
di Sergio Restelli
L’idea di “annientare” gli Houthi,come dichiarato da Donald Trump, va vista con le diverse realtà sul campo.
Gli Houthi prendono il loro nome dalla famiglia al-Houthi, che ha guidato il movimento sin dalla sua fondazione. Le loro origini risalgono agli anni ’90, quando alcuni leader della comunità zaidita sciita nello Yemen del Nord iniziarono a resistere all’influenza wahhabita proveniente dall’Arabia Saudita.
Lo Zaidismo è una branca dello sciismo, differente dal più noto sciismo duodecimano praticato in Iran, ma con una forte tradizione politica e militante.
Nel 2004, il fondatore del movimento, Hussein Badreddin al-Houthi, fu ucciso dalle forze governative yemenite, ma il gruppo continuò a crescere sotto la guida del fratello Abdul-Malik al-Houthi. Nei successivi dieci anni, gli Houthi ingaggiarono numerosi conflitti con il governo centrale dello Yemen, consolidando il loro potere nella regione settentrionale del paese.
Il colpo di Stato e il conflitto con la coalizione saudita
Nel 2014, gli Houthi presero il controllo della capitale Sana’a, rovesciando il governo di Abd Rabbuh Mansur Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale. Questo evento innescò l’intervento militare di una coalizione guidata dall’Arabia Saudita nel 2015 con l’obiettivo di restaurare il governo di Hadi e fermare l’espansione Houthi. Il conflitto si trasformò rapidamente in una guerra devastante, con migliaia di vittime civili e una crisi umanitaria senza precedenti. Gli Houthi, nonostante la superiorità aerea della coalizione saudita, riuscirono a mantenere il controllo di vaste aree dello Yemen, compresa Sana’a e le zone occidentali del paese. La loro strategia di guerriglia, l’uso di droni e missili balistici, e il supporto tecnico ricevuto dall’Iran hanno permesso loro di resistere a numerosi assalti e di rafforzare la loro posizione.
L’indipendenza strategica degli Houthi e i rapporti con l’Iran
Sebbene l’Iran sia stato accusato di sostenere gli Houthi fornendo armi e addestramento, numerosi analisti sottolineano che il gruppo non è un mero proxy di Teheran, come invece lo sono Hezbollah in Libano o le milizie sciite in Iraq. Gli Houthi hanno una propria agenda politica e una forte autonomia nelle loro decisioni militari. Questa indipendenza è stata dimostrata più volte: anche in fasi di riduzione del supporto iraniano, gli Houthi hanno continuato a operare e a sviluppare le proprie capacità belliche. Inoltre,a differenza di altri gruppi sostenuti dall’Iran, il loro obiettivo principale non è la diffusione dell’influenza iraniana nella regione, ma il consolidamento del proprio potere nello Yemen e la resistenza alle potenze straniere.
Gli attacchi nel Mar Rosso e la reazione degli Stati Uniti
Dal 2023, gli Houthi hanno intensificato gli attacchi contro mercantili nel Mar Rosso, giustificandoli come ritorsioni contro Israele per le operazioni militari a Gaza. Questo ha portato a una risposta diretta degli Stati Uniti e del Regno Unito, che hanno lanciato attacchi contro obiettivi Houthi nello Yemen per proteggere la “libertà di navigazione”. Secondo l’Armed Conflict Location and Event Data Project, gli Houthi hanno effettuato circa 130 attacchi a navi commerciali in due anni, dimostrando una capacità offensiva superiore alle aspettative. Le loro armi includono missili balistici, droni d’attacco e mine navali, strumenti che rendono difficile un intervento risolutivo da parte delle forze occidentali. Dopo i bombardamenti statunitensi, gli Houthi hanno risposto lanciando missili balistici verso Israele e intensificando le operazioni nel Mar Rosso, dimostrando ancora una volta la loro resilienza.
Perché “annientare” gli Houthi non sarà facile
L’idea di “annientare” gli Houthi, come dichiarato da Donald Trump, si scontra con diverse realtà sul campo e il radicamento sociale e territoriale.
Gli Houthi non sono solo un gruppo armato, ma rappresentano una parte significativa della popolazione yemenita, con un forte supporto nelle province settentrionali. Questo rende difficile un’eliminazione completa del movimento senza un costo umano elevatissimo.
Guerriglia e guerra asimmetrica
La strategia Houthi si basa su tattiche di guerriglia, nascondigli nelle montagne e l’uso di armi a lungo raggio, rendendo inefficace una guerra convenzionale contro di loro.
Indipendenza dall’Iran
Anche se l’Iran dovesse ridurre il proprio supporto, gli Houthi hanno dimostrato di poter operare autonomamente, sviluppando proprie armi e tecnologie.
Possibile escalation regionale
Un intervento più aggressivo degli Stati Uniti potrebbe portare a un’escalation con l’Iran e ad altri attori regionali, aumentando il rischio di un conflitto su larga scala.
Gli Houthi rappresentano uno degli attori più complessi del Medio Oriente. La loro storia, il loro radicamento sociale e la loro capacità militare rendono improbabile una loro eliminazione completa. Qualsiasi tentativo di “annientarli” dovrà fare i conti con la realtà di una guerra lunga, costosa e potenzialmente disastrosa per la stabilità della regione.
Più che una vittoria militare, la soluzione alla crisi yemenita potrebbe passare attraverso il dialogo e il riconoscimento della realtà sul terreno, considerato che gli Houthi non sono solo una milizia ribelle, ma un attore politico che, nel bene e nel male, è ormai parte integrante dello Yemen moderno.





