di Gaetano Barbella
La Madonna dei Miracoli del Santuario di Brescia

Illustrazione 1: Affresco quattrocentesco della Madonna col Bambino del Santuario “I Miracoli” di Brescia. Tratto dai libro “Santa Maria dei Miracoli”. Edizione “Società per la storia della Chiesa a Brescia”
Le origini del Santuario
I fatti del Santuario I Miracoli? cominciano così per bocca di mons. Andrea Fappani, un
autore del libro Santa Maria dei Miracoli, il secondo autore è il prof. Luciano Anelli, docente dell’Università Sacro Cuore di Brescia:
« […] Nel 1484 circolò per la città la voce di miracoli segnalatissimi che avvenivano intorno alla immagine di una Madonna con Bambino dipinta sulla facciata della casa di certo Pelaboschi o Pelabrocchi abitante in Borgo S. Nazaro sulla via di Crema. […].
Quali fossero tali miracoli non è molto chiaro. Lo stesso don Bellavite ebbe a scrivere: “Se voi mi addimandate quali fossero questi prodigi con cui cominciò qui Ella a rendersi e celebre e venerabile non so dirvene neppure uno di certo; non essendo riuscito ne a me ne ad altri ritrovarne alcuna memoria”[1].
Tuttavia quasi per riscattarsi dalle sconfitta subita nella sua ricerca, il pio sacerdote ne cita uno, ritenuto il primo: Passavano, egli racconta, un giorno in questo Borgo due soldati a cavallo, i quali arrivati avanti quell’immagine la salutarono, come praticano tutt’ora di quei Cristiani, che si levano il cappello quallor s’incontrano in qualche immagine di Maria; e dicono ch’Ella tosto con stupore universale, e con miracolo evidente abbassasse il capo in segno di risalutarli”[2].
Il miracolo sotto il segno di una gentilezza degna di una Madonna celeste madre di tutte le più gentili “madonne” terrene. Ma nemmeno di questo Bellavite era sicuro. Tuttavia poteva garantire francamente” che i miracoli furono tanti e di frequenti, che con essi diede evidentemente a conoscere, che voleva essere qui onorata ed adorata distintamente”[3]. […] È certo […] che la conseguenza più diretta dei miracoli fu la la più viva devozione e la costruzione, nel breve giro di anni, del santuario. Infatti della crescente devozione, nella stessa seduta speciale e in quella del Consiglio generale del giorno seguente, veniva deliberato che “a lode e in onore di Dio Onnipotente e della Gloriosissima Vergine Madre Maria venissero eletti due cittadini che dovessero trattare con Federico Pelaboschi, l’acquisto della sua casa per edificarvi una cappella in onore della Madonna. […] La decisione venne presa all’unanimità[4]. […]
L’affluenza crescente dei devoti, l’ingorgo a causa delle celebrazioni, e i disagi delle stagioni inclementi, dovettero però convincere le autorità pubbliche a costruire nella stessa casa Pelaboschi dietro il muro di facciata, sul quale era dipinta l’immagine taumaturga, un oratorio chiesetta per raccogliervi i fedeli quando l’inclemenza del tempo e della stagione non permetteva ad essi di sostare sulla pubblica strada. […]
Il Peroni fissa al 1488 l’apertura del cantiere di S. Maria dei Miracoli[5].
[…] Nel 1500 come indica la data in numeri romani (MD) incisa sulla facciata tra il fregio dell’architrave e quello del cornicione, la chiesa era in buona parte costruita e in modo tale da servire ai sacri riti, e già dovevano esistere le due porte laterali della facciata. E già l’immagine miracolosa della Beata Vergine era stata voltata verso l’interno, mentre era stato tolto l’altare eretto in un primo tempo sotto l’arco. […].
[.] Il completamento del Santuario si protrasse fino a dopo la metà del secolo XVI. [.] Gli ultimi lavori architettonici vennero eseguiti nel secolo XVIII. ».
Alla costruzione della facciata contribuirono parecchi artisti di cui sfugge anche il nome dei Maestri Comacini accertata da documenti da Paolo Guerrini[6].

