
Vito Sibilio
Il III Concilio Lateranense (1179) autorizzò ad infrangere la potenza politica degli eretici che diffondeva l’errore e contrastava la verità, specie in Francia meridionale. Papa Innocenzo III (1198-1216) concepì questa impresa come pellegrinaggio armato indulgenziato tra le membra mistiche afflitte e perseguitate nella stessa terra cristiana al di qua del mare, rendendo ancora più complessa l’articolazione interna del concetto della Crociata e del pellegrinaggio ad esso connesso. Lo stesso Pontefice, sia pure assecondando le circostanze, legittimò l’idea che la Crociata potesse essere rivolta contro gli scismatici, peregrinando nelle terre cristiane, da essi separate dal Vero Israele che dovrebbe possederle. Ancora Innocenzo acclarò l’idea che un analogo pellegrinaggio armato potesse essere fatto contro i nemici politici della Chiesa, purchè scomunicati, che ne opprimevano le libertà. La più feconda applicazione di questa idea si ebbe con la Lotta contro Federico II (1211-1250) e i suoi discendenti, che papa Innocenzo IV (1245-1254) e i suoi Successori considerarono delle Crociate a tutti gli effetti[1]. Fino a quel momento le Lotte armate dell’Imperium contro il Sacerdotium, pur essendo sempre difensive -non avendo il secondo la potenza militare del primo – non erano state mai considerate Crociate. Peraltro, nei momenti di pace tra l’uno e l’altro, il Papato mediò sempre, per evitare conflitti armati, tra l’Imperatore e i Comuni, come, del resto, tra i vari Stati cristiani. Il I Concilio di Lione (1245) bandì una Crociata per la difesa comune della terra cristiana dai Mongoli. Il II Lionese (1274) invece cercò di promuovere una pacificazione generale tra Oriente e Occidente per la restaurazione dell’unità del mondo cristiano, mantenendo e confermando la vocazione pacificatrice della Chiesa tra i popoli. Tale vocazione rimase intatta nei secc. XIII-XIV, con i tentativi dei Papi di comporre tutte le grandi guerre tra le Nazioni cristiane, cominciando da quella dei Cent’Anni, anche se spesso inutilmente. L’ultima tipologia di Crociata che si affermò fu quella che implicava la liberazione delle terre cristiane dai Turchi, resa necessaria dall’espansione dell’Impero Ottomano e durata fino alla Rivoluzione Francese. Caldeggiata dapprima come sostegno all’Impero d’Oriente, in vista del quale il Concilio Fiorentino (1438-1447) concluse l’Unione ecclesiastica e promosse la pace generale, fu poi un sostegno costante alla guerra nei Balcani. San Pio V (1565-1572) con la Lega Santa che vinse a Lepanto e il beato Innocenzo XI (1676-1688) con quella che liberò Vienna dall’assedio salvarono la libertà europea.
Anche nei secoli dell’età moderna il Papato continuò, quando gli fu possibile, la funzione di mediazione tra potenze belligeranti in vista della pace. Per esempio papa Adriano VI (1522-1523) e papa Paolo III (1534-1549) cercarono di mediare tra l’Impero e la Francia, le cui lotte sconvolgevano l’Europa. In genere i Pontefici, che pure come Capi di Stato avevano più volte condotto delle guerre – suscettibili di diverse valutazioni morali – nei secc. XVII-XVIII si tennero fuori dalle controversie politiche. In età moderna la fine della Cristianità, per la laicizzazione della politica internazionale, oltre che l’emergenza causata dallo scontro tra Rivoluzione – anticlericale e anticristiana – e Conservazione fecero si che l’idea di Crociata tramontasse, risultando impraticabile. Pio VI (1775-1799) prese le armi con tutta l’Europa contro gli orrori della Rivoluzione Francese, anche se senza successo. Alla stessa maniera i Papi del Risorgimento chiesero e ottennero l’aiuto delle nazioni cattoliche per la difesa dello Stato della Chiesa, come Gregorio XVI (1831-1846) o il beato Pio IX (1846-1878) contro la Repubblica Romana. Coerentemente, lo stesso Papa non aderì alla I Guerra d’Indipendenza (1848), meramente politica e onerosa per la sua missione spirituale, e oppose una resistenza solo simbolica, in quanto ogni sforzo era inutile, all’invasione piemontese dello Stato Pontificio nel 1870.
[1]L’uso della Crociata come guerra difensiva contro i nemici politici della Chiesa comportò molti abusi pratici, come la Guerra del Vespro (1281-1303), bandita da Martino IV contro gli Aragonesi dopo la rivolta omonima in Sicilia contro il malgoverno angioino, o le guerre di Giovanni XXII (1316-1334) contro i ghibellini in Italia. Queste iniziative fecero discreditare la spiritualità delle Crociate. Altre imprese di tal genere, fino a quelle dei Papi rinascimentali, sono altrettanto discutibili (l’ultima fu quella della Santa Lega di Cognac del 1526). Alcune tra esse furono invece giustificabili nella pratica. Notissima e controversa la Crociata contro Palestrina di Bonifacio VIII (1294-1303), bandita contro i Cardinali scismatici Colonna.





