
Quello Democratico “è diventato il partito della guerra, della censura, della corruzione”.
Lapidario ed essenzialmente descrittivo della kamalasorte dovuta ai tre vizi capitali dell’Asinello. Così Robert F. Kennedy Jr., dopo aver annunciato il suo ritiro dalla corsa alla casa Bianca e il suo appoggio a Donald Trump.
“Come sapete – ha stigmatizzato Kennedy – ho lasciato quel Partito a ottobre perché si era allontanato in modo drastico dai valori fondamentali con cui sono cresciuto”.
Nel suo atteso discorso a Phoenix in Arizona Kennedy ha detto, a proposito del Partito Democratico dei Clinton, degli Obama, della Pelosi: “Era diventato il partito della guerra, della censura, della corruzione, del Big Pharma, della grande tecnologia e dei grandi soldi. Quando ha abbandonato la democrazia annullando le primarie per nascondere il declino cognitivo del presidente in carica, ho lasciato il Partito per candidarmi come indipendente”.
L’annuncio dell’appoggio a Trump e quell’elencazione di tre vizi capitali dell’Asinello deve aver seccato la bava con la quale i giornali del leccapiedismo organizzato stanno trasformando Kamala Harris da signora nessuno (sempre a loro dire) in stella del firmamento.
Quando il padrone (pubblicità) comanda, i cagnolini scodinzolano e abbaiano.
Ovviamente ora la bavamedia mainstream dirà che Robert F. Kennedy Jr è un traditore, andrà a scavare nella sua vita, interrogherà psicologi per capire quale problema aveva con la nonna che lo abbia indotto a stare con l’impresentabile Trump, il quale si è dotato di un vice, come Vance, che ha scritto un libro sui deplorables, attributo con il quale Hillary Clinton (lo stile non è acqua), ha definito gli elettori di Trump.
Capita la musica? Se voti Dem sei intelligente, raffinato, colto, persino bello. Se voti Trump sei ignorante, cafone, corto di cervello, deplorabile e anche brutto.
Sarà interessante fare la conta degli aggettivi che verranno appioppati a Robert F. Kennedy Jr. dalla scia di bava mediatica.
In ogni caso, la mossa, qualsiasi risultato di trasferimento di voti produca, è una bastonata in mezzo ai denti, assestata con tempismo giusto per far scoppiare i palloncini agitati alla fine della convention democratica.
Kennedy ha riferito che l’ex presidente Donald Trump gli ha proposto di “arruolarlo nella sua amministrazione”, in caso di vittoria alle urne il 5 novembre. Probabile incarico quello nel settore della salute.
Kennedy ha precisato che l’offerta è arrivata in due incontri con Trump, il primo nei giorni successivi al tentato assassinio dell’ex presidente a luglio e un secondo incontro settimane dopo. “In quegli incontri – ha riferito Kennedy – ha suggerito di unire le forze come partito unitario. Abbiamo parlato del ‘team di rivali’ di Abraham Lincoln, un tale accordo ci avrebbe permesso di dissentire pubblicamente e privatamente e furiosamente, se necessario, su questioni su cui siamo in disaccordo, mentre lavoriamo insieme sulle questioni esistenziali su cui siamo in accordo”.

Donald Trump, in campagna elettorale a Las Vegas, si è entusiasmato per il sostegno ricevuto da Robert F. Kennedy Jr. “È una cosa grandiosa. È una persona eccezionale, rispettato da tutti”.
Cosa porterà in dote a Trump Kennedy è tutto da vedere.
Le prime valutazioni danno risultati favorevoli a Trump nella corsa con Kamala Harris.

In questa analisi, ad esempio, fatta da Election Hub in contemporanea con l’annuncio del sostegno dato da Kennedy a Trump, i grandi elettori assegnati sarebbero 241 per Kamala Harris e 297 per l’ex presidente.

Election Time (ET) assegna 221 grandi elettori a Kamala Harris e 316 a Donald Trump.

Point on Politics, a sua volta, assegna 219 grandi elettori a Kamala Harris e 319 a Trump.
Ci sono ancora molti giorni prima che le urne diano il responso reale e non sono escluse sorprese, ma Kennedy, al di là della dote in voti, ha dato uno schiaffo significativo all’Asinello, avvolto nella kamalasorte.