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Illustrazione 2: La madonna col Bambino del Santuario “I Miracoli” di Brescia. |
La Sezione Aurea della Madonna dei Miracoli di Brescia
Notare che l’incrocio della due linee della Sezione Aurea è la bocca del Bambino Gesù. Che significato può avere questa coincidenza? La risposta è nella Sezione Aurea e il succhiare il latte della Madonna, perché il Bambino sta nutrendo il suo corpo. Successiva spiegazione è che si tratta del presagio della Nuova Vita di un corpo immortale, che solo con l’avverarsi dell’Apocalisse di Giovanni è possibile. Cioè quando si avvererà la Gerusalemme Celeste.
«E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva:
“Ecco la tenda di Dio con gli uomini!
Egli abiterà con loro
ed essi saranno suoi popoli
ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio.
E asciugherà ogni lacrima dai l oro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate”.
E Colui che sedeva sul trono disse: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose”. E soggiunse: “Scrivi, perché queste parole sono certe e vere”. E mi disse:
“Ecco, sono compiute!
- sono l’Alfa e l’Omèga,
- Principio e la Fine.
A colui che ha sete
io darò gratuitamente da bere alla fonte dell’acqua della vita.
Chi sarà vincitore erediterà questi beniio sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio.
Ma per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i maghi, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte”. (Ap CEI 2008 21,1:8)
La cappellina delle apparizioni a Fatima di Portogallo

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Illustrazione 3: La cappellina delle apparizioni a Fatima di Portogallo. Fonte: https://www.fanpage.it/roma/la-statua- originale-della-madonna-di-fatima-sara-a-roma-perche-e- stata-richiesta-e-come- vederla/ |
«…La statua è alta 104 centimetri, scolpita nel 1920 dall’artista portoghese José Ferreira Thedim. È la quarta volta che la statua originale è Roma: la prima è stata nel 1984, quando San Giovanni Paolo II ha consacrato il mondo al Cuore Immacolato di Maria; la seconda in occasione del Grande Giubileo del 2000; la terza nel 2013, durante l’Anno della Fede indetto da Papa Francesco. Dopo l’attentato del 1981 a Papa Giovanni Paolo II nella sua corona è stato incastonato il proiettile che lo ha colpito.
A Fatima la statua della Madonna è custodita nella cappellina delle apparizioni, dove nel 1917 la Vergine Maria secondo la Chiesa cattolica è apparsa sei volte ai tre pastorelli Lucia dos Santos, Giacinta Marto e Francesco Marto, di dieci, sette e nove anni, consegnando loro i “Segreti di Fatima”. Fatima è un luogo di pellegrinaggio, secondo la tradizione il 13 ottobre 1917, mentre avveniva il grande “miracolo del sole” visto da più di cinquantamila persone, la Vergine Maria si sarebbe mostrata ai tre pastorelli nelle vesti della Madonna del Monte Carmelo. La presenza della statua originale a Roma in occasione del Giubileo 2025 ha un significato di gioia e speranza…»[7]
La fotografia della cappellina della apparizioni Mariane a Fatima del Portogallo è all’insegna della sezione aurea

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Illustrazione 4: La cappellina delle apparizioni a Fatima di Portogallo è in armonia con la Sezione Aurea. Fonte della fotografia: Vedasi illustr. 6. |
Altra fotografia della Madonna di Fatima Mariane del Portogallo che è all’insegna della sezione aurea

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Illustrazione 5: Madonna di’ Fatima. Fonte: https://www>. famigliacristiana, it/articolo/oggi-e-la-madonna-di- fatima-dalle-apparizioni-al-terzo-segreto.aspx. La Sezione Aurea della Madonna. |
«13/05/2024 II 13 maggio 1917 la Vergine apparve per la prima volta in Portogallo, in un villaggio sperduto sugli altipiani dell’Estremadura a tre pastorelli: Lucia Dos Santos e Francesco e Giacinta Marto chiedendo penitenza e conversione. Pio XII nel 1942 consacrò il mondo al Cuore Immacolato di Maria mentre Giovanni Paolo II attribuì alla Vergine di Fatima l’intercessione per essersi salvato dall’attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro […] »[8]
Che significato possono avere le Sezioni Auree della Madonna di Fatima? Senza dubbio è
- stesso significato dato dalla Madonna col Bambino del Santuario I Miracoli di Brescia, cioè il presagio dell’avverarsi dell’Apocalisse di Giovanni. Però con una grande differenza di queste ultime due immagini, che sono fotografiche, mentre la prima è opera di un artista, il quale è ricorso alla Sezione Aurea come augurio per il Bambino della Madonna destinato per il Nuovo Mondo segnato dall’Apocalisse di Giovanni.
