
di Guido Salerno Aletta
Gli attacchi continui al traffico marittimo nel Mar Rosso, con la sua conseguente deviazione verso il Capo di Buona Speranza, avevano dimostrato il fallimento della capacità dissuasiva della Flotta americana e del naviglio militare britannico: per loro, era una rasoiata in faccia. Una beffa per chi si dichiara garante della libertà di navigazione, sin dai tempi dei 12 punti di Wilson.
Gli attacchi aerei allo Yemen del Sud, per colpire le basi da cui partono gli attacchi con droni e missili, allargano il perimetro del conflitto: il danneggiamento anche di una sola nave militare comporta un danno di immagine non rimediabile, se non rispondendo con nuovi attacchi.
Gran parte del mondo arabo assiste in silenzio, dall’Egitto all’Arabia Saudita, per non essere coinvolto in una operazione di eradicazione di Hamas dalla Palestina, che vede Israele agire da solo, accerchiato dagli Hezbollah presenti in Libano ed in Siria e dagli Houthi yemeniti.
L’Iran, che guiderebbe ed armerebbe gli Houthi, ha appena subìto la provocazione di un duplice attentato, con oltre un centinaio di morti, nel giorno della commemorazione della morte violenta del gen. Souleimani: forze infiltrate, “travestite” da Isis, si muovono dal Pakistan.
Se mai Teheran disvelasse una tale matrice, aprirebbe la stura ad un conflitto militare tra due Paesi islamici di portata incontrollabile: ci sarebbero milioni di morti, come ai tempi in cui Saddam Hussein fece la guerra per conto degli Occidentali al regime dell’Ayatollah Khomeini. Una trappola in cui non cadrà mai.
Per la marina e l’aviazione anglo-americana impegnate ad eliminare le basi di lancio degli Houthi si apre invece una prospettiva di estrema delicatezza. Gli altri Occidentali, dalla Francia all’Italia, si sono ben guardati dall’aderire alla coalizione a guida americana, la Prosperity Guardian lanciata con tanta disinvoltura, che avrebbe voluto ripetere i fasti di quella dei Volenterosi lanciata da G. Bush contro i Talebani.
Il fronte degli Occidentali è dunque ulteriormente diviso, e questo è il primo risultato strategico acquisito dagli Houthi.
La faccia è tutto, e gli anglo-americani non possono continuare a perderla: questa è la posta in gioco nel conflitto asimmetrico in corso nel Mar Rosso.
Nel Vietnam, gli americani vi si impelagarono direttamente per arginare il Comunismo, sostenuto da Cina e Russia. Lo stesso schema, che si è ripetuto in Afganistan per controllare il Terrorismo islamico, ora rischia di riproporsi nello Yemen.





