del Sud

S.I.E. S.p.A. Società Iniziative Editoriali – L’Adige – Alto Adige

Società Athesis S.p.A. – L’Arena – Il Giornale di Vicenza – BresciaOggi

Società Editoriale Cremonese S.E.C. S.p.A. – La Provincia

Società Editrice SS. Alessandro Ambrogio Bassiano S.p.A. con sigla SESAAB S.p.A. – L’Eco di Bergamo

Società Europea di Edizioni S.p.A. – Il Giornale.

Da una rapida e sommaria analisi, si evince che la maggioranza delle testate è di area di centro sinistra.

Se consideriamo che gran parte del lavoro di redazione consiste nel mettere in pagina le notizie ricavate dalle agenzie, è chiaro che se l’Ansa scrive che Kamala Harris è in grande crescita, che Trump è arrabbiato e che i Dem stravinceranno le elezioni, tutta la filiera dei giornali associati dirà la stessa cosa.

Rifacendosi al sesto principio della propaganda di Goebbels, ossia al principio di orchestrazione, “la propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee, deve ripeterle instancabilmente” e le deve presentare “sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto”.

Secondo NewsMax, i responsabili della campagna di Donald Trump, rispondendo al sondaggio del New York Times/Siena College di sabato scorso, ritengono che i sondaggi siano concepiti per aiutare la campagna di Harris.

Il sondaggio mostrava Trump in svantaggio di 4 punti negli stati chiave del Wisconsin, del Michigan e della Pennsylvania.

Tony Fabrizio, capo sondaggista di Donald J. Trump per la presidenza e del Comitato nazionale repubblicano, in un memorandum al team dirigenziale senior della campagna, ha affermato che la metodologia utilizzata “ha utilmente incluso il voto presidenziale del 2020 ricordato tra” Trump e il presidente Joe Biden.

“Hanno sottostimato – ha detto Fabrizio – drasticamente il sostegno al Presidente Trump sia tra tutti gli elettori registrati sia nel loro modello di probabile elettore. In ogni stato, il divario tra il voto del 2020 ricordato dal sondaggio e i risultati delle elezioni del 2020 riportati è maggiore del margine tra Kamala Harris e il Presidente Trump. Ancora una volta, vediamo una serie di sondaggi pubblici pubblicati con il chiaro intento e scopo di deprimere il sostegno al Presidente Trump”.

Su X il candidato al Congresso della California David Giglio ha sottolineato che la previsione del Wisconsin era sbagliata di 10,93 punti percentuali. Il Times aveva previsto che Biden avrebbe vinto di 11 punti percentuali e ha vinto solo di 0,7 punti percentuali. Il Times aveva previsto che l’Ohio sarebbe andato a Biden di 1 punto e Trump ha finito per vincere lo stato di oltre 8 punti percentuali.

Un lavoro giornalistico serio, soprattutto da chi ne ha i mezzi, dovrebbe essere quello di mettere a confronto i vari sondaggi, di capirne la metodologia, di verificarne la credibilità e l’affidabilità.

Un altro esempio di propaganda è quella tesa a coprire la reale situazione del conflitto tra Ucraina e Russia o, meglio, del conflitto per procura tra Stati Uniti e Russia, per giustificare le posizioni dell’Unione Europea dalla chiara impostazione bellicista, per non dire guerrafondaia.

In questi giorni, nei quali l’Ucraina ha messo in atto una strana azione bellica entro i confini della Russia, definibile in termini militari tuttalpiù come un’infiltrazione o come puntura di spillo, attuata con 1.500 uomini, in pratica meno di due battaglioni, parlare di una controffensiva, come fa Repubblica, è semplicemente ridicolo.

Open di Mentana si spinge a dire che l’Ucraina avanza su Kursk ispirandosi alla marcia della Wagner, senza rendersi conto di portare jella, visto la fine che ha fatto  Prigožin, morto, tra l’altro, il 23 agosto.

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Può essere che gruppi di militari ucraini, giocando sulla sorpresa, abbiano attaccato villaggi in profondità, fino a 30 chilometri, ma il tutto per ora rimane entro i limiti della propaganda.

Come osserva ISW (Institute for the study of war) il Cremlino non ha scelto di dichiarare formalmente lo stato di guerra contro l’Ucraina o la legge marziale, risposte più serie che avrebbero mobilitato maggiori risorse statali russe attraverso una mobilitazione più ampia e più destabilizzante a livello interno.

Il livello di disperazione che sta dietro la manovra di Kiev lo ha reso esplicito su Telegram Zelenski, il quale ha detto che “per fermare veramente il terrore russo, abbiamo bisogno non solo di un vero e proprio scudo aereo che protegga tutte le nostre città e comunità, ma anche di soluzioni forti da parte dei nostri partner, soluzioni che eliminino le restrizioni alle nostre azioni difensive”.

Zelensky punta a forzare la mano ai Paesi Nato al fine di poter usare le armi fornite dall’Occidente per “spingere la guerra nel territorio dell’aggressore”.

Lo fa mettendoli di fronte al fatto compiuto della guerra in territorio russo, obiettivo che, secondo Zelensky, sarà la svolta decisiva per la vittoria.

Il via libera all’utilizzo delle armi di origine occidentale significherebbe un’escalation ai limiti della guerra diretta con la Russia, cosa che, per ora, nessuno vuole.

Anche in questo caso, vendere una disperazione per una controffensiva è dare luogo ad una propaganda senza senso, destinata a sgonfiarsi e ad essere controproducente.

E qui arriviamo alla “finestra di Overton”.

Secondo il sociologo Joseph Overton idee inaccettabili e assurde, attraverso la manipolazione delle masse, possono ottenere consenso politico.

L’idea assurda, in questo caso, è che l’Ucraina sia in grado di vincere la guerra, impostagli per procura, con la Russia.

Le regole della finestra di Overton prevedono quanto segue.

Ogni idea o ideologia può essere categorizzata in una delle seguenti fasi che, con il tempo anche di anni o decine di anni, attraverserà l’opinione pubblica per passare da:

impensabile (unthinkable)

radicale (radical)

accettabile (acceptable)

razionale (sensible)

diffusa (popular)

legalizzata (policy)

Overton definisce queste fasi Finestre e quando una finestra si apre il passaggio alla fase successiva è solo questione di tempo.

Diventa sempre più evidente, nonostante gli sforzi, che le finestre relative alla guerra in Ucraina sono passate da policy, a popular, a sensible, ad acceptable, per essere entrate nella finestra radical e per essere prossime a quella di unthinkable.

La credibilità della propaganda mainstream è arrivata all’ultima finestra, oltre la quale c’è solo l’effetto boomerang.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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