Con la Madonna di Fatima è diverso, le due immagini relative sono fotografiche e recenti, per far capire che si tratta di un presagio opera del Mistero legato ai prossimi tempi, ossia vicini.
Dunque un presagio per confermare quello di cui si parla sui giornali sul Giorno del Giudizio.
«Un manoscritto, risalente a circa 1000 anni fa e custodito negli archivi segreti vaticani, conterrebbe un messaggio inquietante che, secondo alcuni, si collegherebbe proprio all’attuale pontificato di Francesco.
- manoscritto e la sua scoperta
Il manoscritto, noto come Prophecy of the Popes, sarebbe stato scritto nel 1139, quando San Malachia si recò in visita a Roma. Il monaco avrebbe avuto una visione profetica che gli rivelò l’elenco di tutti i papi futuri, partendo da Celestino II, eletto nel 1143, fino a quello che dovrebbe essere l’ultimo pontefice della Chiesa cattolica.
Ciò che rende il testo particolarmente preoccupante è il fatto che l’ultimo papa menzionato sia proprio Papa Francesco, suggerendo che il suo pontificato possa segnare la fine di un’era per la Chiesa. Inoltre, il manoscritto contiene una previsione sul Giorno del Giudizio, che sarebbe destinato ad avvenire nel 2027, anno in cui, secondo la tradizione cristiana, Gesù ritornerà per giudicare l’umanità.
Il misterioso “Pietro Romano” e il futuro del papato
Uno degli elementi più discussi della profezia riguarda la figura di Pietro Romano, descritto come l’ultimo pontefice della Chiesa, che guiderà i fedeli attraverso un periodo di immense tribolazioni prima che Roma venga distrutta e abbia luogo il Giudizio Universale. Il testo recita:
“Nella persecuzione finale della Santa Romana Chiesa regnerà Pietro Romano, che pascerà il gregge tra molte tribolazioni, dopo le quali la città dai sette coiii sarà distrutta e il terribile Giudice giudicherà il popolo. Fine. ”
Molti si chiedono chi potrebbe essere questo misterioso Pietro Romano. Alcuni interpretano il messaggio come un’indicazione che il successore di Papa Francesco potrebbe prendere il nome di Pietro, cosa altamente improbabile poiché nessun papa ha mai scelto questo nome dopo San Pietro. Altri vedono in Pietro Romano una figura simbolica, un pontefice che guiderà la Chiesa in un momento di grande difficoltà prima di una svolta epocale.».[9]
Riepilogado
La Sezione Aurea, in stretto legame con la bocca del Bambino che succhia il latte della Madonna, indica il mangiare di un corpo sempre Vivo, e non mortale come noi terrestri. Dunque un futuro corpo del mondo umano predestinato, dell’Apocalisse di Giovanni, ossia dell’Agnello di Dio.
L’immagine della Madonna di Brescia, e molte altre concepite dagli artisti nel 1500, si affidavano alla Sezione Aurea per concepire il futuro dell’Uomo Immortale, quindi un augurio in tal senso. Ma, avendo riscontrato in due immagini fotografiche della Madonna di Fatima – e non di un dipinto o scultura – uno straordinario telaio geometrico intonato alla Sezione Aurea, cambia il suo scopo. Non è più un augurio riferito all’Apocalisse di Giovanni, È DI PIÙ. È un chiaro presagio, e per giunta anche prossimo ad avverarsi.
Tanto più che sta circolando sul web il presagio sulla venuta della fine del mondo nel 2027, con la fine del pontificato romano, la fine della Chiesa.
Ma l’immagine-presagio della Madonna di Fatima – la prima – trasmette molto di più di quanto ho detto. La Sezione Aurea coinvolge anche il Cristo in croce e questo vuol dire che il dolore, le sofferenze e la morte non esisteranno più. E poi anche la casa è sotto il buon presagio della Sezione Aurea per rendere felice la vita del Nuovo Mondo. Si pensi un po’ quante cose dice l’immagine della Madonna di Fatima!
La seconda immagine perfeziona il messaggio profetico per porre in risalto l’acclamazione del Nuovo Popolo per la loro Regina, la Madonna di Fatima, la Gerusalemme celeste, la sposa dell’Agnello dell’Apocalisse di Giovanni.
