
di Giuseppe Augieri
Leggo della ferma riprovazione, da parte di alcuni sindacalisti e importanti ex sindacalisti, per l’intervento di Meloni alla riunione della CISL. Meloni avrebbe parlato “per dividere i lavoratori”. Si parla di “offese a CGIL e UIL che non potrebbero restare senza risposta”.
Mi sono letto più volte il testo completo dell’intervento: al di là di ovvi – cosa ci si poteva aspettare di diverso? – auto riconoscimenti al Governo ed autocompiacimenti per le cose fatte, si esprimono analisi e si delineano non semplici prospettive. Credo che su esse bisognasse riflettere.
Su questi aspetti, avessi dovuto fare io un intervento avrei detto esattamente le stesse cose. Anzi: le ho già dette una miriade di volte. E devo dire di aver apprezzato come sono state dette: senza rispondere con lo stesso livello di virulenza con il quale ci si è rivolti a questo Governo.
Ma questo è un mio giudizio: opinabilissimo. Non vedo comunque dove si possano intravedere offese e divisioni al di là di una presa d’atto di situazioni che, di per se, se non si vogliono chiudere gli occhi, non sono proprio barzellette.
Mi colpisce invece come non si sia esaminata una frase, in chiusura dell’intervento. Quel “ottimismo della volontà” l’ho già letto, più volte, assieme al suo contrario e cioè “pessimismo della intelligenza”. Attiene, questo concetto, ad una prospettiva di come aggredire una situazione estremamente difficile. I personaggi che hanno citata questa frase sono agli antipodi ma forse le situazioni no.
Un pensiero va fatto.





