
di Paolo Falconio
Fuori da partigianerie varie e classi dirigenti fallimentari, nel mainstream iniziano le narrative ripetute a mantra. Dobbiamo armarci perché Putin è una minaccia e fra qualche anno potrebbe arrivare a Parigi. Ognuno è libero di avere i suoi demoni, ma la realtà è un’ altra cosa. Lasciamo perdere i deliri di autonomia strategica dagli Stati Uniti, che sarebbero ormai necessari di fronte all’ abbandono dell’ America. Siamo alla narrazione pura.
Il nuovo patto per riarmarsi, che badate bene non è un patto europeo, ma tra i maggiori Paesi Europei per avere un dispositivo militare in grado di fungere da deterrente alle possibili ambizioni Russe, si colloca nel pieno del quadro atlantico. Il patto si caratterizza per la vaghezza disarmante, perché questi Paesi non si armeranno sulla base della paura del cosacco, ma sulla base di fornire un dispositivo, militare funzionale ai singoli interessi nazionali, ma al contempo nel segno della interoperabilità nel caso di minacce concrete.
Una mini NATO nell’ ambito della NATO. È tanto vero che la Russia non costituisca un problema che questo riarmarsi è voluto dagli Stati Uniti proprio perché ritengono l’Orso russo temibile, ma non mortale e quindi gestibile dalle Nazioni Europee. L’America al di là delle esternazioni continuerà ad essere il decision marker del patto atlantico e del fronte cinese, ci richiama ad una maggiore capacità, sebbene consideri il continente europeo abbastanza sicuro. State tranquilli che se il lago atlantico (ossia americano) dovesse essere sotto una reale minaccia, ci sarebbe un massiccio rientro di forze USA in Europa.
Insomma se qualcuno pensasse di avere un’ autonomia strategica da Washington è al momento affetto da umori irrealistici, anche perché alla guida del nucleo duro da riarmare già Washington fa sapere che ci saranno gli inglesi, che sono fuori dalla UE, ma che rimangono i maggiori alleati degli USA.
Il vero problema è l’ affidabilità dell’ ombrello nucleare americano, ma al momento non ci sono soluzioni, anche perché sia chiaro a tutti, nè la Francia nè gli USA, ma nessuno al mondo, condivide i propri arsenali atomici.
Quindi? Facciamo bene ad essere pronti alla difesa, ma stiamo attenti a spendere con criterio i soldi secondo un autentico progetto strategico riguardante la sicurezza, senza il timore che domani ci troveremo i cosacchi alle porte
Una necessità di armarsi che si fa stringente semmai perché sullo sfondo di questi eventi aleggia lo spettro di una crisi finanziaria senza precedenti, che potrebbe davvero fare da miccia all’impensabile. Una crisi finanziaria globale che ci troverebbe con una classe politica e comunitaria assolutamente non in grado neanche di provare a gestirla.
Il vero problema è l’ affidabilità dell’ ombrello nucleare americano, ma al momento non ci sono soluzioni, anche perché sia chiaro a tutti, nè la Francia nè gli USA, ma nessuno al mondo, condivide i propri arsenali atomici.
Quindi? Facciamo bene ad essere pronti alla difesa, ma stiamo attenti a spendere con criterio i soldi secondo un autentico progetto strategico riguardante la sicurezza, senza il timore che domani ci troveremo i cosacchi alle porte
Una necessità di armarsi che si fa stringente semmai perché sullo sfondo di questi eventi aleggia lo spettro di una crisi finanziaria senza precedenti, che potrebbe davvero fare da miccia all’impensabile. Una crisi finanziaria globale che ci troverebbe con una classe politica e comunitaria assolutamente non in grado neanche di provare a gestirla.