Ma vi sono altre immagini della Madonna che perfezionano la conoscenza del prossimo futuro col Nuovo Mondo annunciato con l’Apocalisse di Giovanni.
“La purificazione di M.V.” di Grazio Colossali del santuario S. Maria dei Miracoli di Brescia
Una lettera di Leonardo Gatti, un noto restauratore bresciano
Grazio Cossali “La purificazione di M.V.” – Opera firmata 1594
Correva l’anno 1993. Sono passati 24 anni. Tornare dopo tanto tempo nella Chiesa dei Miracoli e rivedere ancora perfettamente conservato questo meraviglioso dipinto, che mi aveva impegnato con un restauro lungo e complesso, è stato un momento emozionante e di grande soddisfazione. La qualità del lavoro si vede, altro che appalti al ribasso! La qualità ha un prezzo, come la professionalità e le capacità dei dipendenti incaricati a svolgere i lavori, sempre attentamente selezionati, non che i materiali usati, tutti garantiti per stabilità e reversibilità. Ce n’è per meditare..[10]

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Illustrazione 6: Grazio Cossali “La purificazione di M.V.” – Opera firmata 1594. Crediti: www. leonardogattirestauro. it Illustrazione 7: Grazio Cossali “La purificazione di M. V”. La quadratura del cerchio. Crediti: www. leonardogattirestauro. it |
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Può apparire incredibile questa geometria, ispirata da Grazio Colossali per “La purificazione di Maria Vergine”, ma la disposizione dei personaggi e altro del quadro portano a questa concezione. Il candelabro estremo di sinistra segna il lato verticale del quadrato e l’altro candelabro il lato orizzontale inferiore. Il cerchio maggiore è quello estremo del quadro ed è “toccato” dal bambino Gesù il quale, tramite il candelabro, tocca anche il quadrato. Sull’asse verticale mediano si sviluppa la Sezione Aurea che permette all’altro bambino di toccarla con la mano. Come già detto in precedenza questa Sezione Aurea è il segno della vita del Nuovo Mondo e il bambino ne farà parte. Il bambino Gesù rappresenta l’Agnello dell’Apocalisse di Giovanni.
Pi greco è la quadratura del cerchio cioè il rapporto del quadarato con il diametro Perché non possiamo fare a meno del Pi greco
3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 7067…
Non sono numeri battuti a caso sulla tastiera, ma le prime 100 cifre di n, altrimenti detto Pi greco, ovvero il numero più importante nella nostra esistenza quotidiana.
Pi greco è un numero Irrazionale e trascendente. Con una terminologia che può apparire suggestiva ai non addetti ai lavori, la matematica definisce Pi greco un numero reale, irrazionale e trascendente.
Essendo poi anche un decimale illimitato, e non periodico, si definisce numero trascendente: non esiste cioè, per dirla coi matematici, un’equazione polinomiale a coefficienti interi che, risolta, dia n come risultato. Per questo quando diciamo “tre e quattordici” dovremmo in realtà dire n « 3,14, ma è oggettivamente (verbalmente) complicato.
Dall’elettromagnetismo alla meccanica quantistica, il Pi greco pare occhieggiare ovunque, dal Principio di Indeterminazione di Heisenberg al periodo di oscillazione del pendolo (che è proporzionale al nostro numero irrazionale), fino alla forza di Coulomb tra due oggetti carichi elettricamente.
A che cosa serve, per davvero? Se nel risolvere un problema alle scuole superiori può bastare un breve e banale 3,14, in altre situazioni serve la maggiore accuratezza. Sulla Terra, invece, sbagliare i calcoli sulle frequenze di risonanza può avere conseguenze drammatiche: strutture aerodinamiche non efficienti, mancanza di stabilità negli edifici, crollo di ponti…
Anche altre discipline beneficiano della presenza del Pi greco: le scienze sociali, come la statistica, utilizzano largamente la distribuzione a campana postulata dalla curva gaussiana, nella cui funzione rientra la nostra costante matematica.
Gli algoritmi impiegati nel mondo della finanza non possono prescindere da un Pi greco, così come la produzione industriale e la medici.[11]
Con Pi greco si realizza la vita terrestre dell’uomo seppur mortale, ma lo fa vivere per diversi anni, chi più e chi meno. Tuttavia ci aspetta una nuova vita promessa con l’Apocalisse di Giovanni, che ci racconta in modo ermetico in che modo questo avverrà. Ed questo che l’arte cerca di farcelo capire attraverso uno sviluppo di temi geometrici come quello concepito da Grazio Cossali nella sua pala “La purificazione di Maria Vergine”.
