
Ancora una volta: adesso
Non lo so se è vero che “l’opposizione” vince solo nelle città e non altrove; non lo so se è vero che ad una tornata di elezioni comunali non si possa dare grande rilevanza; non lo so se – come dice Renzi – questa si può considerare una “scoppola” per Meloni. So che per la prima volta da mesi si respira un’aria che è tutt’altro che di sconfitta. So che si sono fermati due stillicidi: sempre meno voti ai partiti dell’attuale opposizione, sempre meno votanti. Ma, per correttezza, bisogna aggiungere: soprattutto dove il confronto si è svolto sul che fare. Questa aggiunta è essenziale per vincere.
Credo si confermi che la disaffezione per la politica non c’è come la si dipinge: la disaffezione, anzi la condanna, è per progetti non chiari, per una politica politicante, per una mancanza di alternativa di proposte.
Questa chiamata alle urne, a quanto ho letto, si è caratterizzata come richiesta di decidere tra due idee di governo: e nella parole della neoeletta a Genova Salis vi è la conferma. Quindi da qualche parte hanno preso corpo e vita due progetti.
Certo, è più facile farli lì, poiché governare una città, per quanto grande possa essere, non ha la stessa complessità del governare un Paese. In ogni caso resta confermato che chi va a votare vuole farlo con “contro” ma “per”. Forse questa è la risposta alla affermazione di Schlein: “il centro destra esulta per i sondaggi e noi vinciamo le elezioni”.
Cara Schlein, i sondaggi si fanno sulla politica nazionale dove manca questa contrapposizione di progetto di governo. Una riflessione la farei.
E dunque io insisto: adesso. Non affidarsi a somme di numeri che possono non significare niente. Non proporre alleanze senza che siano verificate le convergenze. Bisogna fare il programma di Governo. Adesso. E, nel farlo, bisognerà chiarire quanto spazio vi è e vi sarà per una azione nuovamente impostata sul riformismo, sul cambio di paradigma che oggi vede una sinistra smarrita oscillare pericolosamente tra neo-liberismo e marxismo d’antan. A maggior ragione perché, come non mi stanco di ripetere, Schlein non è ondivaga. Gli indecisi sono quelli che non pongono con la necessaria forza la richiesta di un chiarimento. Non possono ancora attendere.
Dove si è vinto, il PD ha avuto risultati eccellenti: Dunque la formula Schlein, l’unità di tutte le forze non di centro destra, è la vincente? E se è così, bisogna capire a quale livello si porrà la mediazione quando si dovrà decidere sui punti davvero dolenti, che sono tali solo a livello nazionale: governare cioè il rapporto con la finanza internazionale mentre, contemporaneamente, di dà l’avvio a come ed in quale direzione realizzare le profonde necessarie riforme del mercato del lavoro, della struttura industriale, della spesa improduttiva, del welfare.
Godiamoci questo risultato dunque. Per qualche ora. Poi però al lavoro senza illudersi di aver vinto molto più di una singola battaglia. I tempi stringono e bisogna prendere decisioni e fare scelte.
Adesso.





