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LA GEOPOLITICA PRESUPPONE IL PRAGMATISMO

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di Ugo Busatti

Secondo Hegel per certezza si intende ciò che è saputo, ciò che è pensato, vale a dire la nostra percezione delle cose: in quanto pensiero, la certezza è una determinazione soggettiva, uno stato del pensare. Per verità, invece, si intende ciò che è, le cose in sé: in quanto determinazione oggettiva, la verità è uno stato delle cose, è l’essere.
In parole povere, io posso essere “certo” di una cosa, ma non necessariamente é la “veritá”.
Venendo sul concreto, in riferimento alla guerra in Ucraina, ci sono due “certezze”: una che sostiene che i confini vadano difesi dall’invasore, che i russi sono gli invasori, e che é moralmente giusto aiutare il popolo ucraino a difendersi, fornendo loro armi e contribuendo a indebolire l’invasore comminando sanzioni commerciali. Questo offre il Sistema dominante come certezza.
Poi ci sono altri ( tra i quali io, e siamo sempre di piú) che hanno un’altra visione della “certezza”. Ovvero in un Mondo suddiviso in aree di interesse, dominato dalla geopolitica, cambiare gli equilibri difensivi ( o offensivi) equivale ad una provocazione alla quale si deve rispondere per riportare la situazione sotto controllo. Voler mettere i missili della Nato in Ucraina, la quale avrebbe reso difficile l’accesso russo alla propria flotta, e che non sarebbe piú stata un “cuscinetto” tra Occidente e Russia, andava impedito. Di fatto é un attacco all’area di interesse Russa. Quindi la reazione é giustificata.
Queste sono le “certezze” che noi abbiamo su questa deplorevole situazione. Entrambi i sostenitori dell’una o dell’altra sono evangelicamente convinti di aver ragione.
Poi esiste, in questo caso, una “veritá”. Ed é una sola.
La Russia é una superpotenza non perché é un gigante economico. Il suo PIL é inferiore persino a quello italiano. Ma dispone di seimila testate nucleari, di varia grandezza, potenza, raggio di azione.
E fintanto che alla guida della Russia ci sta Putin, possiamo essere relativamente tranquilli che non accadrá nulla di irreversibile. Ma se malauguratamente dovesse salire sul trono russo qualcun altro, le cose potrebbero mettersi veramente male.
E allora, signori politici, facciamo in modo che le “certezze” e la “veritá” per una volta coincidano, smettiamo di sostenere una guerra inutile fornendo armi che allungano solo l’agonia, e facciamo scendere in campo la diplomazia che rimetta ordine nelle aree di interesse.
Perché in qualche caso, la “veritá” puó far molto male.

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  • Redazione

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