Si tratta di un processo ermetico che si sviluppa nella nostra interiorità, ossia a livello astrale-eterico in cui, lo spirito è diviso a causa dell’antagonismo di due altre spiritualità ostili, il luciferismo e l’ahrimanesimo, a loro volta antagoniste fra spirito e materia. Sono spiritualità che facevano parte del mondo divino che poi hanno deciso di non farne più parte. É per questa scissione che opera la causa dell’Apocalisse di Giovanni con lo scopo di recupero di queste due spiritualità. La spiritualità ahrimanica ha il potere della vita corporea che la esprime, ma a causa della sua insurrezione divina è una vita con i suoi giorni contati. Ecco la realtà del potere di Pi greco di Ahrimane.
Nell’Apocalisse viene raccontato il processo di recupero di Ahrimane, con un grande dispiego del sacrificio delle alte sfere del mondo di Dio e corrispondente mondo terrestre. Ecco la figura dell’Agnello di Dio che si intravede dapprima con la venuta del Cristo a Betlemme e del suo sacrificio, il “legno verde”. Successivamente, in modo occulto è l’Agnello a operare, il “legno secco” ed ecco la prefigurazione del suo alto sacrificio a causa della sua “impotenza” ma dotato di un eccezionale potenza dell’Amore. Potenza che può essere intravista nella Sezione Aurea espressa nelle opere pittoriche, come quella di Grazio Colossali per “La purificazione di Maria Vergine”.
Pi greco lo dobbiamo al dio ribelle Ahriman. Il nostro corpo è mortale ma è capace di vivere grazie ad Ahriman, ma l’immenso amore dell’Agnello è capace di redimerlo e unire Pi greco con la Sezione Aurea e così la Quadratura del Cerchio diventa emblema di vita perenne, immortale. Ecco la nuova realtà che si realizza con la Gerusalemme Celeste. Inutile parlare di Lucifero, l’altra spiritualità antagonista, che con la resa di Ahriman non può che restare isolato senza base di appoggio, ma antagonasta. Ecco che con la matematica si può comprendere questa nuova condizione di un + e – che diventa il contrario, – e + e Lucifero cambia.
Dove risiede la forza di Lucifero?
Nell’Apocalisse di Giovanni questa forza è nella bestia del mare.
«E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e il suo grande potere. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita.
Allora la terra intera, presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia, e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?». (Ap CEI 2008 13,1:4)
La depurazione del Luciferismo comporta un grande sacrificio del mondo spirituale che si combina col sacrificio per l’Ahrimanesimo che è stato spiegato in precedenza. Anche per questo sacrificio spirituale l’Arte è stata capace di rappresentarlo con una pala ecclesiastica di una chiesa di Brescia, “Incoronazione della Vergine” di Alessandro Bonvicini.
Incoronazione della Vergine di Alessandro Bonvicini
“Incoronazione della Vergine di Alessandro Bonvicini” è un mio recente articolo pubblicato su Scuola Filosofica il 15 ottobre 2024[12] il cui tema si è incentrato su una sua visione alchemica.
In questo scritto è la Vergine che viene esaminata per giustificare degnamente l’opera del Bonvicini. La visione della parte pittorica in cui Ella e il Cristo appaiono, non dà l’impressione di una grande luminosità celeste che ci si aspetta. Il coro dei putti che li circonda sembrano un tantino “appannati”, tuttavia non si può nemmeno rilevare che sia il contrario, anzi. Si ha comunque l’impressione di una fase di attesa per svincolarsi dall’ombra che sembra aggravarli, come di un atteso rivivere, di salire in alto, verso il Cielo, verso un trono per un degno coronamento. Ma questa sensazione sembra avere origine nell’arcangelo San Michele alle prese con il maligno, un’ “accoppiata” insolita con una bestia che non appare così sgradevole e malsana come ci si aspetta.
Nel resto dei Santi, Giuseppe, Francesco e Nicola, sembra notarsi, si e no, l’impressione rilevata anzidetta, come di attesa, quasi a intravederla in quel piccolo ramoscello in basso a centro in cui si raccoglie l’incertezza rilevata. Un virgulto che si sviluppa da un ceppo di albero troncato, quasi una vaga “speranza” che potrebbe rappresentare il quadro pittorico del Bonvicino.
La descrizione dell’opera del Bonvicini seguirà, all’inizio, lo stesso itinerario della pubblicazione sopradetta su Scuola Filosofica per non indurre a ricorrervi, ma poi si svilupperà la tematica sulla Vergine e lo stretto legame con l’arcangelo San Michele e la bestia. Si capirà che la salita al Cielo della Vergine e il suo coronamento è opera, è vero, del sacrificio di Michele, ma necessario per dare modo alla bestia di permettere al suo Eros di “spingerla” in alto verso il Cielo.

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Illustrazione 8: Alessandro Bonvicini detto il Moretto (14981554), l’Incoronazione della Vergine coi Santi Giuseppe, Francesco, Nicola e l’Arcangelo Michele. Dipinto olio su tavola del 1534 esposto nella Chiesa dei Santi Nazaro e Celso di Brescia. Fonte: wikipedia. Entrando nella basilica dei SS. Nazaro e Celso di Brescia e procedendo sul lato di sinistra della navata, a ridosso del secondo altare decorato in marmo, si ammira la pala del Moretto del 1534, L’Incoronazione della Vergine coi Santi Giuseppe, Francesco, Nicola e l’Arcangelo Michele (Illustrazione 8). Quando la vidi per la prima volta ne fui fortemente impressionato. L’Arcangelo Michele mi colpì particolarmente sembrandomi diverso dalle solite iconografie in cui compare con i paramenti da guerriero, con corazza, elmo, spada e munito della bilancia di giustizia. Perciò non mi aspettavo di vedere un San Michele vestito invece come se fosse una donna, tanto da mostrarsi tale persino nelle fattezze corporee in modo inequivocabile. Davvero surreale questa insolita rappresentazione!, la cui visione risale al 1969, allorché mi stabilii a Brescia proveniente da Caserta dopo il matrimonio. |
Venni ad abitare a pochi passi dalla basilica dei SS. Nazaro e Celso e non passavano domeniche, in cui ero lì per la Messa, che non mi soffermassi sempre più ad ammirare quest’opera singolare, ma questo anche in altri giorni della settimana. Intanto il mio pensiero ricorreva continuamente verso il San Michele nell’intento di fare degli studi. Quest’idea, destino volle che dovesse essere poi sviluppata, molti anni dopo, in modo particolare, e chissà, sia stato il Moretto stesso, a indurmi a farla progredire, più di quanto avevo già posto in atto nel frattempo. Infatti nel 2004 con la famiglia ci siamo trasferiti in un’altra casa bresciana, non tanto distante da un’altra chiesa, e guarda caso qui c’è la tomba di Alessandro Bonvicini e molte sue opere. È la chiesa di San Clemente che si trova in fondo alla traversa omonima di via Cattaneo.
Qui sono esposte molte opere famose di Alessandro Bonvicini.

IIlustrazione 9: Alessandro Bonvicini

Illustrazione 10: Guido Reni 1636.
L’arcangelo
1534. Partic. Incoronazione della Michele schiaccia Satana. Fonte: wikipedia.
Vergine coi Santi Giuseppe,
Francesco, Nicola e l’Arcangelo Michele. Crediti: Da iilustr. 8.
Osservando la pala “Incoronazione della Vergine coi santi Giuseppe, Francesco, Nicola e l’arcangelo Michele” dell’illustr. 9, si è disorientati, abituati a vedere l’arcangelo Michele sempre come un fulgido guerriero che trafigge Satana, come si vede nell’illustr. 10, un’opera di Guido Reni del 1636.
Nel caso del Moretto si potrebbe intuire che nell’Arcangelo Michele, paragonato a Dio stesso, operi la Sua misericordia al punto di rivelarsi nelle vesti femminili e persino nelle membra. Notare il dettaglio della veste annodata sulla coscia, un vezzo perfettamente femminile fino ai giorni nostri. Ma si tratta della rappresentazione di un essere angelico, il cui corpo energetico sottile ha un comportamento diverso da quello umano corporeo.
Tuttavia rende comunque perplessi il rapporto che si stabilisce fra Michele e la bestia, questa non più come l’essere demoniaco in veste umana rappresentato da Guido Reni del dipinto di paragone.
La Quadratura del Cerchio nell’ “Incoronazione della Vergine”

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Illustrazione 11: Alessandro Bonvicini detto il Moretto (1498-1554), l’Incoronazione della Vergine. La “Quadratura del Cerchio”. Crediti immagine: Wikipedia. |
La Quadratura del Cerchio nella pala di Bonvicini della chiesa dei santi Nazaro e Celso di bescia, porta a rappresentare la depurazione della forza di Lucifero, la “bestia del mare” dell’Apocalisse di Giovanni.
Descrizione delle fasi delle operazioni geometriche:
- Si traccia l’asse orizzontale GH passante per A e B, l’estremo del piede del Cristo e l’estremo della lancia BC di san
- prolungando la lancia BC fino a D si traccia l’asse mediano verticale DE che si incrocia in
O con l’asse orizzontale GH.
- Si traccia l’asse del bastone di san Giuseppe MN che s’incrocia in I con la lancia di san Michele.
- Si riscontra che i due assi CD ed MN sono simmetrici. Questo vuol dire che san Michele e san Giuseppe sono in accordo e vi consegue che il primo opera in veste di Io e il secondo in veste di Eros.
- Concorre in questo accordo l’appoggio dall’alto di Gesù, la sua spalla.
- Si traccia l’asse QR passante per il pastorale sulla spalla di san Nicola.
- Puntando col campasso in O si traccia il cerchio in tangenza dell’asse QR ed èil cerchio
esterno della Quadratura.
- Si traccia la linea orizzontale TS passante sul capo della giovane donna sorvegliata da un putto alato, sulla destra. Quest’asse definisce uno dei quattro lati della quadratura del cerchio.
- Si riscontra che l’asse l’asse OIP passa nei punti U e V, gli incroci della Quadratura del Cerchio, cosa che dimostra il perfetto accordo di san Michele con san Giuseppe nel riuscire a concepirla. Naturalmente con l’accordo della virtuosa giovane donna sorvegliata dal putto alato.
- È la fase della Sezione Aurea generata dalla lancia di san Michele e particolarmente nel punto A’.
- Per questo scopo si traccia la linea B’C’.
- Si traccia la linea D’E’, la Sezione Aurea della lancia BA’ di san Michele. Questa linea incrocia il pastorale di san Nicola in F’.

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Illustrazione 12: Equinozio di Primavera 2025. |
- Si traccia G’H’, la Sezione Aurea della D’E’ e si riscontra che collima col punto F’. Questo dimostra che la Sezione Aurea è in armonia con il tutto e in particolare con la Quadratura del Cerchio. E siamo nel giorno dell’Equinozio di Primavera 2025.
1 I fatti del Santuario sono descritti nel libro “Santa Maria dei Miracoli”, a cura di A. Fappani e L. Anelli, edito dalla “Società per la Storia della Chiesa Bresciana”
[1] C. Bellavite, Breve notizia dell’immagine di Maria vergine dei Miracoli nel borgo di S. Nazaro in Brescia, Venezia, 1736 in 12., pag. 8.
[2] Ibidem 5, pag. 8.
[3] Ibidem 5, pag. 8.
[4] Provvisioni del 23 e del 24 maggio 1486.
[5] A. Peroni, L’architettura e la scultura nei secoliXVe XVI, in Storia di Brescia, vol. II pag. 163 3 seg.
[6] P. Guerrini, Il Santuario Civico, pagg. 197-198.
[7] https://www.fanpage.it/roma/la-statua-originale-della-madonna-di-fatima-sara-a-roma-perche-e-stata- richiesta-e-come-vederla/
[8] https://www.famigliacristiana.it/articolo/oggi-e-la-madonna-di-fatima-dalle-apparizioni-al-terzo-segreto.aspx
[9] https://www.supereva.it/profezia-sul-giorno-del-giudizio-trovata-in-un-libro-segreto-del-vaticano-di-1000- anni-fa-cosa-centra-papa-francesco-91881
[10] www.leonardogattirestauro.it
12https://www.focus.it/scienza/scienze/ecco-perche-non-possiamo-fare-a-meno-del-pi-greco
[12] https://www.scuolafilosofica.com/12288/lincoronazione-vergine-bonvicini-visione-alchemica





